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“Nella Corrente” di Virginia from J non è solo un esordio musicale, ma l’emersione di qualcosa di più profondo e viscerale. Non a caso la stessa cantautrice (che avevamo già avuto modo di conoscere meglio nel corso di una recente intervista) ha parlato di una scrittura sommersa. E quella scrittura ora risale, lentamente, come un fiore che nasce, con la sua urgenza di vedere la luce da sotto la terra. Anche il suono segue questa traiettoria, con un’elettronica soffusa che costruisce ambienti più che strutture asettiche. In questo spazio la voce si muove con pudore, quasi come se non volesse occupare troppo posto. E invece resta, eccome se resta.

La title-track “Nella Corrente” apre il disco con il punto di contatto più immediato. “fidati di me, nella corrente, sai che non era prevista urgenza fra noi” non suona come una promessa ma come un abbandono reciproco, qualcosa che accade senza essere pianificato. Per tutto quanto il testo si respira anche una sottile nostalgia, come se quel lasciarsi andare portasse con sé il ricordo di qualcosa di appena sfiorato. Il brano avvolge l’ascoltatore in maniera quasi fisica, trascinandolo dentro una dimensione sospesa. Ed è proprio in questo flusso che la fragilità si trasforma in rifugio.

Poi arriva “La Pelle”, che cambia passo senza però tradire l’atmosfera. Il ritmo si fa più serrato, profondamente corporeo verrebbe da dire, ma l’apertura emotiva resta intatta, come se il desiderio di connessione trovasse qui una forma più esposta e concreta, meno sospesa ma altrettanto vulnerabile. Il corpo diventa un territorio da attraversare con cautela, assumendosi una responsabilità non indifferente, perché un singolo tocco può sfiorare e ferire insieme.

Con “Cuore Bianco” si torna a una dimensione più raccolta, quasi notturna. Il brano sembra interrogare la fragilità come qualcosa di fisico, difficile da tenere a galla, mentre il silenzio diventa un peso che presenta il conto. L’immagine del cuore bianco, attraversato dalla polvere, restituisce una purezza esposta, inevitabilmente vulnerabile al tempo e alle sue infiltrazioni.

In sintesi, quello che rende “Nella Corrente” così efficace è proprio il suo equilibrio, il suo continuo oscillare tra dentro e fuori, tra protezione ed esposizione. Virginia from J costruisce un linguaggio personale senza forzarlo, lasciando che sia l’ascolto a completarlo. E se questo è l’inizio, c’è da aspettarsi molto… perché la sensazione è che questo primo passo apra già un percorso chiaro e che il primo album a cui sta lavorando la cantautrice possa ampliare ancora di più questo spazio emotivo così nitido e quantomai necessario.