Il Lilith Festival della Musica d’Autrice celebra il suo quindicesimo anniversario con un’edizione che rafforza ulteriormente il profilo internazionale della manifestazione e consolida il ruolo di Genova come uno dei punti di riferimento italiani per la musica d’autrice contemporanea. Nato come spazio dedicato principalmente alla scena cantautorale femminile genovese, il Festival ha progressivamente ampliato il proprio raggio d’azione, prima sul piano nazionale e poi europeo, mantenendo però una forte identità curatoriale legata alla ricerca artistica, alla sperimentazione e alla costruzione di reti culturali.
L’edizione 2026 si svilupperà attraverso due anime complementari. La prima sarà ospitata dal Teatro del Chiostro di Sant’Andrea, spazio recuperato e valorizzato dal Festival all’interno delle antiche rovine del Chiostro di Sant’Andrea. Questa sezione della programmazione sarà dedicata ai progetti emergenti, alle proposte più sperimentali e alle nuove traiettorie della scena indipendente contemporanea. Tra gli appuntamenti più attesi figura anche il live di LIN, songwriter queer berlinese capace di unire scrittura intimista e ricerca sonora.
La seconda parte del Festival si sposterà invece nel parco storico di Villa Durazzo Bombrini, a Cornigliano, dove tra il 30 luglio e l’8 agosto arriveranno alcuni dei nomi più significativi della scena nazionale ed internazionale. Ad aprire il programma sarà Mille, artista capace di attraversare musica, teatro e scrittura con un linguaggio personale e trasversale. Il 31 luglio salirà sul palco Beth Orton, figura centrale della folktronica internazionale e artista che dagli anni Novanta continua a influenzare generazioni di musiciste grazie ad una costante tensione verso la sperimentazione.
Il 1° agosto sarà la volta di Sarafine, tra le proposte italiane più innovative degli ultimi anni, mentre il 2 agosto il Festival ospiterà Lilith Revolution, giornata dedicata a collettivi, associazioni e operatori culturali impegnati nel contrasto al gender gap nell’industria musicale. A chiudere la manifestazione l’8 agosto sarà Anna von Hausswolff, artista visionaria che fonde organo a canne, elettronica e composizione contemporanea in una delle esperienze live più radicali della scena europea attuale.
Attraverso questa programmazione il Lilith Festival conferma la propria volontà di costruire un dialogo continuo tra pubblico, territorio e scena internazionale, proponendo un modello culturale capace di unire valorizzazione urbana, attenzione artistica e apertura verso nuove forme di produzione musicale.
L’edizione 2026 rafforza il posizionamento internazionale del Festival: quanto è importante oggi questo aspetto?
Il Lilith Festival è partito dal locale, dalla città di Genova, nel 2010. La prima edizione ha raccolto le proposte delle cantautrici genovesi. Successivamente si è spostato sul piano nazionale e poi, dopo alcuni anni, ha cominciato ad avere ospiti internazionali.
Spostarsi su un piano internazionale oggi ha una rilevanza fondamentale, perché ci consente di superare alcuni cliché culturali ancora troppo presenti nella produzione musicale femminile mainstream. Portare ospiti come Anna Von Hausswolff, con un progetto fortemente sperimentale, o Beth Orton, che dagli anni Novanta a oggi ha ispirato generazioni di cantautrici mantenendo costante la ricerca e la sperimentazione, per noi è un contributo alla crescita artistica di tutte e tutti.
Aprirci a un mondo internazionale significa anche posizionare il Festival in un contesto più europeo. Il pubblico di quest’anno sarà infatti un pubblico proveniente da tutta Europa. Questo consentirà sia di far conoscere meglio la manifestazione, sia di valorizzare la città e le location in cui il Festival si sviluppa.
