Castelbuono (PA), 3 marzo 2026. La 29ª edizione di Ypsigrock Festival continua a prendere forma: dopo i primi annunci di lineup, il primo boutique festival d’Italia svela oggi una nuova ondata di nomi per l’edizione in programma dal 6 al 9 agosto 2026, insieme alla pubblicazione della suddivisione per giorni della lineup e all’apertura delle vendite dei biglietti giornalieri.
Seguendo la Regola dell’Ypsi Once, che prevede una sola esibizione nella vita di ogni artista sui palchi del festival e garantisce a ogni edizione un’esperienza irripetibile, la direzione artistica prosegue nel disegnare una programmazione fatta di scelte radicali, identità forti e traiettorie non convenzionali.
Tra scrittura d’autore, distorsioni, energia e urgenza espressiva, la lineup di Ypsigrock Festival 2026 si amplia ulteriormente con nuovi suoni: dal post-punk britannico e la spoken-word tension dei Dry Cleaning (UK), all goth-pop dei Dog Race (UK), dall’indie pop caleidoscopico e giocoso dei Chinese American Bear (USA), alla collisione emotiva tra noise-rock e ballad orchestrali dei Friko (USA), fino al folk-punk rituale delle The New Eves (UK), le nuove derive art-pop/electro di RIP Magic (UK) e l’arrivo di una leggenda contemporanea della club culture europea come i Soulwax (Belgio).
I nuovi annunci si aggiungono ai nomi già confermati precedentemente: Annahstasia (USA), i cani (IT), Deki Alem (Svezia), DITTER (Francia), GANS (UK), Horsegirl (USA), Julie Rains (Belgio), The Antlers (USA), Black Country, New Road (UK), Cate Le Bon (UK), jasmine.4.t (UK) e Wednesday (USA), delineando fin da ora un’edizione dal respiro internazionale, eclettica e coerente con la storia del festival.
Da oggi, oltre agli abbonamenti Full Festival Pass, sono disponibili anche i day tickets (previsti in quota limitata), in concomitanza con la comunicazione della lineup giornaliera.
INFO & TICKETS
➝ DICE: https://ypsi.link/tickets26
ABBONAMENTI
– Full Festival Pass: 139€
BIGLIETTI GIORNALIERI (quota limitata, disponibili da oggi)
– Day Tickets: 56€
Per i bambini dai 6 ai 12 anni sono disponibili su DICE ticket ridotti.
Per le persone con disabilità sono disponibili su DICE biglietti accessibili
LINEUP GIORNALIERA
giovedì 6 agosto
i cani / Jasmine.4.T / Wednesday + TBA
DAY TICKET 56€
https://ypsi.link/2026_DayTicket-1
venerdì 7 agosto
Annahstasia / The Antlers / Chinese American Bear / Dog Race / Dry Cleaning + TBA
DAY TICKET 56€
https://ypsi.link/2026_DayTicket-2
sabato 8 agosto
DITTER / Friko / GANS / Horsegirl / Julie Rains / Soulwax + TBA
DAY TICKET 56€
https://ypsi.link/2026_DayTicket-3
domenica 9 agosto
Black Country, New Road / Cate Le Bon / Deki Alem / The New Eves / RIP Magic + TBA
DAY TICKET 56€
https://ypsi.link/2026_DayTicket-4
ACQUISTO CON BONUS CULTURA
L’acquisto con Carta Cultura Giovani, Carta del Merito e/o Carta del Docente è disponibile solo su MAILTICKET: https://ypsi.link/bonus-cultura
– Full Festival Pass: 152,14€
– Day Tickets: 59,20€
I prezzi finali includono le commissioni applicate dalla piattaforma.
YPSICAMPING
– Ypsicamping Pass – 52€ a persona (prezzo fisso, vale da 1 a 4 notti)
– Pacchetti camping (Ypsicamping Pass + Tenda premontata): a partire da 105€
– Navetta camping: abbonamento 15€
➝ I prodotti Ypsicamping sono disponibili solo sullo shop del festival: https://ypsi.link/camping26
Tutti i prodotti relativi all’Ypsicamping non includono l’abbonamento al programma artistico del festival, che è da acquistare separatamente.
