Un impulso vitale che non si esaurisce mai, ma si trasforma costantemente: negli anni ha messo in relazione generazioni, linguaggi e traiettorie musicali diverse, costruendo un ascolto condiviso che attraversa pubblici e provenienze. Un equilibrio che si riflette non solo nell’ampiezza della proposta, ma anche nella composizione delle singole serate, dove artisti affermati e nuove realtà convivono e si contaminano, aprendo spazi a nuove pagine musicali tutte da scrivere.
Dal 18 giugno al 2 settembre, per la sua ventiduesima edizione, il Locus Festival torna con un programma che conferma questa vocazione, intrecciando scena internazionale e produzione italiana in una narrazione coerente ma aperta.
Biglietti disponibili sui principali circuiti di vendita. Tutti i link su www.locusfestival.it
Circondato dalla cornice sognante offerta dalle tante sfaccettature della Puglia, il Locus Festival prende le mosse dal centesimo anniversario della nascita di Miles Davis per sviluppare la sua edizione 2026 con un nuovo concept: “Don’t play what’s there. Play what’s not there”. Questa visionaria esortazione del leggendario trombettista – non suonare ciò che c’è, ma ciò che non c’è – libera la creatività da ogni confine e la fa volare sempre più lontano, in un percorso che guarda alla musica come possibilità: non solo ciò che è già definito, ma ciò che può ancora prendere forma.
Ed è così che il Locus Festival si afferma nuovamente come punto di ascolto ideale per le evoluzioni del fare musica oggi. Tra le presenze più attese spiccano stelle assolute della scena internazionale come David Byrne, il genio visionario dei Talking Heads; il super-progetto BEAT composto da professionisti incredibili come Adrian Belew, Steve Vai, Tony Levin, Danny Carey, con la potenza del tributo agli anni ’80 dei King Crimson; Johnny Marr, leggendario chitarrista degli Smiths in esclusiva per il sud Italia; la voce sensazionale di John Legend nell’intimità del suo “A Night of Songs & Stories”; Marcus Miller presenta “We Want Miles!” con l’all-star band di Mike Stern, Bill Evans, Mino Cinelu, Anwar Marshall, Russell Gunn, Brett Williams, eredi del genio di Davis; gli Skunk Anansie e la loro energia rock che segna un filo diretto con gli anni Novanta; i Kneecap con la loro urgenza iconoclasta punk-hip hop; i belgi Soulwax e il loro corto circuito rock-elettronico; Thundercat, superstar del basso che presenta il nuovo capolavoro “Distracted”; i pionieri dell’elettronica inglese The Orb e le atmosfere cosmiche di “Buddhist Hipsters”, la freschezza del nuovo jazz londinese degli Ezra Collective e il soul di Jalen Ngonda, a cavallo tra vecchia e nuova black music; il “French touch” del dandy 2.0 Sébastien Tellier, l’elettronica sorrentiniana degli Il Est Vilaine e il turntablism nipponico con DJ Koco aka Shimokita.
