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Un viaggio può cambiare il destino di una canzone. È proprio durante un tour nell’Est Europa che Lemuri Il Visionario scopre “Luna”, intuendone immediatamente il potenziale emotivo e decidendo di farla diventare parte del proprio percorso artistico. Da quell’incontro nasce una reinterpretazione che conserva il fascino dell’originale ma assume una nuova identità attraverso sonorità pop e uno stile ormai riconoscibile. Nell’intervista ripercorriamo il processo creativo, il rapporto con le cover e il valore di un’esperienza capace di lasciare un segno anche nel suo modo di vivere la musica.

 

“Luna” nasce dall’incontro con un brano scoperto durante un tour nell’Est Europa. Quanto sono importanti i viaggi nel tuo processo creativo?

I viaggi, soprattutto quando non sono fatti soltanto per turismo, aprono sicuramente dei varchi speciali nel nostro inconscio e favoriscono la canalizzazione artistica.

 

Quando hai capito che questa canzone meritava una nuova vita nella tua interpretazione?

Quando sono entrato in scena e mentre la cantavo il pubblico mi ascoltava rapito muovendo i telefonini come lucciole nel buio. Una grande emozione.

 

Qual è stata la sfida più grande nel reinterpretare un brano già conosciuto?

Trasformarlo in un mio brano. Nel caso specifico già cantarlo in modo pop invece che lirico mi ha subito facilitato il compito.

 

Come hai lavorato per trovare un equilibrio tra rispetto dell’originale e identità personale?

Beh devo dire che il brano era ben scritto sia dal punto di visto del testo che della melodia. Quindi io e il mio produttore musicale Max Minoia, abbiamo lavorato molto sui colori vocali e sugli strumenti in grado di sottolineare la mia interpretazione senza cambiare troppo la melodia originale.

 

Pensi che oggi reinterpretare una canzone richieda più coraggio rispetto al passato?

Penso che dal punto di vista del coraggio non sia cambiato poi molto. L’importante è scegliere sempre una canzone che piaccia profondamente a chi la deve interpretare.

 

Questa esperienza ha cambiato il tuo modo di guardare alle cover e alle reinterpretazioni?

Direi di si. Io non sono solito pubblicare delle cover perché prediligo sempre i brani scritti da me. Ma considerando che la mia voce è famosa in tutto il mondo soprattutto per la cover di Dragostea Din Tei nella versione Haiducii forse dovrei provarci più spesso.