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Dopo “Punture”, Posniak prosegue il suo percorso artistico con “DELETERIO”, un brano che scava nelle contraddizioni più profonde dei rapporti umani e racconta una relazione vissuta come una dipendenza dalla quale è impossibile liberarsi. Non una semplice storia tossica nel senso più superficiale del termine, ma il ritratto di due persone che continuano a rincorrersi tra eccessi, instabilità emotiva e un legame che sembra sopravvivere proprio grazie alle proprie ferite.

L’immagine che apre il brano è già una dichiarazione d’intenti:

“Siamo un incidente in auto io e te / che lasciamo i segni sull’asfalto”.

Da qui prende forma un immaginario cupo e cinematografico, dove attrazione e autodistruzione convivono in un equilibrio tanto fragile quanto irresistibile. In “DELETERIO”, l’amore non è una salvezza, ma un vortice dal quale i protagonisti non riescono a uscire. Ogni ferita diventa un motivo per restare, ogni errore un’occasione per ricominciare da capo, alimentando un ciclo in cui estasi e dolore finiscono per confondersi.

Posniak costruisce così un racconto intimo e viscerale, fatto di immagini forti e confessioni vulnerabili. Al centro del brano c’è anche il tema dell’autoinganno: la tendenza a giustificare ciò che fa male pur di non perdere il legame con l’altra persona, continuando a restare anche quando si è consapevoli che qualcosa sta lentamente consumando entrambi.

Le sonorità emotive e l’estetica oscura che caratterizzano “DELETERIO” ampliano ulteriormente l’universo narrativo inaugurato con “Punture”, confermando la capacità dell’artista di trasformare fragilità e inquietudini in musica. Il risultato è una canzone intensa e profondamente umana, capace di dare voce a quelle relazioni in cui il brivido del sentimento coincide con ciò che ferisce di più.

Con “DELETERIO”, Posniak racconta senza filtri il deterioramento emotivo e lo trasforma in immagini potenti, ricordandoci quanto possa essere difficile distinguere l’amore dal bisogno di non sentirsi soli.