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Quando si parla di New Wave in Italia non si può non pensare ai Frigidaire Tango. La sorpresa di questo 2026 è proprio il ritorno della band culto nata a Bassano del Grappa che ha pubblicato “Modern Vintage Wave” uscito per la Psicolabel, a oltre 15 anni di distanza dal suo ultimo lavoro discografico e a ben 45 dal primo storico “The Cock”. 10 tracce compongono quello che non è un vero e proprio nuovo lavoro, ma un insieme di canzoni inedite che sono state incise nell’ultimo decennio. Un ponte fra l’inconfondibile stile che li aveva resi grandi negli anni’80 e i giorni nostri, ma sempre con un suono che è un vero e proprio marchio di fabbrica, un modo per celebrare la band di Stefano Dal Col e Carlo Casale e far felici i tanti fan che hanno continuato sempre ad amarli negli anni. Il titolo dell’album mette subito in chiaro l’intento di questa operazione discografica: niente nostalgia o revival, ma la voglia di far passare il messaggio che un certo tipo di sound è oggi più fresco e attuale che mai. Si parte subito forte con la travolgente “I creatori”, dall’incedere incalzante. Si passa poi alla più intima e raffinata “Non sei raggiungibile”, uno dei due singoli che ha anticipato l’uscita dell’album: malinconia e leggerezza si incrociano meravigliosamente. Con “Timeless Future” sembra di fare un tuffo in certe atmosfere dark/new wave tipiche delle band inglesi degli anni’80: decisamente il brano più elegante del disco. “Life is a little trip” ci offre un altro volto dei Frigidaire Tango che riesce a dipingere una malinconia nei suoni che ben si incontra con il testo del brano che sembra regalare un quadro della vita intesa come “un piccolo viaggio”. “Deadline Body” è il pezzo più enigmatico e affascinante di “Modern Vintage Wave” e ci riporta alla mente certe perle dei Gang of Four, ma con un imprinting molto personale e caratteristico. “Fears”, l’altro singolo estratto, rappresenta la parte più oscura dei Frigidaire Tango con le tastiere a rubare la scena. “Bloody Glory” ci fanno capire, semmai ce ne fosse stato bisogno, la capacità dei Frigidaire Tango di sapersi districare benissimo fra tanti generi: in questo caso si strizza l’occhio ad un certo rock d’autore. Anche “Adrian”, una dedica ad Adrian Borland dei The Sound, è un brano riuscitissimo nel suo crescendo che culmina nel refrain del ritornello. “L’ombra della tua grazia” colpisce nel segno: una splendida rivisitazione di “Shadow of your grace” scritta proprio dallo stesso Borland con i The Citizens. A chiudere l’album la meravigliosa “Considerations”: gli arrangiamenti raffinati e eleganti regalano all’ascoltatore il modo migliore per convincerlo ancor di più di trovarsi di fronte ad un disco che metterà d’accordo sia gli appassionati degli anni’80 sia quelli di un certo tipo di musica che oggi tanto deve ai grandi della New Wave di quel magico periodo. I Frigidaire Tango sono rimasti fedeli alla loro identità senza aver voluto cercare di stravolgere un percorso già glorioso. “Modern Vintage Wave” scrive dunque un nuovo capitolo della storia della band con un disco che, come detto, non vuole essere un momento di revival o nostalgia, ma guardare al presente con la consapevolezza di chi ha alle spalle un passato ben solido che ha lasciato un segno indelebile nella New Wave italiana. 

Il VIDEO UFFICIALE di “Fears”

Ascolta “Modern Vintage Wave” on Spotify

Articolo di Piero Vittoria