Intorno a queste presenze internazionali, la musica italiana mostra tutta la ricchezza del proprio lessico, tra autori affermati e nuove generazioni che spingono in avanti linguaggi e immaginari. Dall’attesissima reunion dei C.S.I. che portano a Egnazia la portata storica del tour “In Viaggio”, ai Subsonica che festeggiano trent’anni di carriera all’insegna dell’electro-rock, passando per il gradito ritorno al Locus di Vinicio Capossela per il trentennale de “Il Ballo di San Vito” e di Mannarino con il suo lirismo magnetico intriso di folk mediterraneo. Ci sarà anche Frah Quintale con il suo “graffiti pop” che ha creato un legame riconoscibilissimo tra urban e mainstream; Fulminacci e Daniele Silvestri in un’esclusiva data unica che segna un ponte tra generazioni diverse della “scuola romana” del cantautorato; l’ironia dissacrante e ammaliante di Ditonellapiaga, reduce da un’esperienza sanremese di grande successo. E poi l’attesissima tappa pugliese del tour de i cani, il progetto di Niccolò Contessa tornato sulle scene dopo quasi un decennio di pausa; il ritorno de La Niña, a un anno di distanza dalla sua esibizione trionfale a Locus 2025; il concerto all’alba di Cosmo e la versione più scarna ed essenziale in solo di Iosonouncane; l’ironia inconfondibile, sagace e puntuale di Tutti Fenomeni e l’estro funk-jazz del talento siciliano Marco Castello, l’italo-disco ipnotica a prova di Coachella dei Mind Enterprises; la freschezza hyper-pop di Faccianuvola e lo shoegaze sognante dei cremonesi Satantango, l’innovativo Arab’nb di Tära e il neo soul cangiante di Arya, la ricerca vocale della salentina Carolina Bubbico e quella tra mondo arcaico e pensare filosofico di Davide Ambrogio, il cantautorato intimo ma denso di groove di Nico Arezzo e quello delicato ed elegante di Gaia Rollo, i vinili meglio conservati del collettivo Napoli Segreta, il jazz pugliese più ibrido e contemporaneo di Dario Jacque.
La geografia del Locus Festival tesse un paesaggio sonoro unico, con venue che dal mare alle colline abbracciano tutta la Puglia. Locorotondo, con le sue masserie e piazze, resta il fulcro agostano, a cui si affiancano nuovamente le arene urbane della Fiera del Levante di Bari e dell’Arena Bianca del Foro Boario di Ostuni, i trulli di Alberobello che proprio quest’anno festeggiano trent’anni di riconoscimento come Patrimonio UNESCO, la suggestiva Tenuta Bocca di Lupo incastonata tra i vigneti di Minervino Murge (BT), lì dove nascono i vini dell’Official Partner Tormaresca, e lo straordinario Parco Archeologico di Egnazia per uno speciale epilogo settembrino. A queste si aggiungono due nuovi stupendi spazi: l’iconico ed enigmatico Castel del Monte, l’ottagonale simbolo della Puglia di Federico II, e il Parco Naturalistico e Archeologico di Santa Maria di Agnano a Ostuni, per un inedito concerto all’alba di Ferragosto.
Come ogni anno, anche nell’edizione 2026 il Locus Festival proporrà momenti di approfondimento culturale dedicati alla musica, tutti a ingresso gratuito. Questi appuntamenti si terranno a Locorotondo in occasione dei concerti in Masseria dal 7 al 14 agosto: Piazza Aldo Moro diventerà il cuore della programmazione, ospitando talk in collaborazione con la radio ufficiale del festival Radio Capital e proiezioni di film a tema musicale su grande schermo.
Con una proposta musicale trasversale e intergenerazionale che unisce echi storici e visioni contemporanee, radici e sperimentazione, ritmo e viaggio, nella sua ventiduesima edizione il Locus Festival non omaggia solo Miles Davis, ma ne incarna lo spirito: eterogeneo, innovativo, libero, dove ogni spazio si fa slancio per la musica del presente.
IL PROGRAMMA
Giovedì 18 giugno il Locus Festival 2026 accende i motori alla Fiera del Levante di Bari con uno dei nomi più esplosivi e discussi della scena internazionale: i Kneecap, trio hip-hop di Belfast che porta in Puglia l’unica data italiana al Sud del loro Fenian Tour. Mo Chara, Móglaí Bap e DJ Próvaí – in uscita con il terzo album Fenian (prodotto da Dan Carey, già al lavoro con Fontaines D.C., Kae Tempest, Geese) – trasformano il palco in campo di battaglia sonora: il loro è un hip-hop radicale che fonde elettronica rave, attitudine punk e testi in lingua irlandese che affrontano senza filtri politica, censura e resistenza identitaria.
