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SYRENE pubblica il suo primo EP “Caprilegio” (Flamingo Management), disponibile su tutte le piattaforme digitali. SYRENE è l’alias artistico di Margherita Laterza, che ha da poco debuttato con il suo progetto musicale. Negli anni si è fatta conoscere per la sua carriera da attrice, ora scrive e sperimenta nel mondo della musica, che si fonde con la sfera cinematografica.

“Caprilegio” di SYRENE è un EP composto da 5 tracce: un racconto musicale che attraversa desiderio, perdita, attrazione e identità, seguendo il filo sottile di una relazione tormentata che sembra consumarsi tra realtà e mito. L’ep si muove come un viaggio emotivo dentro l’isola di Capri e dentro il mare simbolico dell’amore, dove Margherita Laterza, attraverso il personaggio di SYRENE, si trasforma continuamente: amante, creatura marina, donna ferita e voce popolare.

L’apertura è affidata a “PICCERÈ”, un brano nel quale le voci fuori campo si intrecciano alla musica come ricordi spezzati o pensieri rubati, creando un’atmosfera sospesa e quasi teatrale. È il momento in cui la storia prende forma: l’inizio di un amore intenso ma già attraversato da malinconia e distanza. La voce parte come un richiamo dentro una grotta e si trasforma in un rituale in cui tammorre e elettronica si fondono.

Con “Caprilegio”, che dà il titolo all’album, la partitura si fa più intellegibile: la creatura di piccerè si sta facendo umana. Le percussioni e le melodie evocano un rituale antico, sensuale e magnetico, che incrocia il suono mediorientale dell’oud e di un canto in arabo, dando al pezzo un sound mediterraneo a tutto tondo.  Qui l’amore diventa incantesimo. Capri non è solo un luogo, ma uno stato mentale: un’isola emotiva dove il desiderio confonde e seduce, dove l’Ego si annulla e  l’io diventa «niente» per dare spazio all’anima. L’anima «annur »: nuda. 

“Era de maggio” fonde tradizione e modernità in un equilibrio sonoro raffinato e coinvolgente. SYRENE dialoga con la tradizione attraverso la sperimentazione e i loop di voce: la voce si fa innanzitutto suono da scomporre, da usare non solo come elemento melodico ma anche percussivo e di arrangiamento. Si configura così come un ponte tra epoche: da un lato una memoria poetica e senza tempo, con la lingua napoletana sonora e piena di metafore e immagini, dall’altro una sensibilità attuale e una vocazione alla sperimentazione che rendono il brano accessibile e immediato, ma anche affascinante: una stratificazione di livelli e di epoche che viene voglia di scoprire. 

Dopo l’esplosione emotiva arriva “Perla Nascosta”, il momento più intimo e introspettivo del disco. Le sonorità diventano più morbide e melodiche, lasciando spazio alla vulnerabilità della protagonista. L’artistasi racconta come una sirena che ha perso sé stessa per inseguire qualcuno che forse non potrà mai davvero raggiungere. È la metafora della femminilità che si addomestica per non spaventare il partner, che dimentica la «pazzaria» per far contento qualcuno che ha bisogno di essere rassicurato e così perde se stessa, come una sirena che nell’incontro con l’essere umano perde la sua parte bestiale. A chiudere il brano un racconto di Thomas Mann, Lighea, scomposto in un dialogo in cui la voce profonda di Lorenzo Richelmy racconta com’è fare l’amore con una sirena.

A chiudere questo percorso c’è “Napolide”, il brano che in qualche modo racchiude tutte le anime dell’Ep: sonorità sognanti, anima clubbing, percussioni organiche che incontrano l’elettronica, riferimenti alla tradizione con una parte del testo che è ripresa da «resta cu mme» di Murolo, accompagnano un racconto che si allarga dalla relazione sentimentale alla città stessa. Nel bridge un’altra voce descrive Napoli quasi come se la città diventasse il vero testimone della storia d’amore narrata nel disco. Napoli come colei che insegna ad amare in modo totalizzante e straziante,senza mezzi termini,come una vecchia che si affaccia dal balcone e ti dice «ciò che non si dona é perduto».

“Caprilegio” custodisce una duplice natura: arcaica e presente, inquieta e sognante. Come le creature da cui il progetto prende ispirazione, la musica di SYRENE è un varco: ipnotica, avvolgente, aperta alla contaminazione.  Da questo immaginario prende vita un EP nato in dialogo profondo con l’omonimo documentario diretto da Margherita Laterza e Rosa Maietta. Un progetto in cui musica e cinema si fondono per raccontare Capri come luogo dell’anima, spazio sospeso tra mito, memoria e trasformazione. Un’isola conosciuta in tutto il mondo, ma ancora segreta nelle sue profondità storiche e simboliche. Il documentario “Caprilegio” è un viaggio nel lato più nascosto di Capri attraverso la storia di Margarete Bielschovsky, bisnonna adottiva di Margherita Laterza, fuggita dalla Germania nazista negli anni Trenta e approdata sull’isola in cerca di una nuova possibilità di vita. Tra memorie familiari, figure femminili che attraversano le generazioni e luoghi sospesi tra luce e ombra, il film restituisce una Capri inedita: spirituale, fragile, magnetica, capitale delle avanguardie e di tutto ciò che è diverso dalla «norma».

