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“Odòs” è un disco che Lara Letizia “sfrutta” per celebrare a pieno il legame con un padre. Parliamo di Umberto Raffaelli: sua la firma di tante canzoni. In questo disco ne troviamo 8, scelte e risolte con nuovi arrangiamenti e una personalità dalla vocalità decisamente particolare. Un pop d’autore che sfocia anche dentro tinte di jazz internazionale e modi radiofonici da classifica. In rete il video di “Ma come prima” disegnato dall’intelligenza artificiale a cura di Luca Raffaelli.

Un disco per celebrare tuo padre o per celebrare la tua vocalità?

Un disco nato e creato insieme a mio padre che, tuttora, coordina il progetto. Questo progetto  nasce perchè, sentendo fin da piccola queste canzoni, mi sono entrate dentro e sono diventate, a tutti gli effetti, anche mie. Quindi la scelta è venuta quasi naturale: voler riproporre queste canzoni, ormai parte di me, adattandole a me e alla mia vocalità. La parte dura del lavoro è stata quella di non finire in brutture e in stereotipi: infatti molte immagini cantate in queste canzoni sono, per di più, maschili e magari addosso ad una donna risultano più pesanti e quasi sgraziate. Ma il mio carattere mi porta spesso ad andare contro gli stereotipi ed abbaterli… e così ho fatto  anche in questa situazione.

E come hai scelto le canzoni, come le hai selezionate… hai seguito un filo conduttore?

Si e no… il repertorio di papà è veramente ampio: di base ho scelto le canzoni che mi piacevano di più e più mi si addicevano. Questo primo album è un vero e proprio esperimento, per noi ben riuscito: ora non ci rimane che aspettare il riscontro del pubblico e vedere se la strada intrapresa è quella giusta.

Parlaci del titolo… perché uscire fuori dall’Italia? Che cosa significa di preciso?

A proposito di strada…Odòs (ὁδός, in maiuscolo ὉΔΟΣ) è un termine greco antico che significa “strada”, “via” o “percorso”. È un sostantivo femminile di uso comune, spesso impiegato per indicare un cammino fisico, ma anche un viaggio metaforico interiore o culturale: ed è proprio questo che rappresenta questo album. Di base non ho trovato altro termine che potesse riassumere meglio cosa sia stata la realizzazione di questo album. Sono “uscita” dall’italiano perché, nel greco antico, ho trovato ciò che potesse  esprimere tutto il concetto in una sola parola. Poi ,comunque, il greco si è parlato nella Magna Grecia ed era la lingua del sapere anche presso i Romani; quindi non mi sono mossa di tanto, sono solo tornata un po’ indietro nel tempo…

Un video con l’A.I. – perché? Non ti vedi “irreale”?

Questa invece e un’idea nata in collaborazione con mio fratello Luca,Regista ed Attore. Io sono una grande appassionata di cartoni animati, manga, videogame: quindi volevamo dare un taglio molto fantasy al video… anzi, ai video (piccola anticipazione…)! Inoltre, come l’album dal punto di vista canoro e musicale , così anche con i video abbiamo voluto sperimentare: allora abbiamo creato il video di “Ma Come Prima” , impostandolo come un videogame cyberpunk, per le atmosfere e i “mood” che ci trasmetteva. Poi abbiamo creato un video più cartone animato, un altro più manga…. Insomma un turbinio di generi e di stili legati ai cartoni e al mondo fantasy. I video diventano sì irreali, ma rimangono ancorati alla realtà grazie ai testi delle canzoni.

E dentro queste canzoni: quanto c’è di tuo o quanto ti riconosci ancora oggi? Oppure le hai vissute come una mera cantante?

Come ho detto nella prima domanda, queste canzoni sono ormai parte di me. Forse ancora di più oggi:con il passare del tempo le ho sempre più interiorizzate e “Larizzate”. Quello che è cambiato è la mia visione del mondo della musica: se quando ho iniziato questo progetto guardavo questo mondo con gli occhi pieni di speranza di una ventenne che vede questo mondo come un paradiso in terra, ora, con il passare del tempo e delle vicissitudini, lo guardo con uno sguardo più maturo che sa quanta sporcizia e quanto malaffare ci siano, in realtà, dietro. Ma, facendomi scudo con le mie canzoni, mi sono imposta e voglio entrare e portare un “bel casino” in questo “status quo” …. E magari cambiare qualcosa!