Il Sasinae Festival – Song Contest continua a costruire un percorso che va oltre la semplice competizione musicale.
Alla guida del progetto c’è Cosimo Damiano Arnesano, founder ed event manager, che negli anni ha trasformato il contest in uno spazio dove talento, visione e responsabilità artistica si incontrano.
Un percorso che parte dal Salento ma guarda oltre, con l’obiettivo di creare connessioni reali tra artisti emergenti, industria e territorio.
1. Il Sasinae nasce con una forte identità culturale: qual è oggi la sua missione più importante?
La nostra missione oggi è quella di trasformare il talento in “virtù”. In un’epoca di consumo musicale rapido e spesso superficiale, il Sasinae – come parte integrante dell’Alto Riconoscimento “Virtù e Conoscenza” – si pone l’obiettivo di premiare l’etica nell’arte e la consapevolezza culturale. Non cerchiamo semplicemente una “bella voce”, ma artisti che sentano la responsabilità del proprio messaggio.
Vogliamo che la musica torni ad essere uno strumento di elevazione civile, capace di promuovere legalità, integrazione e rispetto, rispecchiando i valori del “genio mediterraneo”. La missione è dunque quella di creare un ponte tra le radici storiche del nostro territorio e il futuro della discografia, trasformando la competizione in un’occasione di crescita umana e sociale per ogni partecipante.
2. In un panorama saturo di contest, cosa rende davvero diverso questo percorso per un artista emergente?
La differenza sostanziale risiede nell’autorevolezza tecnica e accademica del nostro network. Un artista che partecipa al Sasinae non viene giudicato solo per una performance estemporanea, ma entra in un ecosistema di professionisti di altissimo profilo. La direzione artistica di Lele Spedicato e la presidenza di giuria di Rory Di Benedetto offrono una visione artistica e discografica di rara sensibilità.
Ciò che ci rende unici è il lavoro “dietro le quinte”: la direzione musicale affidata a Joele Micelli garantisce standard produttivi d’eccellenza, mentre l’attività di scouting e vocal coaching di Alessandra Alemanno assicura un supporto tecnico mirato alla crescita reale del talento. Inoltre, la sinergia con istituzioni come il DAMS e il Conservatorio “Tito Schipa” di Lecce conferisce al contest una dignità accademica che pochi altri percorsi possono vantare.
Per garantire uno sbocco professionale concreto, i vincitori avranno l’opportunità di esibirsi sul palco del MEI e in contesti televisivi, radiofonici ed eventi di rilievo, offrendo una legittimazione che va ben oltre il semplice premio.
3. Quanto è centrale il legame con il territorio del Salento e con il Mediterraneo nel progetto?
Il legame è viscerale e identitario. Il nome stesso, Sasinae, richiama l’antico insediamento di Porto Cesareo, ricordandoci che siamo figli di un “continente liquido”, il Mediterraneo, fatto di scambi e contaminazioni.
Quest’anno questo legame si evolve ulteriormente: la cerimonia di premiazione si terrà presso il Centro Congressi Ecotekne dell’Università del Salento. Portare la musica emergente nel cuore dell’ateneo significa ribadire che il territorio è anche un centro di produzione culturale e scientifica.
Il Mediterraneo, nella nostra visione, è una musica senza confini: capace di accogliere influenze diverse e restituire un’identità autentica, radicata ma contemporanea.
4. Guardando alle edizioni passate, qual è stato il momento in cui hai capito che il Sasinae stava diventando qualcosa di più grande?
La consapevolezza è arrivata osservando il percorso degli artisti nel mondo reale. Un esempio emblematico è quello di Matilde Montanari, vincitrice della Sezione Interpreti, oggi protagonista anche in contesti come The Voice Generations e in collaborazione con il MEI.
Quando capisci che il tuo contest non è un punto di arrivo, ma un acceleratore di carriere credibili, comprendi che stai lasciando un segno.
Il momento di svolta definitivo è stato vedere il Sasinae fondersi con l’Alto Riconoscimento “Virtù e Conoscenza”, coinvolgendo mondo accademico e professionisti della musica. Lì abbiamo capito di aver costruito una piattaforma in cui eccellenza artistica e valore umano camminano insieme.




