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Come dire: ecco un blues di una società che si svuota. Dal 19 marzo è disponibile “Questa umanità”, il nuovo singolo di Lino Petrozzi. Il cantautore foggiano firma un ritorno netto, senza filtri: uno sguardo diretto su un presente che sembra aver smarrito il senso stesso dello stare insieme. Il brano si muove su coordinate rock-blues-pop, con un suono compatto attraversato da un sapore verace e viscoso ai bordi che non è solo banale resa estetica quanto più un modo di fare, di pensare al suono come condizione di vita. Si è prima di tutto il suono che si fa. Tutto questo è il sottofondo di una depressione sociale diffusa, che qui prende forma tra immagini dure e una scrittura che non cerca consolazioni immediate. Petrozzi racconta una collettività irrigidita, distante, incapace di empatia. La Terra stessa diventa corpo ferito, “con la gola tagliata a metà”, conseguenza di un’umanità che consuma tutto, anche sé stessa. Eppure, dentro questa visione, resta un margine, come fosse un accordo in maggiore: un fiore che nasce, piccolo segnale di resistenza.