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di Laura Tussi

Trent’anni di musica, di ricerca artistica e di indipendenza culturale. Dall’1 al 4 ottobre Faenza tornerà a essere la capitale della scena musicale alternativa italiana con il MEI – Meeting delle Etichette Indipendenti, che quest’anno festeggia il prestigioso traguardo della trentesima edizione. Lo slogan scelto dagli organizzatori, “30 e lode!”, sintetizza il percorso di una manifestazione che, sotto la direzione di Giordano Sangiorgi, ha saputo accompagnare l’evoluzione della musica indipendente italiana, dando voce a centinaia di artisti e anticipando spesso linguaggi e tendenze poi entrati nel panorama nazionale.

Dopo le oltre trentamila presenze registrate nella scorsa edizione, il MEI si prepara a quattro giorni di concerti, incontri, dibattiti e contaminazioni artistiche, confermandosi uno degli appuntamenti culturali più significativi del Paese per chi guarda alla musica come spazio di libertà creativa e non soltanto come prodotto dell’industria discografica.

Il momento simbolicamente più importante arriverà il 3 ottobre, quando salirà sul palco Stefano “Cisco” Bellotti, che riceverà il PIMI – Premio Italiano Musica Indipendente 2026, uno dei riconoscimenti più autorevoli assegnati ogni anno dal MEI. Creato nel 2014 da Federico Guglielmi e Giordano Sangiorgi, il premio ha costruito negli anni un albo d’oro di assoluto prestigio, premiando artisti che hanno saputo coniugare qualità musicale, originalità e autonomia espressiva, da Eugenio Finardi a Brunori Sas, da Mannarino a Motta, dagli Zen Circus a Colapesce Dimartino fino a Lucio Corsi.

La scelta di Cisco appare particolarmente significativa perché rappresenta un’intera stagione della musica italiana indipendente. Per oltre un decennio è stato la voce inconfondibile dei Modena City Ramblers, contribuendo a trasformare il gruppo emiliano in uno dei fenomeni più originali degli anni Novanta. Con il loro folk-rock contaminato dalla tradizione irlandese, dalla musica popolare italiana e dalle sonorità mediterranee, i Modena City Ramblers hanno saputo costruire un repertorio che univa festa e memoria, impegno civile e ricerca musicale.

Le loro canzoni sono diventate la colonna sonora di una generazione che guardava alla musica non solo come intrattenimento, ma anche come strumento di partecipazione politica, solidarietà internazionale e difesa dei diritti. Brani dedicati alla Resistenza, all’antifascismo, ai migranti, alle lotte sociali e ai popoli oppressi hanno contribuito a definire un’identità artistica difficilmente assimilabile alle logiche commerciali.

Dopo aver lasciato i Modena City Ramblers, Cisco ha intrapreso un percorso solista che non ha rappresentato una rottura con quella storia, bensì la sua naturale evoluzione. Ha continuato a raccontare le periferie umane, il lavoro, la memoria collettiva, le sconfitte e le speranze di chi spesso resta ai margini del racconto mediatico dominante.

Il suo modo di scrivere conserva la forza della narrazione popolare: ogni canzone è costruita come una storia, ogni concerto come un momento di condivisione con il pubblico. La sua voce, ruvida e profondamente riconoscibile, è diventata nel tempo uno dei timbri più autentici del folk italiano contemporaneo.

L’ultimo album, “Reduci”, rappresenta probabilmente uno dei punti più maturi del suo percorso artistico. È un lavoro che riflette sul tempo, sulle esperienze vissute e sulle trasformazioni della società italiana senza rinunciare alla dimensione poetica che da sempre caratterizza la sua produzione. Non c’è nostalgia fine a sé stessa, ma la volontà di interrogare il presente attraverso la memoria, mantenendo uno sguardo critico e profondamente umano.

Proprio questa coerenza artistica sembra aver motivato il conferimento del PIMI 2026. Cisco non è soltanto un musicista indipendente sotto il profilo produttivo: è un artista che ha fatto dell’indipendenza un metodo di lavoro e una scelta culturale. In un’epoca in cui il mercato tende spesso a uniformare linguaggi e contenuti, il suo percorso testimonia che è ancora possibile costruire una carriera fondata sull’autenticità, sul rapporto diretto con il pubblico e sulla libertà espressiva.

Il riconoscimento che il MEI gli assegna assume così un valore che va oltre il successo personale. È il tributo a un modo diverso di intendere la musica: non semplice consumo culturale, ma spazio di riflessione, di memoria e di partecipazione civile.

A trent’anni dalla nascita del Meeting delle Etichette Indipendenti, premiare Cisco significa riaffermare una visione della cultura che continua a privilegiare la qualità, la ricerca e il coraggio delle idee. Una scelta che conferma il ruolo del MEI come luogo privilegiato per chi considera la musica non soltanto un’industria, ma un patrimonio collettivo capace di raccontare il tempo presente e di immaginare quello futuro. 

Laura Tussi

Nella foto: l’autrice con Cisco. Qui sotto: Laura Tussi con Cisco, Daniele Biacchessi e Fabrizio Cracolici