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Il Concorso

L’idea di istituire un Concorso Internazionale per pianoforte e archi che si modelli sull’attività cameristica e sui criteri interpretativi del Trio di Trieste nasce da un’iniziativa della prof.ssa Fedra Florit, allieva del Trio e docente di Musica da Camera che, dapprima assieme ai Maestri del Trio di Trieste e attualmente in autonomia, sceglie di anno in anno i nomi idonei per le prestigiose Giurie e definisce con precisione il repertorio da affrontarsi nelle tre prove eliminatorie previste dal Regolamento del Concorso.

La Giuria prevedeva inizialmente la presenza costante di Dario De Rosa, il magnifico pianista del Trio di Trieste, quale Presidente Onorario. Nel 2013 Dario De Rosa è mancato, all’età di 93 anni.

Dalla prima edizione (1996) all’ultima (2024) sono state ammesse al Concorso 717 formazioni cameristiche per un totale di più di 1838 musicisti, in formazioni dal duo al quintetto, provenienti da 29 Paesi del mondo. Il che significa la presenza a Trieste di circa 150 persone, tra concorrenti, giuria, stampa e critici, ad ogni edizione del “Premio Trio di Trieste”.

A giudicare i giovani musicisti si sono alternati i nomi più prestigiosi del panorama musicale internazionale. Tra essi: Franco Gulli, Rocco Filippini, Boris Bekhterev, Piero Farulli, Renato Zanettovich, Alexander Lonquich, Aldo Ciccolini, Franco Rossi, Konstantin Bogino, Peter Maag, Viktor Pikayzen, Norbert Brainin, Koichiro Harada, François-Joël Thiollier, Arnaldo Cohen, Elisso Virsaladze, Peter Maag, Dmitri Bashkirov, Hatto Beyerle, Marianne Chen, Irwin Gage, Barry Tuckwell, Maria Kliegel, Valentin Gheorghiu, Michael Frischenschlager, Igor Ozim, Homero Francesch, Yasuko Matsuda, Pavel Vernikov, Stephen McIntyre, Maria Tipo, Maureen Jones, Natalia Gutman, Friedemann Weigle, Marcello Abbado, Conrad Muck, Siavush Gadjiev, Oleg Maisenberg, solo per citarne alcuni.

Il Concorso Internazionale per complessi da camera con pianoforte “Premio Trio di Trieste” si propone di evidenziare il lavoro cameristico di quei gruppi che, per mentalità e gusto, seguono criteri cameristici affini a quelli che hanno condotto il Trio di Trieste ai vertici mondiali in più di sessant’anni d’attività cameristica e didattica. Quindi, formazioni stabili, lettura attenta della partitura, fusione tra pianoforte e archi, nettezza di fraseggio e determinatezza critica ed autocritica, tali da affinare i risultati nel tempo e da definire un complesso dalla spiccata personalità in grado di rappresentare il nostro Premio nel mondo.

La scelta del tipo di formazioni (unicamente per pianoforte e archi, dal duo al quintetto) vuole ricordare il repertorio più amato ed eseguito dal Trio di Trieste, ma anche limitare il giudizio delle Giurie internazionali, che di anno in anno si susseguono, al “settore” più importante della cameristica.