“Collected Sounds Vol. II – Live in studio” di Diana Winter prosegue con personalità il solco tracciato dal primo capitolo, approfondendone ulteriormente la visione artistica, ora più nitida e radicale. La dichiarazione d’intenti è chiara un ritorno consapevole all’essenza della musica suonata, lontano dalle sovrastrutture del pop contemporaneo.
Registrato interamente in presa diretta, il lavoro si distingue per un approccio quasi “artigianale” alla costruzione del suono. In un’epoca dominata dalla post-produzione e dalla perfezione digitale, Winter sceglie la strada opposta: lascia spazio all’imperfezione e alla sinergia tra musicisti. Ne nasce un lavoro intimo, autentico, che restituisce la sensazione di trovarsi fisicamente nello studio insieme agli artisti.
La tracklist riflette bene questa filosofia. Brani come Can’t Let Go e Don’t Give Up Your Mind evidenziano la scrittura raffinata e la sensibilità interpretativa della cantautrice, mentre Rain aggiunge una dimensione più atmosferica e malinconica. Particolarmente interessante è la rilettura di 8 (circle), arricchita dalla presenza vocale di Andrea Faustini, che contribuisce a creare un dialogo emotivo intenso e ben calibrato.
È inevitabile leggere questo progetto anche alla luce del percorso artistico di Winter, strettamente legato alla collaborazione con Giorgia. Tuttavia, qui emerge con forza una dimensione più personale e autonoma, che mette in primo piano la sua identità di autrice e interprete.
“Collected Sounds Vol. II” è un lavoro che parla soprattutto agli ascoltatori più attenti, a chi cerca nella musica un’esperienza viva e non filtrata. Non è un prodotto immediato né pensato per le logiche del mercato, ma è un piccolo manifesto controcorrente che riafferma il valore della verità sonora in un panorama spesso omologato.




