Disponibile da domani, venerdì 29 maggio, “Effimeri, Erranti e Vagabondi”, il nuovo album del cantautore valdostano DAVIDE MANCINI.
“Effimeri, Erranti e Vagabondi” è un album concettuale che racconta il disagio emotivo e spirituale dell’uomo contemporaneo, sospeso in un mondo sempre più complesso, teso e conflittuale.
Ad anticipare il progetto è il singolo “Sono un tipo problematico”, una provocazione ironica e profondamente attuale: oggi tutto sembra renderci più inquieti, più fragili, più complicati. Anche il rapporto con sé stessi si è appesantito, travolto da un clima sociale e geopolitico che influenza inevitabilmente la vita quotidiana.
«Il disco nasce proprio da questa domanda – dichiara Davide Mancini – come si può vivere in maniera più serena possibile in un tempo così caotico ed effimero? La risposta dell’album passa attraverso l’arte, in cui musica, poesia, lettura, umiltà e natura diventano strumenti per ritrovare equilibrio e leggerezza.»
La Val d’Aosta, terra originaria del cantautore, assume nel progetto un ruolo centrale e simbolico: i suoi paesaggi, il silenzio, il rapporto profondo con gli elementi naturali evocano una dimensione quasi panica, di fusione con la natura, capace di sciogliere almeno in parte la confusione che oggi attanaglia gli individui.
“Effimeri, erranti e vagabondi” conclude idealmente una trilogia artistica nata da Madame Gerbelle, chiudendo un percorso dedicato alle inquietudini, alle fragilità e al senso di smarrimento del nostro tempo.
L’album è composto da otto brani di cui quattro in italiano e quattro riarrangiati in dialetto valdostano, in un dialogo continuo tra identità contemporanea e radici territoriali.
Il progetto vede la partecipazione di importanti collaboratori:
Massimo Spinosa, bassista storico vicino alla grande canzone d’autore italiana, collaboratore di artisti come Fabrizio De André, Francesco De Gregori e Antonello Venditti, al quale è profondamente legato; Irene Burratti, cantante jazz milanese, interprete dei brani in italiano; Sara Borghese, giovane cantante valdostana, voce delle versioni in dialetto; al bandoneon Ezio Borghese, musicista essenziale e riconoscibile presente in entrambe le versioni dei brani.
“Effimeri, erranti e vagabondi” è un invito a rallentare, ad alleggerire il peso dell’inquietudine contemporanea e a ritrovare nell’arte e nella natura una possibilità autentica di serenità.
Davide Mancini ha iniziato la sua carriera musicale in giovane età come batterista della O’Connel Street Band. Per molti anni è stato il frontman dei Celtica, un gruppo etno-rock che ha tenuto numerosi concerti in tutta Italia e con cui ha pubblicato l’LP L’altro rock, che ha ottenuto un grande successo di vendite. Dopo aver concluso l’esperienza rock, ha intrapreso la carriera da cantautore, affrontando lunghe e impegnative tournée in Italia, Francia, Spagna, Irlanda, Stati Uniti e Asia (dove ha partecipato al prestigioso Festival di Hue). Ha aperto i concerti della band americana The Connells e ha preso parte ad alcuni degli eventi più noti e longevi d’Italia come il Pistoia Blues Festival (1996 e 1997) e il Porretta Soul Festival (1998), oltre a numerose apparizioni televisive. Ha avuto l’onore di aprire i concerti di Bruno Lauzi e dei La Crus, e ha collaborato con artisti di fama internazionale come Massimo Spinosa e il leggendario Mauro Pagani, con il quale ha condiviso il palco al Teatro Giacosa di Aosta nel 2016. Il suo primo album, Madame Gerbelle, uscito nel 2008, ha ottenuto un grande successo di pubblico e critica, entrando nella classifica ufficiale europea Indie Music Like delle radio e dei new media, dove è rimasto per dieci mesi consecutivi nella Top Ten. Nel 2015 è uscito Poesia e Democrazia, il suo secondo album, che dopo un anno di esibizioni acustiche in piccoli club, lo ha portato ad essere invitato al Festival della Musica Indipendente di Faenza. I suoi ultimi due singoli, Aosta Capitale e Preghiera Punk, rappresentano un’evoluzione artistica: il primo è un omaggio alla sua città natale, Aosta, mentre il secondo, accolto con grande entusiasmo nel panorama underground e sostenuto da numerosi passaggi radiofonici, è un inno a chi ha lottato per la libertà anziché per il potere.




