Il nuovo album di inediti del cantautore romano Edoardo De Angelis segna un passaggio sensibile e va a prendersi una posizione di rilievo in un lungo e nutrito percorso professionale. “Ulisse al confine del tempo”, in uscita martedì 26 maggio, raccoglie e accarezza tutti i temi da sempre cari all’autore: il sogno, il viaggio, il confine, la libertà individuale e collettiva, il rapporto con l’universo femminile, l’umana solidarietà, le passioni, la sorte, l’equilibrio tra gioia e dolore: in sintesi, la posizione degli esseri umani nel mondo, il rapporto tra loro e il desiderio comune di comprendere l’invisibile, l’infinito. Le tensioni, le aspirazioni della verde età, e certamente anche la scrittura, si sono via via composte in una visione del mondo e della vita più matura e completa. Nel tempo, nel lungo tempo passato dagli inizi degli anni ‘70 e del Folkstudio, le passioni e il desiderio di raccontare il mondo sono rimasti accesi, e i cambiamenti di questo e della società sono stati sempre al centro dell’attenzione e del racconto. Certamente Ulisse al confine del tempo mette in evidenza un pensiero più attento e profondo al senso della vita. La strada continua, il viaggio non si ferma.
L’album raccoglie dieci canzoni che girano intorno al rapporto tra l’uomo (Ulisse), gli eventi e le passioni della sua vita, il suo tempo. Il viaggio inizia con il primo approdo al mondo esterno, il sogno e la scoperta della vita ne La porta dei sogni, e percorre la strada non sempre piana e scorrevole dell’esistenza umana; prosegue con la vocazione, la scelta di campo in Come uno scrittore; il contatto con l’universo femminile, la pesantezza della solitudine, con la dedica ad Alda Merini, ne Il peso della luna; l’alternarsi delle passioni, il senso dell’avventura, l’attesa, la distanza, la conferma del sentimento ne La tela di Penelope; la partecipazione, la passione civile in Erano solo uomini; i momenti, le emozioni che abbiamo saputo cogliere al volo e trattenere nel cuore in Ho rubato; la ricerca della Fortuna in Baciare la sposa; la presa di coscienza di fronte alla faccia più cruda, terribile, della vita in Un infinito applaudire; il pensiero segreto del tempo ancora sconosciuto, quello che rimane, ne Il confine del tempo, fino all’ultima considerazione di una semplice, umana, filosofia dei sentimenti in Controcanto.
Una ricchezza aggiuntiva viene all’album da due splendenti tracce supplementari: la versione di “Erano solo uomini” in chiave spensierata, offerta dalla fantasia di Alberto Corredig, Michele Di Gleria, Leonardo Duriavig, Francesco Imbrìaco, Davide Raciti, la dinamica band friulana dei Cinque uomini sulla cassa del morto e, a seguire, la preziosa versione corale de La porta dei sogni con la straordinaria partecipazione del Coro del Friuli Venezia Giulia diretto dal Maestro Cristiano Dell’Oste, su partitura del Maestro Valter Sivilotti. Si chiude simbolicamente in questo modo un percorso circolare. L’intero album, già nella sua idea originale, prende vita grazie al rapporto che si è venuto spontaneamente a creare con i giovani colleghi protagonisti delle residenze artistiche realizzate in questi anni nella Valle del Tempo, la Val Pesarina, nell’ambito del Festival Frattempi: Michele Arena, Anna Cainero, Luca Carrubba, Nicole Coceancig, Alvise Nodale e Antoine Ruiz che, in diversa misura, sono stati coautori e cointerpreti delle canzoni. Alvise e Luca firmano con me la produzione artistica. Il lavoro è stato realizzato a Udine, presso Master Studio. Il titolare, Massimo Passon, oltre a essere un perfetto ingegnere del suono, si è rivelato anche un fantastico e generoso musicista. Un ringraziamento particolare va allo Studio Fren di Civitavecchia, dove hanno suonato Francesco Capuani, Simone Ranieri e Fabrizio Campogiani. A queste imprescindibili collaborazioni si sono aggiunte le sentimentali condivisioni con Reno Brandoni, maestro della chitarra, con il commovente violoncello elettrico di Andrea Bitai e con i Cinque uomini. Nulla di questo lavoro sarebbe stato possibile senza il consiglio prezioso dell’amico Francesco Giunta (Edizioni Musica del Sud) e senza la costante presenza della A.C.CulturArti di Roswitha Del Fabbro, che firma la produzione esecutiva. La grafica è opera, come sempre, di Clara De Angelis (My.love.loft) e la distribuzione, fisica e digitale, è affidata alla Azzurra Music di Marco Rossi, l’amico ritrovato. L’album Ulisse al confine del tempo è stato realizzato grazie al contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia (Avviso Pubblico “Creatività”) e della Fondazione Friuli nell’ambito del progetto “Frattempi/5: Il Confine del Tempo”, ideato e organizzato dall’A.C.CulturArti di Udine.
La ragione profonda di questo album è la condivisione del lavoro con le giovani cantautrici e i giovani cantautori affiorati con valore dalle residenze artistiche del Festival Frattempi dirette nel verde della Val Pesarina, la Valle del Tempo, da Edoardo De Angelis. Un passaggio di testimone tra un cantautore dal lungo vissuto, impreziosito dalle collaborazioni con amici quali Endrigo, De André, Dalla, Battiato, De Gregori, e i giovani colleghi con molte frecce all’arco. Attenzione però a non confondere questo sentire con una sorta di testamento artistico o professionale! Ulisse vive in ognuno di noi. La chiave per leggere consapevolmente questa collana di canzoni sta nella dichiarazione finale del brano Il confine del tempo: Quando Ulisse attraversa il confine del tempo, mette in gioco la propria natura mentre scioglie le vele e le lancia nel vento e va in cerca di un’altra avventura. Nel cuore di Ulisse non c’è la paura dell’ignoto, ma il coraggio umano di affrontare ad occhi aperti il tempo sconosciuto.




