Dal 19 settembre all’11 ottobre torna a Palermo Mercurio Festival, il festival internazionale dedicato alla creazione contemporanea multidisciplinare, che nel 2026 giunge alla sua ottava edizione. Teatro, danza, musica, performance e arti visive torneranno ad attraversare gli spazi dei Cantieri Culturali alla Zisa, trasformandoli in un luogo di incontro tra artisti e pubblico, linguaggi differenti e nuove prospettive sul presente.
Futuro possibile necessario è il titolo e il tema scelto per l’edizione 2026: un invito a recuperare la capacità di immaginare alternative in un tempo segnato da conflitti, trasformazioni tecnologiche, crisi ambientali, disuguaglianze crescenti e da una progressiva semplificazione del dibattito pubblico. In un presente spesso schiacciato sull’urgenza, Mercurio rivendica la responsabilità dell’immaginazione e il ruolo della ricerca artistica come spazio di libertà, complessità e scoperta.
«In un tempo che restringe gli orizzonti, immaginiamo futuri possibili. In un tempo che rende sempre più fragile il lavoro culturale, li consideriamo necessari», dichiara Giuseppe Provinzano, fondatore e curatore di Mercurio Festival. «L’arte non è un’evasione dalla realtà, ma uno strumento per attraversarla con maggiore consapevolezza. In un contesto che continua a considerare la cultura un elemento accessorio, vogliamo ribadirne il valore come infrastruttura democratica: la cultura non produce soltanto spettacoli ed eventi, ma costruisce comunità, genera immaginari e rende visibili possibilità che ancora non esistono. Per questo il futuro che immaginiamo non è soltanto possibile. È necessario».
Su questa scia Mercurio 2026 conferma la Direzione Artistica Condivisa che coinvolge gli artisti protagonisti dell’edizione precedente nella scelta dei colleghi invitati, attraverso un passaggio di testimone che pone al centro i percorsi artistici, lo scambio e l’intreccio tra processi culturali, politici e sociali.
Ad aprire l’ottava edizione di Mercurio, il 19 settembre è Crescere la guerra di Francesca Mannocchi con in scena la stessa Francesca Mannocchi e Rodrigo D’Erasmo che ne firma le musiche. Con la regia di Giorgina Pi, lo spettacolo intreccia voci e testimonianze vere raccolte da diverse guerre del passato e del presente, per mettere in luce il punto cieco della nostra umanità: l’indifferenza.
Tra protagonisti di questa edizione la storica compagnia di teatro danza Abbondanza/Bertoni; Fabiana Iacozzilli, regista e autrice Premio Ubu tra le voci più originali della scena italiana; Nicola Borghesi con Kepler-452 (Premio Ubu Speciale); Antonio Tagliarini, performer, autore e regista che dal 2008 al 2022 ha condiviso con Daria Deflorian uno dei percorsi di ricerca più riconosciuti del teatro contemporaneo Italiano, Tino Caspanello, drammaturgo, regista, attore e scenografo messinese, Premio speciale della giuria del Premio Riccione Teatro. Il duo Giacopini/Vacis.
E ancora tra gli ospiti stranieri, Leo Bassi, icona internazionale del clown contemporaneo e del teatro satirico, erede di una tradizione circense lunga sei generazioni; Nassim Baddag, danzatore, coreografo, videomaker e direttore artistico francese che ha collaborato con Sidi Larbi Cherkaoui e Anne Teresa De Keersmaeker; László Sándig, danzatore e coreografo attivo a Berlino, interprete in diverse produzioni di Sasha Waltz & Guests e Vincent Giampino, coreografo e performer formatosi tra Italia, Germania e Paesi Bassi,
Attraversa i territori della danza, del teatro di figura e della performance anche Amalia Franco, artista indipendente che costruisce personalmente marionette ibride e maschere espressive, facendo dialogare corpo, materia e immaginazione. Dalla Spagna arrivano invece Celia e Julia Pírez, sorelle, danzatrici e autrici,
Le arti visive entrano nel programma con Fabio Giorgi Alberti, artista la cui ricerca attraversa scultura, video, pittura, disegno e poesia, interrogando il linguaggio, la percezione della realtà e la relazione tra opera, spazio e pubblico.
Ampio anche il paesaggio musicale a cominciare dalla cantautrice italiana di origini palestinesi Laila Al Habash, che unisce scrittura pop, groove e influenze mediterranee; Psyché, trio formato da Marcello Giannini, Andrea De Fazio e Paolo Petrella, musicisti legati alla scena della nuova musica napoletana e alla formazione live dei Nu Genea; Manifesto Disappunto, presenza eclettica della scena club e della ricerca sonora contemporanea, insieme ad Asino e Rares.
Completano questo primo annuncio Fabio Giorgi Alberti, Vincent Giampino, Laila Al Habash, Manifesto Disappunto, Celia e Julia Pírez, Psyché, Rabes e László Sándig, in un cartellone ancora in evoluzione al quale si aggiungeranno nuovi artisti e nuovi progetti.
Mercurio 2026 è curato da Giuseppe Provinzano con lo staff multidisciplinare dell’associazione Altro e dello Spazio Franco, e con Babel, CCCZ- Comunità Cantieri Culturali alla Zisa, Crowd Fo(u)ndation, Fat Sounds e Latitudini. è sostenuto dal Ministero della Cultura nell’ambito del Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo per il triennio 2025-2027.
Il calendario completo, gli spettacoli, le sedi e i nuovi artisti saranno annunciati nelle prossime settimane.
MERCURIO FESTIVAL 2026 – VIII EDIZIONE
FUTURO POSSIBILE NECESSARIO
19 settembre – 11 ottobre 2026
Cantieri Culturali alla Zisa
Via Paolo Gili 4, Palermo
mercuriofestival.it
Facebook e Instagram: mercuriofestival


