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Giovedì 23 aprile alle ore 21.00 il Cinema Sarti di Faenza ospita una serata speciale dedicata al film Malavia, con l’incontro con il pubblico del rapper Giuseppe “PeppeOh” Sica intervistato da Giordano Sangiorgi del MEI di Faenza .

Sasà è uno scugnizzo di tredici anni, della periferia di Napoli. Trascorre le giornate con i suoi due migliori amici, Cira e Nicolas. Amante dell’hip hop e dotato di un grande talento musicale, Sasà aspira a diventare un rapper famoso per permettere alla madre Rusè una vita migliore. L’incontro con Yodi, noto rapper della old school partenopea, sembra dare slancio al suo sogno e lo porta a comporre il suo primo vero pezzo: un rap dedicato alla mamma. Tuttavia, lo scontro con la realtà cinica del mondo della musica e della strada, costringe Sasà ad abbandonare le proprie aspirazioni e a prendere una cattiva strada.

Cinque anni dopo l’esordio di Nevia, un riuscito coming of age su un’adolescente a Ponticelli, Nunzia De Stefano torna alla regia seguendo da vicino il percorso di crescita del tredicenne Sasà sempre nella periferia napoletana.

Come in Nevia, dove per la prima volta abbiamo conosciuto e apprezzato l’esordiente Virginia Apicella, anche qui a sorprendere è il protagonista, interpretato da Mattia Cozzolino che vedremo anche in Gomorra – Le origini, la serie prequel Cattleya per Sky di Gomorra – La serie. Su di lui, come su Nevia, si regge tutto il film e qualcosa vorrà dire se la regista riesce a rendere così credibili degli interpreti, come si diceva una volta, alle prime armi (stesso discorso per gli amici di Sasà, gli attori Junior Rodriguez e Francesca Gentile).

Ma se Nevia era un film altamente autobiografico, senza padri né madri ma con famiglie allargate, ora Nunzia De Stefano fa un leggero passo indietro (e però due in avanti…), studiando, anche antropologicamente, un personaggio e un territorio, e concentrandosi – di nuovo guardando alla sua biografia – sul rapporto profondo tra Sasà e la mamma Rusè (una Daniela De Vita molto in parte). Il loro è un rapporto d’amore profondo e per certi versi quasi tossico ma segue anche regole molto basiche esattamente com’è il cinema della regista. Un’annotazione che però non va confusa con l’ingenuità ma con l’autenticità delle cose semplici.
La sceneggiatura, scritta da Nunzia De Stefano con Giorgio Caruso, restituisce proprio la linearità dei comportamenti, sia parentali che amicali e costruisce delle dinamiche narrative molto universali. Il percorso di Sasà, che ci appare già segnato (ma, fortunatamente, esistono i finali, che non vanno svelati, a sorprendere), segue una parabola in cui, come nei romanzi picareschi, al giovane protagonista succede di tutto (un po’ come capita in Io, Capitano e ovviamente in Pinocchio di Matteo Garrone, qui produttore). È l’ambiente esterno a condizionare i comportamenti delle persone ci dice, e ci ridice, Malavia. Per carità, niente che non sapessimo già – è il sempiterno tema dell’infanzia violata – ma è dolce seguire le vicende di questi tre amichetti in balia di adulti che, paradossalmente, si interessano troppo a loro.
L’escamotage narrativo principe per far evolvere il personaggio di Sasà è quello della musica, in questo caso del rap (il film inizia con una bellissima sequenza in cui i tre amichetti si imbucano a una concerto dei 99 Posse). Una passione che il ragazzino coltiva fin da piccolo e che sarà un altro elemento sorprendente del film.

L’iniziativa, realizzata in collaborazione con MEI, FICE e Circuito Cinema, porta sul territorio un momento di confronto diretto tra cinema e musica, offrendo al pubblico la possibilità di approfondire i contenuti del film e dialogare con uno degli artisti coinvolti.

La proiezione si svolgerà in contemporanea anche al Cinema Mariani di Ravenna, all’interno di una programmazione condivisa che valorizza la circuitazione culturale tra le città e rafforza il ruolo delle sale come luoghi di incontro e partecipazione.