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Più di due anni fa, ho ricevuto da Flavio Massarutto, direttore artistico del festival, la proposta di presentare un nuovo lavoro per l’apertura di San Vito Jazz, in collaborazione con il quartetto Arrigoni. Questa richiesta mi ha portato a interrogarmi a fondo su quale potesse essere la fonte d’ispirazione più adatta per dar vita a un progetto originale e significativo. Fin dall’inizio, il mio obiettivo era quello di costruire un concept, in linea con le esperienze maturate nei miei lavori precedenti come quelli con il mio quartetto Tinissima, oppure come “Portrait of Tony”, la biografia musicale dedicata a Tony Scott. Successivamente, avrei pensato anche agli arrangiamenti per il quartetto d’archi, con l’intento di integrare al meglio le diverse sonorità. Nel periodo in cui iniziavo a progettare questo lavoro, il mondo era attraversato da numerosi conflitti e da una forte propaganda di guerra, volta a demonizzare chiunque si esprimesse a favore del dialogo e della pace. Questa atmosfera mi ha profondamente colpito e mi ha spinto a scegliere proprio la pace come tema centrale del progetto. Da queste riflessioni è nato il concerto che ho scritto, articolato in quattro movimenti, pensati appositamente per un quartetto jazz e un quartetto d’archi. Per completare il minutaggio del disco, ho deciso di includere alcune composizioni aggiuntive: “H.C”, un brano dedicato a C. Haden, musicista e attivista di grande importanza per me, che rappresenta anche la mia prima esperienza di arrangiamento per quartetto d’archi; e “Guardieladri”, una composizione nata tempo fa per rendere omaggio a uno dei capolavori del neorealismo cinematografico italiano, qui arrangiata da Marco Bianchi.
Con questo lavoro desidero invitare all’ascolto e alla riflessione, augurando a tutti di trovare in queste note un messaggio di pace e di dialogo.

Francesco Bearzatti

JOHN COLTRANE
“UN AMORE SUPREMO – Musica tra cielo e terra”

in occasione dei 100 anni dalla nascita di Coltrane
Una produzione Euritmica


Testi e narrazione: Valerio Marchi
Letture: Nicoletta Oscuro
Musiche:
Francesco Bearzatti (sax tenore)
Gianpaolo Rinaldi (organo)
Luca Colussi (batteria)


LO SPETTACOLO

John Coltrane. Un more supremo – Musica fra terra e cielo, sa toccare il cuore tanto di chi vi assiste, quanto di chi lo porta in scena: la performance teatrale alterna infatti momenti narrativi, recitativi e musicali per ripercorrere i momenti salienti della vita del leggendario sassofonista della Carolina del Nord e rivivere sul palco, in un mondo invaso dal conflitto e dal dolore, quella «forza che lavora per il bene» di cui parlava spesso proprio Coltrane.

È scontato dire, infine, che il tutto viene cementato e potenziato dall’apporto dei sostanziosi e sapienti inserimenti di un trio di musicisti d’eccezione: Francesco Bearzatti, Gianpaolo Rinaldi, Luca Colussi, capaci di rievocare lo spirito di Coltrane, la cui arte musicale viene interpretata in modo fedele ma personale al tempo stesso.

“Il sax di Francesco Bearzatti mette i brividi quando i suoni cominciano a diventare graffianti, è energia pura.
E non potevamo aspettarci di meno da uno dei migliori sassofonisti Italiani”