Skip to main content

Dallo spray al microfono, dai vagoni di Milano allo “zoccolo duro” di fan sparsi in tutta Italia: il percorso di Barf è un viaggio senza filtri nell’Hip Hop più viscerale. Writer nell’anima e rapper per vocazione, l’artista ha costruito la sua identità sulla coerenza, rifiutando le “maschere di plastica” per abbracciare una narrazione nuda e diretta.

Con il nuovo singolo “Più forte di me”, Barf mette da parte l’ego per firmare una dedica a cuore aperto: un tributo alla forza delle donne e, in particolare, alla compagna che da oltre quindici anni è al suo fianco. In questa intervista ci racconta il legame indissolubile tra disegno e musica, l’emozione di vedere la propria storia impressa su una cover che sa di strada e i primi dettagli del nuovo album “Robe da Matti”, in arrivo entro la fine dell’anno.

 

Barf, il tuo nome d’arte trasmette qualcosa di molto diretto e senza filtri. Ci racconti come e quando questo tuo modo di essere è diventato amore per la musica?

Sono entrato nel mondo dell’Hip Hop attraverso i graffiti, il passo da writer a rapper è stato molto semplice per i molteplici punti di incontro tra le due discipline. Indicativamente tra i 17 e i 18 anni ho avuto una sorta di vocazione per la musica esattamente come ce l’ho avuta da bambino per il disegno. Da allora i due mondi sono in costante concatenazione: l’urgenza, la libertà di espressione e la forza comunicativa di entrambe le arti mi danno modo di esprimermi al 100%.

 

Dagli esordi a oggi, qual è stato il momento esatto in cui hai capito che la tua musica stava arrivando davvero alle persone? Qual è il ricordo più gratificante finora?

Intorno al 2018, quando annunciai l’imminente uscita di “Quello che vi siete persi” (il mio secondo disco ufficiale da quando sono solo Barf) ho avuto una risposta incredibile da parte dei miei follower di allora. Ricordo 700 like nel giro di 5 minuti e lì capii che il mio “zoccolo duro” si stava realmente creando e comprendeva ragazzi da tutta Italia, cosa che mi rese ancora più fiero. Non ho mai avuto un pubblico strettamente milanese/lombardo, sono da subito arrivato un po’ in tutta la nazione, da Nord a Sud: piccoli gruppi di seguaci ma comunque sparsi ovunque. Bellissimo.

 

Il tuo nuovo singolo si intitola “Più forte di me”. È un brano che parla di una sfida con se stessi o con qualcosa di esterno che sembra invincibile? Raccontaci di cosa parla.

Il brano è un tributo alla forza delle donne, a mia moglie in primis. Non è una sfida, è un’ammissione: lei è molto più forte di me.

 

La componente visiva è spesso lo specchio di quella sonora. Vuoi spiegare ai nostri lettori com’è nata l’idea della cover di questo singolo e cosa rappresenta per te?

La cover rappresenta una dedica d’amore scritta a grandi lettere sul muro di una città.

Oltre al titolo, c’è una data (09/10/10) che è la data di inizio della storia d’amore con mia moglie che da allora è al mio fianco e un cuore con le nostre iniziali: M+B.

 

In un’epoca di musica spesso “di plastica”, quanto è fondamentale per te restare nudo di fronte al pubblico e trasmettere emozioni che siano, appunto, “più forti” di tutto il resto?

È molto importante ma non è semplice. Mettersi una maschera e parlare di cose futili resta sempre la scelta più comoda ma a me le scelte comode non sono mai piaciute, le ho sempre trovate noiose.

 

“Più forte di me” è un tassello di un mosaico più grande? Hai già in programma altri singoli o senti che sia arrivato il momento di pensare a un album completo?

 Il brano farà parte del disco “Robe da Matti”, in uscita entro la fine dell’anno in corso. Prima del disco completo pubblicheremo comunque almeno un altro singolo estratto.