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Il maestro Uto Ughi, in un’intervista rilasciata a Il Sole 24 Ore, lancia un appello appassionato per una maggiore educazione musicale nelle scuole italiane.

“Purtroppo, oggi c’è un analfabetismo musicale diffuso. Un peccato mortale in un Paese come il nostro”, denuncia il celebre violinista, sottolineando l’importanza di insegnare ai giovani ad ascoltare e a leggere la musica. Per Ughi, la capacità di leggere uno spartito è fondamentale per avvicinarsi al mondo musicale e comprenderne appieno le sfumature. “Molti ragazzi, arrivati alle scuole medie, non sanno leggere uno spartito e questo è un limite che vogliamo superare”, afferma.

Ughi evidenzia come l’educazione all’ascolto attivo sia cruciale per permettere ai ragazzi di comprendere un brano musicale, identificandone autori, stili e peculiarità. L’obiettivo non è solo formare futuri musicisti, ma anche “appassionati e sostenitori della musica classica, formando così il pubblico di domani”. Secondo il maestro, conoscere la musica significa anche scoprire il potere del canto. Per questo, propone l’istituzione di un coro in ogni scuola.

“Il coro è molto più di un’attività musicale: è una lezione di vita, spiega Ughi. Cantare insieme, infatti, insegna ad ascoltare il prossimo, a creare armonia e a sentirsi parte di una comunità. Un pensiero che riprende le parole del compositore ungherese Zoltán Kodály, convinto che l’educazione musicale debba iniziare fin dalla prima infanzia per formare individui completi. Per Uto Ughi, inserire il coro in ogni scuola significa “gettare le basi per una società più armoniosa e consapevole“.

Sempre tramite Il Sole 24 Ore arriva la risposta del Ministro Giuseppe Valditara“Sono sempre stato convinto del grande valore formativo della musica, un bene prezioso per coltivare la nostra umanità”. Ridare centralità alla musica, fin dalla primaria, e in particolare alla storia della musica e all’arte, significa per Valditara “insegnare agli alunni a coltivare i loro talenti, a riconoscere le loro emozioni, a confrontarsi con idee e visioni”. 

Perché l’educazione musicale è fondamentale

L’educazione musicale, spesso relegata a un ruolo marginale, merita invece un posto di primo piano nella formazione degli studenti. Non si tratta solo di imparare a suonare uno strumento o cantare, ma di acquisire competenze trasversali che arricchiscono la persona a 360 gradi. La musica stimola la creatività, la concentrazione e la memoria, abilità preziose in ogni ambito della vita, dallo studio al lavoro. Inoltre, favorisce lo sviluppo del pensiero critico e delle capacità di problem-solving, aiutando i giovani ad affrontare le sfide con maggiore sicurezza e flessibilità.

L’esperienza musicale, sia individuale che collettiva, promuove l’integrazione sociale e la collaborazione. Suonare in un’orchestra o cantare in un coro insegna il valore dell’ascolto, del rispetto reciproco e della sinergia, elementi essenziali per costruire relazioni positive e una società più coesa. La musica, inoltre, è un potente veicolo di espressione emotiva. Permette di comunicare e condividere sentimenti, favorendo la consapevolezza di sé e l’empatia verso gli altri.

Investire nell’educazione musicale significa offrire loro la possibilità di esplorare il mondo dei suoni, di scoprire il proprio talento musicale e di apprezzare la bellezza dell’arte e contribuire alla loro crescita intellettuale, emotiva e sociale. Un percorso formativo completo deve includere la musica come elemento fondamentale, per formare cittadini consapevoli, creativi e capaci di contribuire attivamente alla società.

Fonte: Uto Ughi: “Un coro in ogni scuola per una società più armoniosa”. L’appello contro “un analfabetismo musicale diffuso” – Orizzonte Scuola Notizie