Dalla Lunigiana arrivano i Fred Gets Lost, progetto guidato da Francesco Mazzali e Diego Bergantini che mescola elettronica, jazz, hip hop e suggestioni provenienti da mondi musicali molto diversi tra loro. Dopo l’esordio con “E. Please Buy Your Seat”, il duo ha pubblicato “D. Can You See My Eyes?”, secondo singolo che continua a svelare l’universo sonoro del progetto in attesa dell’album di debutto.
“D. Can You See My Eyes?” è fuori da qualche settimana: qual è stata la reazione che vi ha sorpreso di più da parte di chi l’ha ascoltato?
C’è un commento sotto al video Youtube del brano di un ragazzo Scozzese che dice che userà “D. Can You See My Eyes?” come colonna sonora dei suoi road-trip in giro per la Scozia quest’estate. Ecco non ce l’aspettavamo!
Quando fate ascoltare un pezzo nuovo a qualcuno di cui vi fidate, qual è la prima cosa che sperate vi dica?
È sempre un momento molto delicato… se ci chiede di sentirlo un’altra volta siamo contenti. Solitamente cerchiamo di avere un atteggiamento molto aperto e proviamo a prendere le critiche in maniera costruttiva, avere un occhio esterno può essere incredibilmente utile perché il rischio di perdersi nei propri pensieri e staccarsi troppo dal concreto quando si scrive e si compone è sempre molto alto per noi.
Nel vostro progetto convivono tante influenze diverse. C’è un artista o un disco che vi mette tutti d’accordo senza discussioni?
Più di uno in realtà. Entrambi abbiamo un passato di adolescenza molto rock psichedelico e abbiamo rivisto una via di pensare la musica in quel modo in alcuni album contemporanei come “IGOR” di Tyler, The Creator o “Blonde” di Frank Ocean. Poi ovviamente siamo entrambi innamorati degli “originali”, solo per citarne alcuni “The Dark Side of the Moon” e “Sgt. Pepper”.
Avete iniziato a pubblicare musica da poco: c’è qualcosa che vi ha sorpreso del passaggio dallo studio alla pubblicazione vera e propria?
Le cose da fare! Dall’esterno può non sembrare così ma tra avere il master pronto di un brano e il pubblicarlo come si deve ci sono un sacco di cose da tenere a mente e da fare. Alcune meno divertenti di fare la canzone in sé come pensare alle pubblicità e alle varie cose burocratiche e altre invece altrettanto divertenti e creative come creare tutti i video e le foto necessari.
Quando non state lavorando ai brani, riuscite a staccare dalla musica oppure finite sempre per parlare di idee, concerti e nuove canzoni?
Staccare davvero è difficile, quasi impossibile. Portare avanti un progetto comporta anche tante componenti più pratiche, “l’ufficio”, come lo chiamiamo noi ma in sottofondo stiamo sempre pensando a qualcosa di musicale.
Avete pubblicato due singoli molto diversi tra loro: se qualcuno vi scoprisse oggi, gli fareste ascoltare prima “E. Please Buy Your Seat” o “D. Can You See My Eyes?”?
Gli chiederemmo che mood ha in quel momento e gli consiglieremmo di conseguenza. E se il giorno dopo ha un altro umore di andare ad ascoltare il singolo che gli mancava il giorno prima!


