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Dopo aver esplorato la necessità di essere visti e il dolore di essere invisibili con il suo primo progetto discografico “SOTTO GLI OCCHI DI DIO”, Labasco continua il suo racconto senza fermarsi alla musica e annuncia  l’uscita di “Figlio di Dio”, lo speciale cortometraggio ispirato dall’album e diretto da Shalla Hope

“Figlio di Dio” verrà presentato mercoledì 24 giugno con una speciale proiezione in anteprima  al NODO Bar di Milano (ore 19:00). Labasco non farà poi mancare la sua musica, arricchendo l’evento con un live full-band in formato boiler room, immerso tra il pubblico, e altre sorprese. Il corto sarà poi pubblicato dalla mezzanotte del 25 giugno sul canale YouTube di INRI Records.

Con il corto “Figlio di Dio”, Labasco racconta un bisogno che forse appartiene a tutti: quello di essere riconosciuti. Nel corto ci sono persone molto diverse tra loro, ma ognuna sta cercando qualcuno che la guardi davvero. C’è chi prova a essere all’altezza di un’immagine, chi rincorre l’approvazione di un padre, chi nasconde il desiderio dietro l’ordine e chi continua a cercare una conferma negli occhi degli altri. O forse negli occhi di nessuno.

«Ho scritto questo disco per essere visto, riconosciuto, compreso. Dalla mia famiglia, dalla mia città, dall’amore, da dio e da me stesso. E’ il dolore di chi cerca uno sguardo che non arriva, di chi si sente invisibile ma continua a restare.» racconta Labasco «In questo disco Dio non è religione, è uno sguardo: è il bambino che sono stato, la voce che mi giudica, la provincia che osserva, mio padre che non sa parlare e mia madre che non vuole guardare.»

La proiezione sarà l’occasione per rivivere in un nuovo contesto “SOTTO GLI OCCHI DI DIO” (https://inrirecords.lnk.to/sgodd; INRI Records/Metatron), il primo progetto discografico di Labasco.

“SOTTO GLI OCCHI DI DIO” si configura come un’architettura sonora complessa, dove il sacro e il profano convivono in una tensione costante. Il titolo suggerisce una prospettiva capovolta: in un contesto dove lo sguardo della provincia e della fede può farsi giudizio, Labasco trasforma l’essere osservati in un atto di presenza e di resistenza emotiva. Il “voyerismo” sociale e divino non è più una minaccia, ma il testimone di una metamorfosi: quella di chi ha smesso di nascondersi per abitare finalmente il proprio corpo e la propria storia.

L’intero lavoro si muove tra le pieghe della quotidianità, tra i silenzi familiari e le voci di quartiere, raccontando la fatica e la bellezza di chi decide di non restare in disparte. È un disco che parla di ciò che viene tolto e di ciò che si decide di riprendersi con sfrontatezza, trasformando la vulnerabilità in un manifesto di libertà e riappropriazione. La narrazione alterna costantemente l’italiano al napoletano, creando un ponte necessario tra l’urgenza di una fuga e la necessità di appartenere a una radice che segna senza mai definire.

Le produzioni elettroniche acide e beat incalzanti si scontrano con la solennità di pianoforti eterei, fiati suonati dal vivo e cori popolari ruvidi, che conferiscono al progetto una dimensione quasi cinematografica. Il risultato è un’opera viscerale che sposta i confini del pop contemporaneo, dove la foga espressiva di matrice urban incontra la tradizione melodica partenopea in una nuova, personalissima liturgia.

Labasco è il figlio di una tensione tra sacro e profano. La stessa tensione che scorre tra l’infanzia nella provincia campana e la ricerca di un proprio spazio a Milano. Tra l’ispirazione profondamente radicata nella tradizione della canzone napoletana e l’identità pop internazionale che caratterizza i suoi brani, struggenti e coinvolgenti, queer e partenopei. Per il 2025 INRI Records/Metatron ha scommesso su questa identità fluida e già perfettamente matura. La scelta del nome d’arte non è casuale, deriva dal suo cognome, Basco, ma con una femminilizzazione che, durante la sua adolescenza, veniva usata per etichettarlo come diverso. Con l’adozione di “Labasco”, l’artista ha compiuto un vero e proprio atto di rivalsa, restituendo al nome una nuova dignità, carica di significato. In latino, infatti, “labasco” significa “vacillare”, un richiamo all’incertezza e alla vulnerabilità di chi è in cerca della propria strada, ma anche alla forza di non cedere nonostante le difficoltà.


https://www.instagram.com/labascoo