Ci sono brani che arrivano come uscite discografiche.
Altri come ritrovamenti.
“Demoneyze” dei The Styles appartiene alla seconda categoria: un singolo inedito che riemerge nel giorno del compleanno di Guido Style, riportando alla luce una parte del suo percorso rimasta finora nascosta.
Un frammento che non è solo musicale, ma anche umano.
Il brano nasce da un ritrovamento: un hard disk appartenuto a Guido, recentemente scomparso, dentro cui erano custoditi diversi lavori pronti a vedere la luce.
“Demoneyze” è il primo passo di questo percorso, un modo per restituire al pubblico una visione artistica che non si è mai interrotta davvero.
Guido Style era un musicista totale: polistrumentista, autore, produttore. Un approccio diretto, quasi artigianale, fatto di mesi passati in studio a costruire ogni dettaglio, senza mediazioni.
Un’attitudine che si sente anche qui.
Nel brano convivono le radici rock’n’roll della band e una spinta verso sonorità più contemporanee.
Non è solo nostalgia, ma evoluzione.
Un suono che sorprende proprio per la sua capacità di restare attuale, come se fosse stato pensato per oggi.
È forse questo l’aspetto più forte di “Demoneyze”: la sensazione che quella musica fosse già proiettata oltre il tempo in cui è stata scritta.
Dietro questa pubblicazione c’è anche una scelta precisa: condividere un archivio che altrimenti sarebbe rimasto chiuso.
“Abbiamo ritrovato tra i suoi archivi un patrimonio che valeva la pena condividere” racconta Livia, sorella di Guido. “Perché rimanga vivo, almeno nel ricordo, il suo enorme talento e amore per la musica.”
Un gesto che trasforma un’uscita in qualcosa di più: una continuità.
La storia dei The Styles passa da lontano: dalla formazione a Erba nel 2005, ai primi riconoscimenti internazionali, fino al contratto con Sony BMG e alla collaborazione con J-Ax, con cui Guido Style ha lavorato come produttore, musicista e autore in diversi progetti.
Un percorso che ha attraversato più fasi della musica italiana, lasciando tracce evidenti anche fuori dalla band.
“Demoneyze” è solo l’inizio.
Dallo stesso archivio arriveranno altri brani nel corso dell’anno, destinati a comporre un nuovo album.
Non un ritorno, ma una prosecuzione.
Perché certe storie non finiscono davvero: cambiano forma.