Pochi giorni dopo, martedì 23 giugno, Bari si fa palcoscenico per David Byrne. Leggenda vivente dei Talking Heads e tra i più influenti innovatori della musica contemporanea, porta l’unica data al Sud Italia del suo nuovo progetto “Who is The Sky?” con un live che unisce la sua cifra stilistica inconfondibile – ritmi ipnotici, testi surreali, performance teatrali spiazzanti – a un nuovo capitolo del suo percorso solista, esplorando domande cosmiche e confini artistici con la consueta intelligenza eccentrica.
Venerdì 3 luglio, sempre alla Fiera del Levante, si apre un portale temporale verso gli anni ’80 più innovativi e sperimentali del rock con BEAT – Performing the Music of 80s King Crimson, un supergruppo irripetibile che riunisce Adrian Belew alla voce e chitarra, Steve Vai alla chitarra, Tony Levin al basso e Danny Carey alla batteria. Nato per celebrare la trilogia Discipline, Beat e Three of a Perfect Pair – il periodo elettrico e cerebrale dei King Crimson – questo live porta sul palco il suono visionario che ha ridefinito il prog-rock: poliritmie complesse, chitarre futuristiche, testi surreali e un’energia che fonde matematica ritmica con emotività ipnotica. Belew, evoca il suo ruolo di frontman nei Crimson; Vai, virtuoso assoluto, infonde precisione e tecnica sovrumana; Levin, maestro del Chapman Stick, garantisce profondità bassistica; Carey, co-fondatore dei Tool, aggiunge drumming tribale e polimorfico. Una rielaborazione viva che proietta il lascito crimsoniano nel 2026.
Sabato 4 luglio il Locus fa ritorno nel cuore fiabesco di Alberobello, tra quei trulli che proprio quest’anno festeggiano il trentennale dell’ingresso nel Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO. Protagonista di questo appuntamento di piazza a ingresso gratuito è Ditonellapiaga, reduce dal grande successo sanremese con “Che fastidio” e del suo ultimo album “Miss Italia” La cantautrice romana arriva con quell’energia esplosiva che ha conquistato l’Ariston e oltre, portando un repertorio pop alternativo intriso di ironia e ritmo. In apertura, la polistrumentista salentina Carolina Bubbico – che proprio a Sanremo ha diretto l’orchestra per Ditonellapiaga – presenta il nuovo disco “Vocalia”, un viaggio vocale e linguistico tra jazz, elettronica e radici latine.
Venerdì 17 luglio il festival approda all’iconico Castel del Monte di Andria, meraviglia ottagonale anch’essa patrimonio UNESCO, simbolo di armonie medievali e misteri geometrici, per un concerto intimo che fonde paesaggio eterno e sperimentazione sonora: protagonista è Iosonouncane, al secolo Jacopo Incani, in esclusiva acustica chitarra e voce per il Sud Italia. Concerti speciali che riprendono brani del suo repertorio – che ha saputo aprire e disegnare nuove traiettorie nel panorama cantautorale italiano – insieme a cover, privilegiando una resa diretta e spoglia delle canzoni.
Sabato 18 luglio ci si sposta nel cuore selvaggio delle Murge, tra filari di vigne e rilievi ancestrali della Tenuta Bocca di Lupo – dimora vinicola di Tormaresca (anche quest’anno partner ufficiale del Locus), luogo dove musica e vino condividono l’essenza dell’autenticità – per un appuntamento speciale che è ormai tradizione del festival: l’ospite di quest’anno è Johnny Marr, chitarrista leggendario e co-fondatore degli Smiths, in esclusiva per tutto il Sud Italia. Autore di riff immortali come “This Charming Man” e “How Soon Is Now?”, Marr arriva con un repertorio che attraversa la sua intera traiettoria solista – da “The Messenger” a “Fever Dreams Pts 1-4” – passando per le gemme della band che ha co-fondato insieme al suo ex-sodale Morrissey, ospite nella scorsa edizione del festival. Un’occasione unica per rivivere un universo musicale che ha segnato l’alternative rock per generazioni.
