Ambra Di Marte torna con un singolo che cambia l’umore della stagione. “Ti Maledirò” arriva dritto, senza troppe spiegazioni, e fa venir voglia di muoversi. È un brano che gioca, provoca e sorride mentre colpisce. Tra elettronica e dance, la sua scrittura resta riconoscibile. Un nuovo tassello che racconta bene il momento artistico che sta vivendo.
Quanto ti diverti a usare l’ironia per dire cose che, prese sul serio, sarebbero molto più dure? È un approccio che ti accompagna anche nella vita di tutti i giorni?
È l’unico approccio che ho trovato possibile più che altro! A parte gli scherzi, mi è sempre stato rimproverato di essere una persona fin troppo diretta, che per la sincerità sacrifica i filtri sociali comuni. L’ironia e il sarcasmo mi hanno sempre un po’ salvato. Nei brani mi aiuta a poter parlare di tutto a 360 gradi.
In questo brano hai deciso di giocare molto con i ruoli. Che riflessione c’è alla base di questa scelta?
Di base anche nella vita di tutti i giorni cerco di farmi portavoce delle problematiche sociali legate alla figura della donna, delle disuguaglianze di genere. Mi piace pensare che se certi messaggi vengono utilizzati anche nella musica sia in maniera ironica che seria, sia a un livello profondo che ad un livello più superficiale, in qualche modo possano arrivare davvero a tutti.
Ti senti più libera quando scrivi pezzi leggeri o quando scavi in profondità? E quanto possono convivere questi due aspetti?
Mi sento libera perché scrivo di cose vere. Scrivo di quello che mi succede, di esperienze che ho vissuto o sensazioni che mi hanno segnato così tanto da rimanere impresse dentro di me e meritare uno spazio nella mia musica. Scrivo di cose che credo sinceramente e che penso possano far bene anche agli altri, o male in alcuni casi, la musica fa anche questo. Mi sento libera da quando ho scelto di investire tutta la mia vita nel scrivere e costruire la musica che ho dentro e non solo di cercare di interpretare quella degli altri. Vivere di musica in Italia è complicato in un modo che è difficile da spiegare, a più livelli, ma scegliere di vivere di questo e anche della propria lo è di più, ma a me fa un bene a cui non posso rinunciare.
Cosa ti piacerebbe pensasse qualcuno dopo aver ascoltato “Ti maledirò”?
Mi piacerebbe che si sentisse riconosciuto, mi piacerebbe che pensasse “Questa cosa a me è successa e mi ha fatto male ma adesso posso riderci e ballarci su e questo mi fa sentire più leggera/o”. Con questa canzone mi piacerebbe essere, per chi mi ascolta, uno di quei respiri lunghi che ti concedi quando ti fermi a fine giornata dopo aver fatto mille corse.


