Con il loro primo EP “Disagio Sociale”, disponibile dal 20 marzo su tutte le piattaforme digitali, ×hellsanti× si inserise con decisione nel panorama pop punk italiano, portando con sé un sound diretto, urgente e profondamente sincero.
Cinque tracce veloci, ruvide e cariche di ribellione che riflettono il disagio di una generazione sospesa tra sogni e disillusioni. Il progetto, registrato presso Hypeless Studio di Sansepolcro e prodotto da Andrea Barone, si distingue per un approccio fortemente DIY che ne valorizza autenticità e impatto emotivo.
Dal punto di vista sonoro, l’EP è costruito su chitarre abrasive, riff incisivi e ritornelli immediati, pensati per essere urlati sotto palco più che semplicemente ascoltati. È un lavoro che vive nella sua dimensione live, tra pogo e sudore, dove ogni brano trova la sua espressione più vera.
“Milano Chiama” apre il disco con un racconto amaro e lucido: la città come promessa e trappola, tra ambizioni e solitudine. Un brano che mette subito in chiaro la direzione emotiva dell’EP.
Con “Alla Fine”, l’artista rallenta leggermente per lasciare spazio a un’introspezione più personale, raccontando il peso della routine e il desiderio di un amore irraggiungibile, sospeso tra sogno e realtà.
“30 Denari” affronta invece il tema delle relazioni tossiche, smascherando l’ipocrisia delle false amicizie con un’attitudine diretta e senza filtri, in pieno spirito punk.
Il momento più politico arriva con “Mai Come Voi”, un brano che intercetta il malessere collettivo e la rabbia sociale, trasformandoli in un grido contro un sistema che appiattisce e normalizza l’ingiustizia.
Chiude la title track “Disagio Sociale”, manifesto identitario dell’artista un inno dedicato a chi si sente fuori posto, agli esclusi e a chi continua a resistere nonostante tutto. Un finale coerente che racchiude il senso dell’intero lavoro.
“Disagio Sociale” è un esordio che non cerca compromessi: diretto, imperfetto e autentico. ×hellsanti× dimostra di avere le idee chiare e soprattutto qualcosa da dire, qualità che nel punk restano le più importanti.
Un EP che non si limita a descrivere il disagio, ma lo trasforma in energia condivisa. E che, dal vivo, promette di fare davvero male (nel senso migliore possibile)




