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Ci sono canzoni che non nascono per intrattenere, ma per testimoniare. “Il giorno di Natale” di Masua appartiene a questa rara categoria: un brano scritto di getto, due anni fa, in un giorno in cui l’Occidente apparecchia tavole e scarta regali, mentre altrove il mondo brucia.

Era Natale, e alla guerra in Ucraina si era sovrapposta la tragedia di Gaza. Una frattura insanabile tra chi vive la festa e chi la combatte. Da quella crepa emotiva, Masua — musicista cresciuto come batterista tra jazz, funk, rock e metal — sente affiorare rabbia e impotenza. Così lascia gli ospiti al piano di sotto e corre a scrivere.
Nascono così i cardini del brano: un gesto istintivo, urgente, che resta per mesi chiuso in un cassetto, mentre l’artista pensa perfino di lasciare la musica. Eppure, come ricorda Masua stesso, “la follia della guerra rimane accesa in tante parti del Mondo”

Il giorno di Natale, Masua _ 4 …

. Quella scintilla emotiva non si spegne e torna a chiamare.

“Il giorno di Natale” esce oggi come un atto di resistenza civile e personale.
Una canzone che non offre soluzioni, ma chiede domande.
Che mette in contrasto la liturgia del Natale con il suono sordo dei conflitti.
Che fa emergere il bisogno di umanità anche — e soprattutto — quando la festa ci distrae.

Masua non è nuovo a un percorso sincero e indipendente: dopo il debutto con Occhi Chiusi (2022), il live al MEI di Faenza e la finale a Sanremo Rock, ha pubblicato il secondo disco “Distratto & Insolente”, presentando in anteprima il video di “Nablus” a Casa Sanremo 2024 — un brano già intriso di istanze politiche e umanitarie.

“Il giorno di Natale” continua quel cammino: una canzone che nasce come fuga, e diventa ritorno.
Un promemoria che il mondo non si ferma mentre festeggiamo.
Un invito a guardarci intorno, anche quando preferiremmo chiudere gli occhi.


ASCOLTA IL BRANO QUI : 👉https://taplink.cc/masua