Infatti il programma si divide tra una prima sezione in centro città presso il Teatro del Chiostro, nell’area delle rovine del Chiostro di Sant’Andrea, riqualificato da Lilith che lo ha trasformato in una nuova piccola arena estiva. Questa prima parte ospiterà alcuni nomi locali dando spazio alle nuove generazioni ma anche ai progetti più di nicchia, oltre all’atteso live di LIN, songwriter one girl band queer da Berlino.
La seconda sezione è quella degli eventi di maggiore richiamo e si svolge nel parco di Villa Durazzo Bombrini, che ospiterà i concerti di Mille, Beth Orton, Sarafine e Anna Von Hausswolff, oltre alla convention e alle attività della serata Lilith Revolution.
Il programma affianca grandi nomi a nuove proposte: come si costruisce questo equilibrio?
Il programma del Lilith Festival ha sempre cercato di creare un equilibrio musicale tra le proposte emergenti o “in between”, che condividono il palco con artiste dal percorso più consolidato e più note al grande pubblico.
Il lavoro della direzione artistica è proprio quello di trovare una coerenza per ogni serata, in modo da evidenziare cifre stilistiche diverse ma affini. Così facendo valorizziamo le proposte emergenti, che possono esibirsi di fronte a un pubblico pronto a recepire quel tipo di sonorità, messaggi o attitudini.
Il Lilith è un’ottima occasione per essere ascoltate da un pubblico davvero interessato e per accrescere la fan base.
Il Teatro del Chiostro ospita la parte più sperimentale del Festival: che funzione ha all’interno della programmazione?
Il Teatro del Chiostro è una venue che Lilith ha creato in un sito storico sottoutilizzato. Pur essendo una piccola arena che può ospitare circa 200 spettatori, si trova in una zona centrale e altamente turistica.
Questo ci consente di avere sia un pubblico locale sia un pubblico internazionale. In questo modo riusciamo a rappresentare, davanti a un pubblico eterogeneo, sia la creatività artistica italiana e locale, sia la valorizzazione di un sito di grande interesse storico e culturale.
Una serata al Teatro del Chiostro, grazie ad un contesto altamente suggestivo, non è solo una bella esperienza per il pubblico genovese, ma anche un souvenir artistico per chi arriva da fuori.
Il pubblico del Lilith Festival è cambiato negli anni? Che tipo di ascolto riscontrate oggi?
Il pubblico del Lilith Festival è sempre stato un pubblico di appassionati di musica. Non essendo una manifestazione mainstream, il pubblico che ci segue da tanti anni è realmente interessato a scoprire nuovi progetti.
Negli anni questa caratteristica si è ampliata insieme al numero degli spettatori che conoscono e partecipano alla manifestazione. Oggi possiamo dire che il programma, così come è stato immaginato, posiziona il nostro Festival tra le migliori proposte del Nord Italia.
Questo sicuramente non deluderà chi da tanti anni ci segue e potrà fare conoscere la filosofia del Lilith Festival anche a nuove persone, che verranno per artiste difficili da ascoltare in altri festival e che ancora più difficilmente potrebbero vedere a Genova se non fossimo noi a organizzare quei concerti.
Qual è il ruolo del Festival nel sostenere e promuovere la musica d’autrice contemporanea?
La direzione artistica fa un lavoro molto intenso durante tutto l’anno per raccogliere, attraverso candidature spontanee e un costante lavoro di scouting, le proposte che riteniamo più interessanti.
Tra queste proposte, alcune avranno poi la possibilità di salire su un palco prestigioso e aprire il concerto di artiste con un percorso più solido, headliner delle varie serate.
Ma il lavoro per sostenere la creatività non finisce qui. Oltre allo scouting e alla possibilità di esibirsi in un contesto realmente professionalizzante, Lilith Label, come etichetta ed editrice musicale, ha dato nel corso degli anni la possibilità ad alcuni progetti di crescere e svilupparsi attraverso produzioni discografiche, consulenza e accompagnamento verso una dimensione professionale.
Non ci limitiamo quindi solo a organizzare eventi, ma lavoriamo per creare occasioni e supportare, nel possibile, la creatività musicale.