Venerdì 24 luglio il Locus Festival si sdoppia tra energia alternativa e sussurri soul: alla Fiera del Levante di Bari, gli Skunk Anansie, guidati dalla travolgente Skin, scaricano il loro alternative rock anni ’90 con un live catartico che fonde grunge, metal e anima britannica in energia indomabile. A Ostuni, nell’incanto dell’Arena Bianca, il tredici volte vincitore di Grammy John Legend si immerge in “A Night of Songs & Stories”: uno spettacolo intimo e coinvolgente che attraversa oltre vent’anni di carriera, tra musica e racconto personale. Un autentico portento della musica mondiale, che fa parte del ristrettissimo gruppo di artisti EGOT, avendo conquistato anche un Oscar, un Golden Globe, un Tony Award e quattro Emmy Awards.
Sabato 25 luglio a Bari arriva Frah Quintale, in un live che danza tra pop alternativo e urban contemporaneo. L’artista bresciano presenta il suo ultimo album “Amor proprio”, in cui vulnerabilità e leggerezza si intrecciano in un equilibrio delicato. Dagli esordi alle hit che hanno infuso linfa vitale nella musica italiana contemporanea, in oltre dieci anni di carriera Quintale ha forgiato un marchio riconoscibile fatto di sperimentazione melodica, scrittura autentica e immaginario fresco, difficilmente etichettabile. Tutti Fenomeni porta invece dal vivo il suo ultimo disco “Lunedì”. Prodotto da Giorgio Poi, segna un’evoluzione verso un sound più morbido e chiaro, più vicino alla tradizionale forma canzone, e si affianca all’inconfondibile penna dell’artista romano, che si muove tra giochi di parole e contrasti, citazioni colte e altre più pop, mettendo a nudo con lucidità, ironia e irriverenza il contemporaneo e aprendosi per la prima volta anche al racconto di emozioni e sentimenti.
Giovedì 30 luglio cala il sipario alla Fiera del Levante di Bari con Marcus Miller e il suo “We Want Miles!”, un tributo vivo e pulsante al centenario di Miles Davis, guidato dal bassista che proprio con lui ha firmato capolavori assoluti come “Tutu”, “Amandla” e “Music from Siesta”. Innovatore riconosciuto del basso elettrico, Miller riunisce un’all-star band composta da discepoli diretti del Maestro: Mike Stern alla chitarra, Bill Evans al sassofono, Mino Cinelu alle percussioni, Russell Gunn alla tromba, Brett Williams alle tastiere e Anwar Marshall alla batteria. Un’esperienza contemporanea che riaccende audacia, groove e forza creativa: Miles Davis non rivisto, ma rivissuto attraverso chi ne ha mutato le regole insieme a lui.
Con l’arrivo di agosto il Locus Festival torna lì dove ha radici profonde e autentiche: Locorotondo, borgo bianco e circolare incastonato nella Valle d’Itria tra ulivi secolari e terrazze estive, dove Masseria Ferragnano e Piazza Aldo Moro ospiteranno per nove giorni consecutivi concerti, dj set, incontri e proiezioni cinematografiche gratuite: un’esperienza diffusa che rappresenta l’anima primigenia del festival.
Si apre venerdì 7 agosto con una serata che accoglie tre artisti in dialogo: Marco Castello, cantautore siciliano che infonde jazz-funk mediterraneo e ironia pungente, già acclamato sui palchi Locus nelle scorse edizioni; prima e dopo di lui, Jalen Ngonda, voce new soul dal timbro vellutato e autentico nonché collaboratore dei Gorillaz, e il duo Mind Enterprises, freschi di partecipazione al Coachella, con la loro ricetta perfetta dell’italo-disco più catchy e retro-futurista. Un melting pot sonoro perfetto – cantautorato intimo, soul globale, ritmi danzanti – che cattura l’eterogeneità del Locus Festival nella sua essenza più profonda.
