Non una fuga dalla realtà, ma un modo per sospenderla.
“tutto sotto controllo #326” (https://isl.lnk.to/tuttosottocontrollo Island Records / Universal Music Italia), fuori ovunque da venerdì 24 luglio, è il primo estratto del nuovo progetto di dedde. Un pezzo che non cerca di raccontare il peso delle cose, ma il bisogno di lasciarselo alle spalle.
Con “tutto sotto controllo #326”, dedde torna con una delle cose che gli viene meglio fare: far ballare tutti con un pezzo da club. Il brano, caratterizzato da sonorità che richiamano gli anni Duemila, è co-prodotto da Mr. Monty, produttore e polistrumentista, e Twelverizz, il producer che continua ad accompagnare dedde nella costruzione del suo immaginario musicale, riuscendo a dare forma a un sound sempre più riconoscibile.
Ed è proprio qui che emerge una delle caratteristiche più forti della scrittura di dedde, la sua capacità di passare con naturalezza dai racconti più crudi ai brani più istintivi, senza mai perdere autenticità. Anche quando cambia registro, il suo sguardo rimane rivolto alla stessa generazione, quella che convive ogni giorno con ansie, incertezze e prospettive spesso limitate.
dedde parla infatti a una collettività schiacciata dal peso della quotidianità, offrendo una sorta di valvola di sfogo per la noia e la depressione dei propri coetanei che consumano le giornate nei bar, cercando di mantenere intatta una dignità di fondo anche quando le prospettive sembrano ridotte al minimo.
“tutto sotto controllo #326” arriva dopo la firma con Island Records e l’uscita del singolo “tutto vero #318”, un brano crudo e introspettivo che fotografa il passaggio dal momento del bisogno al riscatto, vissuto con lo stupore di chi quasi non riesce a credere ai propri traguardi.
Devid Votadoro, in arte dedde, classe 2003, è un rapper torinese cresciuto a Grugliasco. Scrive partendo dalla periferia e da quello che ha vissuto, senza filtri. Racconta la Torino che molti non vedono: le strade, il disagio, chi impara presto a cavarsela. Ha imparato a scrivere dalle esperienze dure e dal contatto con realtà come i campi rom torinesi. In Randagi 24.7 EP mette chi vive più fuori che dentro al centro , cresciuto senza punti fermi ma con un’identità costruita sulla strada. In Torino Sanguina dà voce a chi la città non la racconta, la vive. Si riconosce dalla voce e dalle barre dirette, con punchline che restano. Fa un rap essenziale e crudo. Tre brani lo dicono meglio di qualsiasi descrizione: “a me piace #249” oltre 7 milioni di stream, “giovani e svegli #147” 6 milioni, “figa check #225” oltre 3 milioni, tutte tracce andate virali organicamente grazie alla scrittura furba e cruda. Lo scorso maggio è tornato con il singolo “tutto vero #318”, dopo la firma con Island Records.
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