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Ninaì torna con “Soulmetry Living Room Session”, un lavoro che conferma la capacità dell’artista di trasformare la ricerca sonora in esperienza immersiva, attraversando con naturalezza territori che vanno dal nu jazz al trip hop, fino alle più rarefatte suggestioni ambient. Pubblicato da I Low You Records, etichetta indipendente di Tokyo attenta alle produzioni più visionarie e fuori formato, il disco rappresenta una rilettura dal vivo della trilogia “Soulmetry”, qui restituita in una dimensione più basilare.

Registrato interamente in presa diretta nella cosa dell’artista, “Soulmetry Living Room Session” si sviluppa come un flusso continuo in cui musica e spazio convivono senza separazioni. Il living room diventa un ambiente creativo che respira insieme ai musicisti e che contribuisce a definire il carattere dell’opera.

Il pianoforte di Ninaì resta il fulcro espressivo del progetto, sostenuto da un ensemble capace di muoversi con eleganza tra improvvisazione jazzistica, soul contemporaneo e aperture cinematiche. La tromba di Michael Costanza aggiunge profondità, mentre gli scratch di Street Casabrasa introducono una componente urbana mai invasiva, dialogando con il basso di Walter Guabello e la batteria di Andrea Beccaro in una costruzione sonora dinamica e sempre fluida. L’equilibrio tra le parti è uno degli aspetti più riusciti del disco: ogni intervento trova spazio senza sovraccaricare la struttura, mantenendo viva quella sensazione di sospensione e movimento continuo che caratterizza l’intero lavoro.

Particolarmente interessante è la scelta di inserire dodici interludi pianistici – “Living Room 01-12” –  brevi e spontanei ma che rafforzano la dimensione diaristica del progetto. Non semplici pause o riempitivi, ma tasselli che amplificano la coerenza narrativa dell’album e ne sottolineano il carattere profondamente umano e quotidiano.

Sul piano interpretativo, Ninaì dimostra una maturità artistica notevole: la sua voce, usata spesso come strumento atmosferico più che come elemento centrale, si integra perfettamente nel tessuto musicale, contribuendo a creare un linguaggio sonoro delicato ma mai fragile. La sensibilità compositiva emerge soprattutto nella gestione degli spazi e delle dinamiche, con arrangiamenti che privilegiano il respiro, il silenzio e la relazione tra i musicisti.

“Soulmetry Living Room Session” è un disco che rifiuta la spettacolarizzazione per cercare autenticità e connessione. In un panorama sempre più dominato dalla sovrapproduzione, Ninaì sceglie invece la vulnerabilità del gesto reale, costruendo un’opera coerente, elegante e profondamente contemporanea. Un lavoro che conferma la forza della scena indipendente quando riesce a coniugare sperimentazione, identità e qualità esecutiva senza compromessi.