La musica di SYRENE diventa così la voce invisibile del racconto: una presenza rituale e cinematografica che accompagna immagini, ricordi e silenzi, evocando il legame profondo tra natura, storia e identità. “Caprilegio” è un’esperienza immersiva che unisce passato e presente in un unico incantesimo sonoro.

Tracklist:

  1. “Piccerè”
  2. “Caprilegio”
  3. “Era de maggio”
  4. “Perla Nascosta”
  5. “Napolide”

SYRENE

SYRENE è il primo progetto musicale dell’attrice Margherita Laterza. In esso si incontrano le sue origini partenopee (in particolare capresi) e i suoi viaggi sonori nell’elettronica e nei beat contemporanei. Caprilegio, l’album, custodisce una duplice natura: arcaica e presente, inquieta e sognante. Come le sirene, figure liminali e mai del tutto afferrabili, diventa simbolo di ciò che sfugge al controllo: una sensualità capace di attrarre e disorientare. Da sempre le sirene hanno simboleggiato la diversità, ciò che sfugge al potere, una sensualità potente e ambigua che spaventa gli uomini e così SYRENE è un progetto refrattario alle categorizzazioni. Si racconta che un canto leghi per sempre Capri al mito, e che proprio qui Ulisse ne sia stato incantato. Da queste correnti invisibili prende forma Caprilegio: una parola che evoca l’incantesimo dell’isola. Un luogo esposto allo sguardo del mondo, ma attraversato da storie sommerse, leggende che continuano a respirare sotto la superficie. Un luogo fra i più noti al mondo, eppure così poco conosciuto: ricco di storia e leggende dalle quali Margherita è stata ispirata per scrivere i brani che compongono l’album (nati dalle sperimentazioni con il voice looper e dalle ricerche nella musica tradizionale napoletana) e per realizzare il documentario omonimo in uscita questa primavera, di cui l’album è colonna sonora. La musica di SYRENE è un varco: ipnotica, avvolgente, aperta alla contaminazione. Un canto antico che si rifrange nel futuro, dove umano, natura e mito si confondono.

MARGHERITA LATERZA

Margherita Laterza ha cominciato la sua carriera a 17 anni, quando è stata scelta come protagonista del mediometraggio “Dora” di Sergio Basso. La fortuna dell’opera l’ha portata a collezionare fin da giovanissima esperienze nel cinema, nel teatro e nella televisione. Durante il suo triennio al Centro Sperimentale di Cinematografia è stata scelta come protagonista femminile de “Il terzo tempo” di E. Artale, in concorso a venezia 70e ha preso parte a “The borgias,” la serie europea, nei panni di Drusilla, ultima amante di Cesare Borgia. Appena diplomata è stata una delle protagoniste della prima stagione de “il paradiso delle signore” serie Rai di enorme successo, ha partecipato all’ opera prima di Ludovico Di Martino (“il nostro Ultimo”) e di Massimiliano Pacifico (Gelsomina verde-2021) e ha recitato in “Sabato domenica e lunedì” di Edoardo De Angelis. Ha poi da subito affiancato al cinema il teatro: col teatro Eliseo in “Anatra all’arancia”, con l’Ert in “Delitto e Castigo” del russo K. Bogomolov, col teatro Biondo di Palermo in “viaggio al termine della notte” di C.Collovà, col Teatro Parenti ne “il misantropo” recentemente in scena in tutta Italia. Per il piccolo schermo è stata la medico legale “Anita” in “Sei Bellissima” di A. Molaioli, prima serie rai dedicata al femminicidio, “Alice” ne “Un professore” di A. D’Alatri e Clara nelle varie stagioni di “Nero a Metà” di Pontecorvo e Amendola. Margherita, insieme allo storico Portelli e al musicista Amalfitano, porta in giro per l’italia lo spettacolo musicale “Mystery Train” dedicato alla storia della musica folk e blues dove canta brani che vanno da Elvis Presley a Elisabeth Cotten a Jhonny cash; lo spettacolo ha debuttato all’auditorium di Roma e ha poi continuato sui più prestigiosi palcoscenici d’Italia. Da anni Margherita Laterza sviluppa parallelamente il suo progetto di documentario “Caprilegio” – vincitore del premio alla regia al BIFEST 2026.

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