Il rimando all’eterna “Bohemian Rhapsody” è inevitabile… quel gioco di pizzicati che un poco diverte ma anche quella “polifonia” che qui vocalmente chiama in causa l’uso del vocoder e un appeal volutamente futuristico. Fuori “Amen”, il nuovo singolo di Alessandro Falchi, in arte Andro: tra elettronica e spiritualità, l’invocazione contemporanea che guarda alla figura universale della Madre come simbolo di accoglienza e origine. È un mantecato di sensazioni positive ma anche un alter-ego tecnico dell’umanità moderna…
Di spiritualità parliamo… in senso personale o universale secondo te? Come a dire: questa canzone è nel tuo modo di stare al mondo o si prende la responsabilità di divenire di tutti?
In questo caso credo che ognuno possa decidere personalmente cosa fare degli stimoli esterni o interni che possano nascere dall’ascolto di un brano musicale perciò non ho la pretesa di imporre nessun sentire se non quello spontaneo che possa sorgere dall’anima di chi ascolta.
Spiritualità che nella sua coralità richiama certe antiche radici di gospel… ma anche tanto futuro, elettronica e vocoder… come a dire che non c’è tempo per queste tematiche?
Sicuramente in generale posso dire da quello che percepisco Dal mio punto di vista dalla mia corporeità imposta da madre natura e che cerco di gestire in modo coerente e profondo noto che la società tende a lasciarsi travolgere assaggiando in modo intermittente qua e là i vari stimoli che provengono da tutti i media perciò come dire avere la capacità di ritagliare un ascolto soprattutto personale ultimamente vedo che è molto complesso. se lasciamo che siano sempre gli altri a decidere per noi e sicuramente la felicità è un orizzonte lontano.
E che rapporto hai col futuro e con le sue tecnologie ormai capaci di tutto?
Trovo che questo argomento sia molto stimolante tengo in considerazione qualunque tipo di evoluzione tecnologica o sociale ma non dobbiamo dimenticare che all’interno delle particelle di una macchina non esiste nient’altro che la sostanza che la tiene in piedi e di circuiti on off che la gestiscono diversamente un corpo un essere vivente contiene al suo interno le cellule che a loro volta riverberano l’esistenza del DNA e della profonda diversità che ci permette di distinguerci dalle macchine che pur sapendo fare calcoli o proporci immagini triturate da una memoria collettiva non possono assolutamente riprodurre l’emozione e la spiritualità profonda che non è delle macchine ma degli esseri viventi.
Pensi che oggi la musica debba ancora prendersi la responsabilità di “dire qualcosa”? Come gesto politico in senso alto del termine?
Credo che qualunque veicolo comunicativo possa essere lo strumento del parlare a se stessi ed al prossimo sia una possibilità che non dobbiamo perdere il senso sociale dello stare insieme del vivere in un contesto umano e chiaramente politico deve esistere ma soprattutto deve continuare ad esistere la libertà di opinione di stampa e di comunicazione non per forza deve essere manipolata e filtrata da chi decide dall’alto cosa la società debba pensare o reagire in merito agli eventi fondamentali che accadono sulla terra.
Se “Amen” è anche un inno alla libertà, qual è oggi per te il gesto più concreto per non restare intrappolati negli schemi?
Il gesto più rivoluzionario è rimanere fedeli a se stessi capire cosa siamo cosa sentiamo veramente cosa ci piace davvero cosa ci rende profondamente felici in pratica non smettere di ascoltarci internamente e avere la pazienza e la capacità di riconoscere la differenza di questo ambito e noi e negli altri. insomma non seguire a tutti i costi il gregge solo perché è più comodo più facile e bello e pronto e confezionato. la voce interiore lo sa quello che è veramente vogliamo tutto sta ad avere il coraggio di seguirlo.
Tante le tue “facce artistiche”… oggi che siamo nel tempo della comunicazione e dell’immagine, non pensi che sia controproducente all’identificazione di una personalità precisa? Come la vedi?
Avendo modo di stare in contatto con tantissime persone tutti i giorni con estrazioni diverse ho notato che la genuinità e il sincero ascolto del prossimo e l’approccio ad amare se stessi e gli altri non sia mai controproducente. se essere poliedrico significa spaventare chi si limita a spingere tasti allora sono pronto ad accettare qualunque tipo di effetto di reazione. ciò che manca è un territorio dove qualcuno si prenda la voglia e la responsabilità di divulgare le novità musicali ed artistiche che riempiono qualunque ambito. vedo che i veri talent scout i veri coltivatori della novità spesso non agiscono almeno nel territorio che io ho conosciuto fino adesso. sono sicuro alla fine dei conti che qualcuno che accarezza il cuore e l’anima e lo offre agli altri possa soltanto essere ben accolto se lo lasciano passare per le strade principali…