Sabato 8 agosto ci si immerge nell’universo visionario de i cani, il progetto di Niccolò Contessa che ha cambiato per sempre il lessico dell’indie-pop italiano con dischi diventati generazionali come “Il sorprendente album d’esordio de I Cani”, “Glamour” e “Aurora”. Dalla cronaca spietata di una Roma ipercontemporanea alle derive più ciniche e rarefatte dell’ultimo attesissimo album “post mortem”, arrivato dopo anni di silenzio e comparse centellinate, i suoi brani raccontano precarietà esistenziali, amori sbilenchi, ansie metropolitane con uno sguardo insieme lucido e sentimentale, capace di trasformare il ritratto della vita di tutti i giorni in rito collettivo. In apertura una doppietta che conferma il Locus come osservatorio privilegiato delle nuove realtà musicali che emergono dall’Italia: da un lato con Faccianuvola arriva un hyperpop etereo e avvolgente, dove melodie sintetiche e autotune cristallino dipingono la disperata nostalgia di una gioventù sospesa tra filastrocche digitali e pulsazioni progressive; dall’altro i Satantango con il loro omonimo disco d’esordio, un ritratto lucido e inquieto della provincia cremonese, tra nebbia, prefabbricati e malinconia romantica, dove atmosfere oniriche e muri di shoegaze si alternano a testi venati di amara ironia.
Domenica 9 agosto alla Masseria Ferragnano di Locorotondo torna Mannarino. Figura unica del cantautorato italiano, il cantautore romano ha costruito negli anni un universo poetico personalissimo che mescola folk e ritmi mediterranei, testi visionari e un’energia scenica ipnotica, tra canzoni che parlano di amore, migrazione, spiritualità con accenti profetici e ironici insieme, e una chitarra che diventa arma di resistenza e allo stesso tempo portatrice di dolcezza. Accanto a lui, gli Ezra Collective – collettivo jazz londinese capitanato dal batterista Femi Koleoso (che milita anche nei Gorillaz) – aggiungono fuoco improvvisativo e ritmo contagioso: dal successo di “Where I’m Meant To Be” (nomination Mercury Prize) a “Dance, No One’s Watching”, la band astro della nuova scena jazz britannica porta in Puglia un sound cosmopolita che fonde Coltrane, Fela Kuti e club culture UK, tra ritmi potenti e spiritualità ancestrale. In apertura a fare gli onori di casa Dario Jacque, bassista e producer originario di Martina Franca e di stanza a Roma, che con l’ultimo album “SANG” ha guardato al jazz più ibridato con suoni del Sud Italia a partire dal titolo, “sangue” in dialetto apulo. Chiude la serata il dj set di Napoli Segreta, collettivo culturale e musicale che scova il lato più sotterraneo e festoso della città partenopea, per un viaggio sonoro tra funk, disco e ritmi mediterranei che racconta le mille Napoli invisibili.
Lunedì 10 agosto il Locus Festival costruisce un ponte generazionale nel cantautorato italiano e in particolare nella seminale “scuola romana”: Fulminacci e Daniele Silvestri condividono il palco in un’esclusiva assoluta per l’Italia, in un dialogo tra voci complementari e sensibilità diverse ma convergenti. Silvestri arriva con la band al completo — unica data estiva in questa formazione — portando trent’anni di profonda poesia ritmica e impegno civile, riconoscimenti Tenco e Amnesty International, canzoni che diventano teatro dal vivo della quotidianità italiana. Fulminacci, vincitore del Premio della Critica “Mia Martini” al Festival di Sanremo 2026 con “Stupida sfortuna”, presenta il suo ultimo album “Calcinacci”, tra freschezza ironica e sguardo disincantato sul quotidiano.
