Crescita, identità e territorio.
La nuova edizione di Sopravènto Festival si presenta così: un progetto che continua a evolversi, mantenendo al centro un legame profondo tra musica e cultura marinara.
Nato tre anni fa, il festival è oggi una realtà sempre più strutturata e riconoscibile, capace di raccontare Fano attraverso il linguaggio universale della musica.
A sottolinearlo è l’Assessore al Turismo Alberto Santorelli, che evidenzia come Sopravènto sia diventato uno strumento fondamentale per valorizzare le tradizioni locali, in particolare quelle legate alla marineria, coinvolgendo attivamente anche le famiglie e il tessuto sociale della città.
Un percorso che guarda al futuro, con l’obiettivo di ampliare gli spazi e permettere a un pubblico sempre più ampio di partecipare, evitando il rapido sold out che già oggi caratterizza il festival.
A confermare questa espansione è Mattia Priori (Rebel House), che sottolinea il forte interesse del pubblico e i numeri in crescita anche sui canali digitali, con centinaia di migliaia di visualizzazioni e una partecipazione sempre più attiva.
Tra le novità, l’introduzione del Villaggio Sopravènto: uno spazio pensato per vivere il festival anche prima dei concerti, trasformando l’attesa in un momento di condivisione.
Accanto alla musica, il progetto si apre anche ad altre forme artistiche, con mostre e incontri che rafforzano il dialogo culturale con il territorio.
Al centro del festival resta una visione chiara, guidata dalla direzione artistica di Colapesce e Dimartino: costruire un’esperienza intima, essenziale, dove la canzone torna protagonista nella sua forma più pura.
Un’identità che si riflette nelle scelte artistiche: set acustici, concerti all’alba, performance chitarra e voce, e una line up che unisce nomi affermati e nuove realtà emergenti, mantenendo coerenza e ricerca.
Per Dimartino, il festival è ormai una realtà di rilievo nazionale, capace di attrarre pubblico e artisti, ma soprattutto di creare un’esperienza autentica, legata al mare e alla condivisione.
Colapesce sottolinea invece quanto il contesto influenzi profondamente la musica: Sopravènto nasce proprio da questa consapevolezza, scegliendo spazi che favoriscono un ascolto raccolto e partecipato, lontano dalle dinamiche dei grandi eventi.
Il legame con il mare non è solo simbolico.
È una parte viva dell’identità del festival, come racconta anche Mario Pipeta, pescatore fanese, che ricorda la profonda connessione tra vita marinara e sensibilità musicale.
Tra passato e presente, Sopravènto costruisce così uno spazio unico:
un luogo dove la musica incontra la memoria, ma guarda avanti.
In un panorama dominato dai grandi festival, Sopravènto sceglie una direzione diversa:
intimità, ascolto, relazione.
Un progetto che cresce senza perdere la sua natura,
e che proprio in questa coerenza trova la sua forza.
E forse è proprio questo il punto:
non diventare più grande,
ma restare riconoscibile.




