Con “Ghost of Ninive”, le Erisu esplorano nuove sonorità, dando maggiore spazio alle tastiere e all’elettronica. Resta il richiamo al mondo antico, già presente nel loro percorso, ma questa volta il brano si muove su un ritmo più serrato.
Al centro c’è l’attesa dello scontro tra Ninive e Babilonia, raccontata attraverso tastiere ripetitive e una tensione che aumenta nel corso del brano. Nel finale tornano le armonizzazioni a tre voci, uno degli elementi che caratterizzano il suono del gruppo.
Per il MEI abbiamo intervistato le Erisu per parlare di “Ghost of Ninive”, delle nuove scelte musicali e di come sta evolvendo il loro progetto.
Con “Ghost of Ninive” introducete per la prima volta un utilizzo centrale delle tastiere. Da dove nasce l’esigenza di ampliare in questa direzione il vostro suono?
Ciao a tutti! Le tastiere sono sempre state presenti nei nostri brani in modo molto morbido e legato, uno sfondo per ricreare una specifica atmosfera quasi onirica. In “Ghost Of Ninive” certamente, la parte tastieristica è stata accentuata ed è più in primo piano, con sonorità più elettroniche e con parti più ritmiche rispetto ai nostri precedenti lavori. Ma il ruolo delle tastiere era ed è il medesimo: la ricerca di uno stato d’animo. Se nel primo album le Tastiere di Freddy Delirio erano sinuosi richiami esoterici ora le tastiere di Fabrizio Simoncioni sono più permeanti, ritmate e si rifanno agli frenati richiami ritmici dell’ultima festa prima della battaglia tra Niniveh e Babilonia che decreterà l’uscita di scena del Sacro femminino dal pantheon umano. Si può dire che questo incedere dei riff sia anche un riferimento cinematografico alla ultima festa di Zion in Matrix Reloaded prima dell’ultima guerra contro le macchine.
Le tastiere costruiscono timbri moderni, ripetitivi e quasi ossessivi. Come avete lavorato per far convivere questa componente con le melodie e le suggestioni più arcaiche che caratterizzano Erisu?
La civiltà odierna è figlia della storia antica: le sonorità moderne della parte di tastiera hanno un messaggio specifico ossia mai dimenticare il passato nel nostro presente, tutto è adattamento al tempo.
Il brano procede con un BPM elevato e richiama una danza rituale attorno al fuoco. Il ritmo è stato pensato fin dall’inizio come elemento narrativo?
Assolutamente: stiamo raccontando la storia di una battaglia imminente: tutte le parti sono scatenate in una ritualità senza pause e respiro, ognuno mette in conto che domani notte potrebbe non esserci più, e gli eserciti di Babilonia e Ninive si spogliano delle inibizioni e si abbandonano al momento.
La struttura della canzone sembra aumentare progressivamente la tensione fino alla variazione conclusiva. Come avete costruito questa crescita?
Forse un po’ ingenuamente sentivamo il bisogno avere un brano dove potessimo evocare noi stesse, sentirci presenti sul palco richiamando le divinità da cui abbiamo tratto ispirazione: volevamo fosse folle e travolgente. Siamo partite dai nostri nomi, recitandoli quasi come un mantra e da lì, dalla scansione incisiva prodotta da questo mantra è nata questa idea di ultima festa davanti al fuoco. Il crescendo finale è stata la conseguenza più naturale possibile: abbiamo sempre la tendenza a elaborare i finali, aggiungendo sempre variazioni (talvolta anche in live, tant’è che spesso le nostre canzoni già incise mutano nel tempo). Il che può sembrare curioso: nel mondo odierno dove tutto corre, a volte i brani non vengono ascoltati nella loro interezza: i finali per noi sono le parti più interessanti, regalano un senso di compiutezza e soddisfazione.
Nel finale tornano in primo piano le armonizzazioni a tre voci, uno dei vostri tratti distintivi. Quanto è importante mantenere elementi riconoscibili anche quando sperimentate nuove soluzioni?
Lo è molto! Armonizzare, cercare soluzioni e risoluzioni anche non convenzionali è la nostra firma e il nostro tratto distintivo e ci accompagnerà sempre, a prescindere dalla rotta musicale.
“Ghost of Ninive” rappresenta un episodio isolato oppure anticipa una nuova fase nella ricerca musicale di Erisu?
Ghost of Ninive è un tassello, un punto di arrivo di un percorso che parte 5 anni fa. Era il brano necessario per uscire da alcuni schemi e di conseguenza navigare in nuove acque sonore. Il futuro invece…