Martedì 11 agosto si viaggia oltralpe e nelle Fiandre con tre artisti che declinano ciascuno a proprio modo le vie dell’elettronica. I Soulwax, il duo belga formato dai fratelli David e Stephen Dewaele, sono architetti del crossover rock-elettronica su cui hanno lasciato un segno indelebile, dai loro mash-up cult come 2manydjs a un disco epocale come “Nite Versions”. Con un sound che fonde chitarre garage ed electro ipnotica, le loro produzioni potenti hanno dominato i club di tutto il mondo attraverso un suono fisico e cerebrale allo stesso tempo. Con Sébastien Tellier si accende un’atmosfera di “french touch” sofisticato e visionario, quella da moderno dandy che porta in scena il suo nuovo album Kiss The Beast, uscito all’inizio del 2026. Voce suadente, suoni sensuali e un’orchestrazione tra pop, folk ed elettronica per un’esibizione che saprà unire eleganza, sperimentazione e teatralità. Il duo francese Il Est Vilaine invece arriva al Locus forte della diffusione del suo brano “Surf Rider”, diventato virale su TikTok e Instagram per la sua atmosfera sognante e ritmata. Un sound che ha colpito persino il regista Premio Oscar Paolo Sorrentino, che l’ha scelta come motivo ricorrente per la colonna sonora de “La grazia”. La serata comincia con la cantante e compositrice salentina Gaia Rollo che presenta il suo album d’esordio Something is changing at home.
Mercoledì 12 agosto il Locus Festival porta in trionfo la musica più viscerale tra passato e futuro, quei suoni che dall’anima più profonda della “terra di dove finisce la terra” hanno raggiunto i palchi di tutto il mondo. Nel trentesimo anniversario della pubblicazione de “Il Ballo di San Vito”, Vinicio Capossela arriva a Locorotondo per un concerto speciale che ne ripercorre l’esecuzione integrale. Un album seminale in cui l’artista irpino si mise in gioco attraverso una moltitudine di generi musicali e un’espressività teatrale e sperimentale, in una sorta di ponte discografico tra due diversi momenti artistici di una delle più figure più eccentriche, magnetiche e culturalmente rilevanti della nostra canzone. Prima di lui La Niña, che torna dopo l’esibizione dello scorso anno che ha infiammato il festival, una delle più acclamate di tutta l’edizione. Carola Moccia, classe 1991, è pronta a riportare la sua Napoli stregonesca e visionaria: un rito ancestrale-elettronico, un sound che riscrive l’identità femminile meridionale con coraggio e modernità, in un Sud insieme mitico e futurista. A completare una serata dall’alta carica evocativa, la “Mater Nullius” di Davide Ambrogio, artista calabrese che esplora la disconnessione dell’uomo contemporaneo dalla natura e il bisogno di una rinascita umana e spirituale, ispirata dalla tradizione orale dell’Aspromonte con il suo patrimonio arcaico, linguistico e sonoro.
Giovedì 13 agosto, quattordici anni dopo il suo esordio al Locus, Thundercat fa ritorno al festival. Allora era una promessa emergente, oggi superstar mondiale e acclamata: Stephen Bruner, bassista vincitore di Grammy per “It Is What It Is”, presenterà il nuovo album “Distracted”. Un disco che naviga leggero sulla frammentazione moderna, con groove obliqui pop-jazz e virtuosismo reso giocoso in modo spontaneo. Polistrumentista-cantante sempre avanti, Thundercat è la dimostrazione della lungimiranza del festival nel saper scovare talenti di nicchia che sanno poi diventare astri della musica mondiale. In apertura un artista italiano in rampa di lancio come Nico Arezzo: cresciuto artisticamente tra Sicilia e Bologna, il suo cantautorato contemporaneo in bilico tra groove soul e funky sta conquistando pubblico e addetti ai lavori, come dimostrano gli importanti riscontri sul suo ultimo album “Non c’è fretta”; e Arya, giovane artista italo-venezuelano dall’anima neo-soul che ha già all’attivo collaborazioni con artisti come Mahmood, Dardust e Calibro 35 e che a febbraio ha dato alle stampe il suo album d’esordio, “Presto”. A chiudere la serata ci pensa Dj Koco aka Shimokita, icona assoluta del 7” turntablism e leggenda della scena elettronica giapponese.
