C’è un momento, nella vita di una band, in cui smetti di pensare troppo e torni a fare quello che ti ha sempre tenuto in piedi: suonare, scrivere e sputare fuori quello che hai dentro. “IL BRUTTO”, il nuovo EP di Aendriu, nasce esattamente da qui. Da un’urgenza reale, non costruita. Da un bisogno quasi fisico di tornare a pubblicare musica nuova, senza filtri.
ASCOLTA L’EP: https://youtube.com/playlist?list=OLAK5uy_lywWjZncXh-nlZVo0YJDeFu6pAb8qN9Cg&si=ZV02qiJdZ11nnbgp
Dopo due anni dall’esordio “La rabbia che ho dentro” e a distanza di un anno dal singolo “Vuoto”, questo nuovo lavoro segna un punto di svolta, ma senza tradire nulla. Il suono evolve: più melodico, più apertamente punk, ma sempre attraversato da quell’attitudine diretta, viscerale, che è ormai marchio di fabbrica del progetto Aendriu. Non c’è ricerca di compromesso, piuttosto una maggiore consapevolezza nel modo di colpire.I brani che compongono “IL BRUTTO” sono schegge diverse dello stesso corpo, unite da uno sguardo lucido e disilluso sul presente. “ARIA” è una presa di posizione netta contro la violenza di Stato e l’abuso di potere, un pezzo che toglie il fiato mentre parla proprio di aria, di spazio vitale negato. “SANTI O BASTARDI” ribalta la narrazione morale dominante, rifiutando le etichette e rivendicando il diritto alla fragilità, all’imperfezione, alla complessità dell’essere umano.Con “L’ODIO”, lo sguardo si allarga ancora: guerra, fuga, resistenza. È un brano che non cerca eroismi, ma si concentra su una scelta difficile e radicale: quella di non cedere all’odio, anche quando tutto intorno sembra spingere in quella direzione.E poi c’è la sorpresa. “Una canzone punk” introduce un elemento nuovo nel linguaggio della band: l’autoironia. Non è una pausa, non è un alleggerimento fine a sé stesso, ma un modo diverso di guardarsi allo specchio, senza perdere credibilità, anzi rafforzandola. Perché sapersi prendere meno sul serio, a volte, è una forma di lucidità.Chiude l’EP una cover di “The Knives” dei Therapy?, omaggio dichiarato a una delle influenze del percorso della band. Non un esercizio di stile, ma un gesto di appartenenza, quasi una restituzione.“IL BRUTTO” non è un titolo casuale, ma una dichiarazione. Dentro ci sono le contraddizioni, le tensioni e tutte le crepe del presente. Ma anche la volontà di restarci dentro, senza anestesia.Dopo un’intensa attività live e un percorso costruito tra palco e indipendenza, Aendriu non rallenta. Anzi. Questo EP è un nuovo inizio: più consapevole, più diretto e forse ancora più necessario.Perché alla fine è tutto lì: suonare, dire qualcosa che pesa, e portarlo davanti alle persone. Il più possibile. Il più forte possibile.




