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Dalla profonda formazione accademica nello studio della chitarra classica al fascino per la scrittura cantautorale e il mondo pop: il percorso di Priscilla è guidato da un legame viscerale e continuo con la musica. Considerata fin dall’infanzia un vero e proprio strumento di guarigione e comprensione di sé, la sua voce e la sua produzione si muovono con disinvoltura tra intensità emotiva e ricerca di sonorità sempre nuove.

In occasione della pubblicazione del suo nuovo singolo, “Fuoco e pioggia” (in uscita il 24 luglio per Up Music), Priscilla si racconta ai microfoni di MEI Web: un viaggio che esplora l’origine del brano, l’impatto visivo della copertina, il valore catartico dell’espressione artistica e le prospettive future della sua identità musicale.

 

La tua storia d’amore con la musica è iniziata prestissimo, cantando da bambina in chiesa e scoprendo poi la chitarra classica. Ci racconti come è nato e si è sviluppato questo legame viscerale che ti accompagna da sempre?

La musica è sempre stata presente nella mia vita. Ho iniziato cantando nel coro della chiesa e successivamente ho studiato chitarra classica al liceo musicale e in conservatorio. È cresciuta insieme a me fino a diventare il modo più naturale che ho per raccontare ciò che provo.

 

Dalle esibizioni con il coro in Vaticano e all’estero fino al debutto ufficiale nel 2024. Qual è stato il momento più importante, emozionante o gratificante della tua carriera musicale finora?

Ogni traguardo ha avuto un significato speciale, ma pubblicare il mio primo inedito è stato sicuramente uno dei momenti più emozionanti. Dopo anni trascorsi a studiare e interpretare musica, finalmente stavo condividendo una parte di me.

 

Il 24 luglio esce “Fuoco e pioggia” per Up Music. Vuoi raccontare ai nostri lettori di cosa parla questo nuovo singolo e come l’immagine di questi due elementi opposti sia diventata la perfetta metafora di un legame tormentato?

Parla di un amore pieno di contrasti, in cui convivono passione, dipendenza emotiva e desiderio di rinascita. Il fuoco e la pioggia rappresentano proprio queste due forze opposte che convivono nella stessa relazione.

 

Per un brano intitolato “Fuoco e pioggia”, che vive di forti contrasti visivi e sonori, l’aspetto grafico è fondamentale. Ti va di spiegare ai nostri lettori com’è nata l’idea della cover e come riflette questa costante opposizione emotiva?

La cover è nata pensando al senso della canzone: quel contrasto tra fuoco e pioggia, tra la voglia di lasciarsi andare e la paura di farsi male di nuovo. Ho scelto un’immagine calda, dorata, che scalda ma può anche bruciare — un po’ come il sentimento di cui parlo nel brano. Volevo che si sentisse subito quell’equilibrio fragile tra dolcezza e intensità, senza dover spiegare troppo a parole.

 

Hai dichiarato che per te la musica è un vero strumento di guarigione nei momenti difficili. Quanto è importante per te riuscire a trasmettere questa stessa energia terapeutica e un senso di rinascita al pubblico che ti ascolta?

È fondamentale. Credo che la musica possa aiutare a dare un nome alle emozioni e far sentire le persone meno sole. Se una mia canzone riesce a offrire anche solo un momento di conforto o di speranza, allora ha già raggiunto uno dei suoi scopi più importanti.

 

Dall’esordio sentimentale di “Un punto tra la gente” all’indie pop di “Nobody else”, fino all’energia da club di questo nuovo singolo. Hai già in programma altri brani o hai pensato a un album d’esordio che raccolga tutte queste tue diverse anime sonore?

Sto lavorando a diversi nuovi brani e continuo a esplorare sonorità diverse, sempre all’interno del mondo pop. L’album è sicuramente nei miei progetti, ma voglio costruirlo con calma, facendo in modo che rappresenti davvero tutte le sfaccettature della mia identità artistica.