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Fuori su tutte le piattaforme digitali venerdì 26 giugno 2026 il nuovo singolo di Pricci, cantautore anconetano classe 1999. “Chi lo sa?” è una canzone nata in pochissimo tempo. Le parole hanno cominciato a uscire dalla penna senza sosta, come se avessero un’urgenza propria di essere messe nero su bianco. Il brano è nato così, di getto, dall’esigenza dell’arista di raccontare ciò che stava accadendo in un determinato periodo della sua vita.

La canzone racconta una situazione di limbo: quel momento in cui un rapporto di amicizia inizia a trasformarsi in qualcosa di più. Pur essendo consapevole di vivere qualcosa di bellissimo e speciale, il protagonista della storia è attraversato dal timore che un passo falso possa compromettere tutto ciò che si sta costruendo. Per questo motivo, nel ritornello viene ripetuta come un mantra la frase “Chi lo sa?”. Le strofe, invece, si susseguono invece come una carrellata di immagini, eventi vissuti e sensazioni che hanno caratterizzato il periodo raccontato nel brano.

Dal punto di vista musicale, il fil rouge che attraversa l’intera canzone è l’unione tra strumenti acustici e sonorità elettroniche, che si amalgamano per creare un’atmosfera di “allegria malinconica”. Un equilibrio che rende “Chi lo sa?” una canzone perfetta da ascoltare in estate, con il finestrino abbassato, mentre si torna dal mare.

“Questo brano, inizialmente, non doveva uscire come singolo, ma alcuni miei amici, dopo averlo ascoltato in anteprima, mi hanno convinto a pubblicarlo perché mi hanno convinto del potenziale che poteva avere. Spero che anche voi siate d’accordo con loro! Non vedo l’ora che possiate ascoltarlo!”

(Pricci)

Scopri il brano su SPOTIFY

Testo e Musica: Pietro Ricci
Base e Arrangiamento: Luca Pio Consilvio
Mix e Master: Alex Bordoni

BIO:

Pietro Ricci, in arte Pricci, è un cantautore anconetano classe 1999. La musica è stata sua compagna fin da quando era un bambino. Da piccolo, infatti, Pietro ascoltava i cd dei suoi genitori da un vecchio stereo nel salotto di casa sua, finché, un giorno, suo padre non è stato costretto a comprargli uno stereo tutto suo, da mettere in cameretta.

L’incontro con la musica suonata avviene però a 14 anni, tra i banchi della scuola superiore. Un giorno, infatti, degli insegnanti di musica arrivano al Liceo Galilei di Ancona per pubblicizzare la loro scuola e, da quel momento, Pietro si innamora follemente della batteria, tanto che inizia a prendere lezioni. Dopo poco più di un anno, insieme a dei compagni di scuola, comincia a suonare in uno scantinato, senza nessun fine concreto se non quello di scoprire la musica insieme. Col passare del tempo, gli scantinati si trasformano in sale prove e studi di registrazione, e quel gruppetto messo su da cinque compagni di scuola inizia a girare per svariati locali delle Marche. Accanto a tutto questo, Pietro sviluppa anche una passione per la scrittura e, utilizzando una vecchia chitarra che ha in casa, inizia a scrivere le sue prime canzoni, che inizialmente propone al suo gruppo e che saranno poi inserite in uno degli album della band.

Durante la pandemia la band si scioglie ed è in questo periodo che Pietro si butta totalmente sulla scrittura dei suoi brani da solista, cercando di mettere in musica la sua quotidianità, iniziando a capire che scrivere lo fa stare bene e che quando si mette a lavorare sulle sue canzoni tutto ciò che c’è all’esterno scompare, come se la musica fosse un interruttore in grado di spegnere i pensieri che affollano la mente e provocano nodi nel petto.

Così si arriva a oggi: di giorno Pietro è un insegnante, mentre di sera si dedica alla musica. Nei suoi brani Pricci racconta dei momenti di passaggio, quelli che levano il sonno, ma spingono a scrivere canzoni. Quello che cerca di fare è unire il passato, quello delle chitarre distorte e delle ore passate a picchiare sulla batteria, con il presente, più dedicato alla scrittura e più affine al nuovo cantautorato “indie” che, in ogni caso, dal 2016 non ha più lasciato le sue orecchie.

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