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I quattro giovani emergenti del territorio faentino. Non cambiano stile, ma cambiano rotta. Squarciano favole, ma non illudono. Questo è il 2.0.2.6!

Tommaso Graziani (voce e chitarra)
Davide D’Alessandro (chitarra e cori)
Edoardo Berti (batteria)
Samuele Gordini (basso e cori)
In attivo dal 2023 hanno cambiato palcoscenici influenti come il MEI di Faenza, la Rocca Malatestiana di Cesena e il Germi Ld C di Milano (rassegna “Carne Fresca” di un pioniere della musica italiana, Manuel Agnelli, frontman e mente degli Afterhours, gruppo icona dagli anni ’90 del rock alternativo italiano). 

I Whimistical Bees non si son mai fermati. Mai stati una una band di massa, costruiscono una comunità fedele con la loro energia fisica e abrasiva e la trasformano in qualcosa di piuttosto intimo e personale. Le coordinate stilistiche sono gradevolmente equilibrate e sorprendenti. Mi sento di dire che rimangono in una soffusa, ma incisiva zona d’ombra che tocca il post-rock per le fratture elettriche e il grunge ruvido 2.0, silente. Delle “scimmie urlatrici” che faranno emozionare il palcoscenico del “MEI” dall’1 al 4 ottobre 2026 con l’edizione speciale “30 e lode!”.
“Verlaine” è la loro hit e potete ascoltarla su più piattaforme online, Spotify è una di queste. Ma le ballad rivisitate in varie chiavi melodiche, assoli che con azzardo ricordano l’heavy più spietato di Ozzy Osburne. Lacerazioni vocali dei primissimi Verdena.

<Cammini zoppicando tra i batteri>, <Gioca bambina mia, gioca e non lasciare nessun briciolo> sussurra e urla il brano “Incoscienza Sporca”. 

Morbidi, taglienti, aggressivi, ma nitidi. La musica sembra sul punto di sfaldarsi, ma riesce sempre a ritrovare una direzione, fra caos e struttura. E’ la conferma che questa band, dopo pochi anni di attività, difende un’estetica autonoma e riconoscibile.

– La ‘grandezza della loro (a)morale sarà proporzionale al loro successo?’: agli interlocutori lascio spazio all’immaginazione di questa semi-cit.
Ascolteli, ballate, baciatevi, fate uscire le lacrime dalle vostre tasche.

Ci vediamo il 4 ottobre.

Silvia Fiorito