Venerdì 14 agosto la Masseria Ferragnano chiude le proprie porte con un finale elettronico da brividi autentici: Subsonica e The Orb, due pilastri europei della scena elettronica che intrecciano percorsi diversi in un abbraccio perfetto. I Subsonica – leggende torinesi dell’electro-rock che quest’anno festeggiano trent’anni di carriera – portano sul palco il nuovo album “Terre Rare” in un live che è insieme festa collettiva e catarsi emotiva, capace di esplorare sonorità contemporanee e temi urgenti, mescolando classici generazionali a produzioni visive potenti e immersive. Gli inglesi The Orb, con il guru Alex Paterson affiancato da Michael Rendall, presentano invece la loro ultima fatica “Buddhist Hipsters”. Fra paesaggi ambient-house sconfinati, beat ipnotici, suggestioni cosmiche, questi autentici pionieri dell’elettronica continuano a spingere i confini del proprio sound verso l’infinito. Complementari nella diversità, per una notte l’energia torinese si mischia all’immersione psichedelica britannica per un viaggio sonoro senza fine. In apertura di serata, la giovane e brillante cantautrice italo-palestinese Tära con il suo “Arab’nB”, un mix sonoro inedito che fonde r’n’b contemporaneo e influenze orientali.
Sabato 15 agosto all’alba, mentre il sole sorge sul Parco Naturalistico e Archeologico di Santa Maria di Agnano a Ostuni, nuova location del festival, Cosmo presenta l’unica tappa pugliese del suo “Matinée Tour”: un risveglio sonoro rivoluzionario che reinventa il Ferragosto come viaggio graduale dal dormiveglia alla luce piena del giorno. L’artista di Ivrea continua così a ridefinire gli spazi pubblici con format inediti e coinvolgenti, in quello che è un altro gradito ritorno in un festival. Un live che si muoverà tra i brani del nuovo album “La fonte” e il classico repertorio in veste dilatata ed energica insieme: synth solari, testi autoironici, groove le note dell’alba per evocare la rinascita dell’estate che si rinnova alle prime luci del sole.
Nelle giornate in cui il festival si svolge a Locorotondo tra il 7 e il 14 agosto, la sezione Talk & Movies del Locus Festival rappresenta un’opportunità unica di approfondimento culturale gratuito, ospitata in Piazza Aldo Moro. Nel primo pomeriggio e in tarda serata, si alternano talk condotti da esperti come Luca De Gennaro di Radio Capital (radio ufficiale del festival 2026) a proiezioni di film a tema musicale su grande schermo. Tra i titoli annunciati per il 2026 figurano “Un Passo alla Volta” di Fabi, Silvestri e Gazzé, “It’s Never Over” su Jeff Buckley, “Viva Tondelli” sulla controcultura anni ’70-’80, oltre a novità e classici. Questa formula, tradizione consolidata del festival, arricchisce l’esperienza integrando musica live, dibattito e cinema all’aperto.
Mercoledì 2 settembre, infine, il Parco Archeologico di Egnazia corona il Locus 2026 con un epilogo storico e memorabile: i C.S.I. riuniscono la formazione originale – Giovanni Lindo Ferretti e Ginevra Di Marco alle voci, Massimo Zamboni e Giorgio Canali alle chitarre, Gianni Maroccolo al basso, Francesco Magnelli alle tastiere – a 30 anni dall’album Linea Gotica. La poesia post-politica del rock italiano rinasce in tutta la sua forza e chiude, tra gli scavi messapici millenari, la ventiduesima edizione, laddove la reunion dei CCCP Fedeli alla Linea – formazione antecedente ai C.S.I. – aveva invece aperto quella dello scorso anno. Un ponte temporale attraverso due pagine storiche della musica italiana.
