E la provincia si sa: ha dentro di se tutto quel che conta in quanto ad energie e belle contaminazioni per ispirare l’urgenza di chi ha qualcosa da dire. The Monkey Weather sono tornato e lo fanno con un EP denso di viscosissime soluzioni in bilico tra punk, rock, dissenso sociale in quanto a “maschere da stracciare”. Un titolo manifesto contro l’assenteismo alla presenza di vita: “È sempre colpa degli altri”. Davanti dischi del genere, liberi da cliché e sovversivi nella forma (sempre restando pur fedeli alla norma), si torna inevitabilmente indietro ai tempi di Sex Pistols… ovviamente con le dovute accortezze a considerare tempi e modi distanti di generazioni. Ma ecco: scordatevi l’intelligenza artificiale, scordatevi i computer e scordatevi gli slogan automatici.
Sta tornando il punk? Una nuova stagione per questo stile secondo voi?
Il punk non è mai morto, c’è una fetta di persone che lo sono dal ’77, non non siamo propriamente punk come inteso nel senso comune, ma lo siamo per certi versi come attitudine, siamo sicuramente DIY, la crudezza di alcuni nostri arrangiamenti può ricordarlo, la nostra nascita lo è stata sicuramente. Oggi è in buona salute perchè lo zoccolo duro di persone che lo vive fa si che abbia la sua dimensione fuori da schemi e mode, croce e delizia della scena.
E parlando di punk quanto vi sentite partecipi di questa scena totalmente artificiale?
Ci sono troppo pochi luoghi in cui c’è una continuità di programmazione live e senza live le band come noi muoiono e la scena fa fatica a vivere, quindi molto difficile sentirsi partecipi di una scena artificiale
A lavoro con Alessandro Gallo: che suono avevate in mente e che suono avete raggiunto?
Ale ci conosce da un sacco di tempo,abbiamo voluto lui perchè ci ha fatto da fonico live in mille occasioni e volevamo quel suono lì, volevamo un disco sincero da poter riproporre live come fatto in studio, così è successo e così ci siamo trovati alla grande a lavorare con lui, abbiamo raggiunto un suono sincero, obbiettivo raggiunto!
Una registrazione live o multitraccia? Come a dire: è uscito il sapore vero o avete cesellato ogni dettaglio?
È stato un mix di lavorazioni, abbiamo fatto entrambe le cose, una session live per avere la “pasta” e poi si qualche ritocco per cesellare i dettagli.
Un primo Visio dei T.M.W.? Che penso sempre che i vizi comandano le scelte di tutti…
I vizi sono come una scatola di cioccolatini…




