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“Fino a oggi l’intelligenza artificiale ha utilizzato contenuti musicali in un quadro normativo spesso incerto e con meccanismi di remunerazione non sempre definiti. L’introduzione di un sistema di licenze e compensi rappresenta quindi un elemento di maggiore regolazione e tutela. Tuttavia, è importante interrogarsi sulle conseguenze di questa scelta. Integrare come funzione accessibile a 760 milioni di utenti la produzione di contenuti tramite l’intelligenza artificiale significa infatti consolidare questo modello, renderlo strutturale e ampliarne considerevolmente la portata. Ciò che finora si è sviluppato in modo frammentato e limitato rischia di trasformarsi in un sistema economico pienamente riconosciuto, scalabile e sostenuto dal principale operatore globale del settore”. Lo dichiara Nicola Zingaretti, capodelegazione Pd al Parlamento europeo che aggiunge: “Il modello delineato è chiaro. Il CEO di Spotify ha dichiarato che l’obiettivo è consentire ‘a una canzone di diventare diecimila’. Non diecimila artisti che creano nuove opere, ma una singola opera che viene moltiplicata attraverso sistemi automatizzati e valorizzata economicamente da chi già ne possiede i diritti. In questo scenario, il contributo creativo dell’artista rischia di essere progressivamente affiancato da processi di replicazione algoritmica che ne riducono la centralità e il valore distintivo. A ciò si aggiunge un ulteriore elemento di riflessione. Spotify rappresenta uno dei principali attori dello streaming musicale globale, mentre Universal detiene il catalogo musicale più ampio al mondo. Insieme stanno definendo quello che potrebbe diventare il principale quadro di riferimento per i remix realizzati con l’intelligenza artificiale. Il rischio è che artisti indipendenti, piccole etichette e produttori autonomi incontrino maggiori difficoltà nell’accedere a questo mercato, con regole e condizioni determinate prevalentemente dai soggetti che già occupano una posizione di particolare rilievo nel settore. Per questo motivo mi attiverò presso la Commissione europea affinché venga valutato con attenzione l’impatto concorrenziale di questo accordo e utilizzerò tutti gli strumenti a disposizione per garantire che l’innovazione rimanga un fattore di apertura, pluralismo e valorizzazione della creatività, evitando che possa contribuire a consolidare squilibri già presenti nel mercato”.(lnc)

Fonte: AgenziaCULT