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“L’intelligenza artificiale generativa è ormai parte integrante del settore musicale e la proliferazione di brani sintetici o di artisti che non esistono sta inquinando sempre di più le piattaforme streaming e le rotazioni radiofoniche. Secondo quanto dichiarato a luglio dalla piattaforma francese Deezer, si è arrivati alla cifra monstre di 90 mila brani creati al 100% con l’AI caricati in un giorno medio”. Inizia così l’articolo di Enzo Mazza, CEO di FIMI, pubblicato oggi su La Stampa, in cui spiega l’importanza della trasparenza e dell’autenticità nel rapporto tra creazione e accesso al contenuto musicale . “La musica generata con l’intelligenza artificiale compete con produzioni create interamente o parzialmente da umani ed è necessario che questa differenza sia resa nota a chi ama la musica, ovvero i fan”. Da qui la scelta di escludere dalle classifiche e dagli award certificati i brani realizzati con l’AI per i quali non viene fornita l’origine e la conferma della creazione umana e di definire delle linee guida. “In Italia FIMI, la federazione dell’industria musicale italiana, ha subito adottato queste regole e bene ha fatto RTL 102.5, il primo network radiofonico nazionale, ad adottare queste misure escludendo i brani AI dal palinsesto: un’iniziativa che ha visto anche il plauso di Agcom, l’autorità per le comunicazioni” continua Mazza.

📷: ANSA/MATTEO BAZZI