È possibile seguire tutti gli aggiornamenti su locusfestival.it e sui canali social ufficiali.
Locus Festival 2026 – PLAY WHAT’S NOT THERE
BARI, FIERA DEL LEVANTE
18 giugno – KNEECAP
23 giugno – DAVID BYRNE
03 luglio – BEAT (80’s KING CRIMSON)
24 luglio – SKUNK ANANSIE
25 luglio – FRAH QUINTALE, TUTTI FENOMENI
30 luglio – MARCUS MILLER presents WE WANT MILES !
ALBEROBELLO, LARGO MARTELLOTTA
04 LUGLIO – DITONELLAPIAGA, CAROLINA BUBBICO
ANDRIA, CASTEL DEL MONTE
17 luglio – IOSONOUNCANE
MINERVINO MURGE, TENUTA BOCCA DI LUPO
18 luglio – JOHNNY MARR
OSTUNI, ARENA BIANCA
24 luglio – JOHN LEGEND
LOCOROTONDO – MASSERIA FERRAGNANO
07 agosto – MARCO CASTELLO, JALEN NGONDA, MIND ENTERPRISES
08 agosto – I CANI, FACCIANUVOLA, SATANTANGO
09 agosto – MANNARINO, EZRA COLLECTIVE, NAPOLI SEGRETA, DARIO JACQUE
10 agosto – FULMINACCI, DANIELE SILVESTRI
11 agosto – SOULWAX, SÉBASTIEN TELLIER, IL EST VILAINE, GAIA ROLLO
12 agosto – VINICIO CAPOSSELA, LA NIÑA, DAVIDE AMBROGIO
13 agosto – THUNDERCAT, DJ KOCO aka SHIMOKITA, NICO AREZZO, ARYA
14 agosto – SUBSONICA, THE ORB, TÄRA
OSTUNI, PARCO SANTA MARIA DI AGNANO
15 agosto – COSMO Matinée dall’alba
FASANO – PARCO ARCHEOLOGICO DI EGNAZIA
02 settembre – C.S.I.
Biglietti disponibili sui principali circuiti di vendita. Tutti i link su www.locusfestival.it
Storia del Locus Festival
Sin dalle sue prime edizioni, già allora devote alle sonorità jazz e alle nuove frontiere della black music, il Locus Festival di Locorotondo (BA) si è imposto come un festival dal respiro internazionale, in cui i suoni che definiscono gli orizzonti musicali del futuro mettono radici. Al Locus si sono esibiti grandi artisti come David Byrne, Franco Battiato, Ben Harper, Kings of Convenience, Lauryn Hill, George Clinton; proprio a Locorotondo un gigante del jazz e padrino del rap come Gil Scott-Heron tenne uno dei suoi ultimi concerti italiani; qui sono arrivati in rampa di lancio alcuni dei producer che hanno delineato l’elettronica dei nostri tempi, da Floating Points a Bonobo passando per Nils Frahm e Caribou. Il Locus è un festival che crea legami, come potrebbe raccontare il plurivincitore di Grammy Awards Robert Glasper – che a Locorotondo si è esibito addirittura in tre edizioni diverse – e come testimonia ogni anno chi raggiunge la Puglia anche dall’estero alla ricerca di un’oasi felice di musica e benessere.
È proprio quello col territorio pugliese il legame più forte costruito dal Locus Festival, in una storia d’amore che dura sin dal 2005. Se Locorotondo, meraviglioso borgo di forma circolare che domina la Valle d’Itria, ha rappresentato la prima casa della rassegna, da diversi anni la formula del Locus ha abbracciato nuove aree del territorio pugliese: non solo Valle d’Itria, ma anche costa adriatica, grandi città come Bari e perle da far scoprire a turisti e locali.
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