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Con “Deviazioni”, gli NFF firmano un viaggio nelle zone più oscure dell’essere umano, tra introspezione, conflitti interiori e tensioni che attraversano anche la società contemporanea. Un concept album che non cerca risposte facili, ma sceglie di guardare in faccia paure, fragilità e contraddizioni, lasciando emergere, accanto all’ombra, anche una possibilità di luce.

Il titolo diventa così una chiave di lettura: le deviazioni possono essere smarrimenti, cadute, percorsi mentali inattesi, ma anche occasioni per cambiare direzione e ritrovare il proprio sentiero. Un disco che parte dall’individuo per interrogarsi sull’essere umano nel suo rapporto con il mondo e che, alla fine, lascia all’ascoltatore una domanda tutt’altro che semplice.

1. “Deviazioni” esplora l’ombra che risiede nell’essere umano. Durante la scrittura, avete scoperto qualcosa di voi che prima preferivate non guardare?

Durante la stesura di “Deviazioni” abbiamo voluto dare sfogo a quel lato di noi che solitamente teniamo nascosto. Scavando in queste introspezioni abbiamo scoperto lati oscuri, ma insieme a questi anche molti lati più chiari. Abbiamo capito che, comunque sia, è la luce a battere la tenebra e che ognuno di noi possiede una luce che brilla.

2. Nel disco convivono guerre interiori e conflitti esterni, dolore psicologico e difficoltà sociali. Quanto è difficile raccontare la fragilità individuale senza separarla da ciò che accade nel mondo che ci circonda?

L’essere umano, essendo un animale sociale, è perennemente immerso nel flusso della società e con essa si muove, come trasportato dalla corrente di un fiume. Viviamo in un momento storico abbastanza drastico per la società e inevitabilmente ciò che accade intorno a noi entra in relazione con quello che siamo e sentiamo.

Ci sono però situazioni, emozioni e urli primordiali che esulano dalla società, che appartengono alla dimensione più profonda dell’essere umano e che, in qualche modo, prescindono dal contesto in cui viviamo.

3. Il titolo “Deviazioni” sembra suggerire l’idea di perdere una strada, ma anche di trovarne una nuova. Per voi una deviazione rappresenta soprattutto una caduta, uno smarrimento o la possibilità di cambiare direzione?

Le deviazioni possono essere, ad esempio, quelle del sentiero della vita oppure della mente. Noi le raccontiamo sia come un dato positivo sia come qualcosa di negativo. Non esiste necessariamente una sola interpretazione: una deviazione può essere una caduta o uno smarrimento, ma può anche aprire una strada diversa.

L’importante è ritrovare sempre il proprio sentiero.

4. Il disco non sembra cercare risposte semplici alle inquietudini che racconta. Se alla fine di “Deviazioni” l’ascoltatore dovesse portarsi dentro una sola domanda, quale vorreste che fosse?

«Sei sicuro di essere una brava persona?»