Zanna propone una nuova prospettiva su Mistico scenario con la versione unplugged del brano, trasformata in video per evidenziarne la struttura essenziale. Non si tratta di una semplice variazione stilistica, ma di un gesto consapevole che riflette la maturità del cantautore e il suo approccio alla scrittura. Dopo l’uscita di Del tempo, degli elementi, album che ha consolidato la sua posizione nel panorama del cantautorato italiano, questa pubblicazione mette in evidenza il nucleo della canzone, affidando la sua forza alla melodia e al testo senza sovrastrutture.
Mistico scenario affronta temi universali, dalla riflessione sul rapporto con l’universo alla valorizzazione di ciò che conta nella vita quotidiana, suggerendo armonie semplici in contrasto con dinamiche conflittuali e illusorie. La versione unplugged amplifica questi elementi, lasciando che il brano parli direttamente all’ascoltatore senza mediazioni esterne. La scelta della sottrazione diventa così un atto creativo, una conferma della solidità della scrittura e della capacità di Zanna di comunicare attraverso l’essenziale.
Il video accompagna questo approccio con discrezione, sottolineando l’importanza del processo creativo e della relazione tra musica e ascoltatore. Non è una celebrazione del successo o un’esibizione di tecnica, ma un ritorno all’origine della canzone, un invito a concentrarsi sul suo messaggio e sulle sensazioni che può generare. Ecco la nostra intervista.
Arrivi da esperienze molto diverse, dal rock dei Marla Singer al lavoro teatrale. Quanto confluisce tutto questo in “Mistico scenario”?
Ciao! Non mi sono mai identificato in qualcosa da riproporre allo sfinimento, siamo esseri in divenire e se abbiamo la fortuna di percepirlo un costante flusso di ricerca e cambiamento ci anima.
Nel tempo il tuo modo di comporre è diventato più riflessivo o più immediato?
Nei contenuti più riflessivo ma anche più immediato nel metterli a fuoco e realizzarli. Col tempo si può imparare ad “entrare” più spesso e stabilmente nella zona ispirata, è come una forma di meditazione.
Cosa senti di aver imparato, oggi, sul rapporto tra canzone e verità personale?
Ognuno ha il proprio viaggio, Il mio mi ha portato a usare la canzone in questo modo. Credo che sia bello accogliere ciò che ognuno può.
Il video mostra un Zanna concentrato, quasi raccolto. È una condizione che ricerchi anche dal vivo?
Tra un pezzo e l’altro mi piace scherzare e alleggerire, durante l’esecuzione sono molto concentrato. Il rispetto per la musica e per il pubblico sintonizzato ad ascoltarla è per me sacra gioia rituale, devo essere connesso a ciò che suono e canto.
Guardando alla tua discografia, che posto occupa questo momento della tua carriera?
Ogni volta che rilascio un album o una canzone condivido un pezzetto di ricerca personale, sono momenti distillati con grande cura… Momenti in cui mi ha toccato qualcosa che ho avvertito come particolarmente bello, poetico, gentile, profondo, ironico, metafisico, mistico…Sensazioni che mi sento di pubblicare e condividere con gli altri.
Più che una carriera sto coltivando una meravigliosa esperienza di vita con le canzoni.