Approfondimenti act annunciati oggi
Duo di Seattle formato dai coniugi Anne Tong e Bryce Barsten, i Chinese American Bear trasformano l’indie pop in una festa affettuosa e straniante, dove melodie luminose, synth frizzanti e cori zuccherini convivono con un’estetica volutamente giocosa e iper colorata. Il loro suono è un brodo pop che rimescola suggestioni psichedeliche, con un gusto per l’assurdo e la meraviglia infantile, ma sotto la superficie scintillante c’è una trama identitaria precisa: lingua, memoria, diaspora, appartenenza. La voce di Anne (anche in cinese, con una tenerezza disarmante) porta dentro le canzoni un immaginario fatto di cibo come gesto d’amore e di piccole epifanie quotidiane che diventano rappresentazione, calore, riconoscimento. Dal vivo la loro energia è contagiosa e teatrale, una promessa di leggerezza seria, quella che consola, che unisce, che fa sentire casa.
Quintetto londinese in piena ascesa, i Dog Race costruiscono un suono scuro e cerimoniale, dove l’urgenza post-punk si veste di cori barocchi e immagini da febbre notturna. Le loro canzoni sembrano riti freddi, con armonie spettrali, tensione crescente, una scrittura che evoca simboli e dinamiche quasi cult, con un gusto per il perturbante che non è posa ma atmosfera reale.
Nei loro nuovi pezzi, più cupi e affilati, si sente una band che sta trovando una voce sempre più distintiva, elegante e inquieta, melodica e minacciosa, capace di essere contemporaneamente club e cattedrale. Un progetto perfetto per chi ama quando la forma pop si incrina e lascia passare un’ombra, e quando un live non è solo concerto, ma ipnosi collettiva.
Tra le presenze più autorevoli del post-punk britannico contemporaneo, i Dry Cleaning – Florence Shaw, Tom Dowse, Nick Buxton, Lewis Maynard – hanno fatto della tensione tra parola e suono una firma inconfondibile. Chitarre asciutte, groove obliqui, improvvise aperture melodiche e sopra, la voce di Shaw, spoken-word calibrato che non canta per compiacere, ma incide, annota e svela.
Con Secret Love, terzo album prodotto da Cate Le Bon (anche lei in lineup per la prossima edizione di Ypsigrock) e pubblicato lo scorso gennaio, la band porta a maturazione l’alchimia che li ha resi un riferimento della scena attuale. Una musica che sa essere avanguardia e immediatezza, sarcasmo e vulnerabilità. È rock d’autore del presente, nervoso, lucidissimo e pieno di dettagli. I Dry Cleaning sono la prova che si può essere taglienti senza perdere emotività e che la modernità può ancora suonare necessaria.
Dalla scena indie di Chicago arriva per la prima volta in Italia una band che mette in collisione grande emozione e grande suono. I Friko scrivono canzoni che sembrano lettere strappate e ricomposte, attraversate da una teatralità naturale e da un senso di movimento continuo. Dopo l’acclamatissimo esordio Where we go from here, Where we’ve been, nel loro nuovo capitolo discografico Something Worth Waiting For, il gruppo spinge ancora più in là il raggio d’azione con noise-rock, slanci avant-classical, ballate sinfoniche che si aprono senza mai perdere urgenza.
È musica che parla di transito, solitudine e connessione, ma lo fa con una fisicità quasi cinematografica, con crescendo che mordono, melodie che si spezzano e poi tornano, una scrittura che alterna fragilità e detonazione. I Friko sono quel punto raro in cui l’indie diventa epico senza essere retorico, e il sentimento diventa rumore senza diventare caos.
Quartetto di Brighton dall’organico inusuale e magnetico, The New Eves sembrano evocare un folk-punk revival che non imita nulla, ma lo riscrive. Archi, fiati, percussioni, voci che chiamano e rispondono come in un rito. La loro musica è un impasto di folksong, punk urlato, drone ipnotico e poesia radicale, con una presenza live che viene raccontata come esperienza quasi iniziatica.
C’è qualcosa di arcaico e futuribile insieme nel loro modo di stare sul palco, come se il rock tornasse alle radici – terra, corpo, mito – e allo stesso tempo inventasse un’altra grammatica. The New Eves non suonano soltanto, aprono un varco, e chi entra diventa complice. Un gruppo da vedere dal vivo per capire davvero cosa significa quando una band costruisce la propria mitologia nel presente.
Tra i nomi più chiacchierati del nuovo sottobosco londinese, RIP Magic sono un progetto giovane ma già circondato da un passaparola potente come band da tenere d’occhio per attitudine, immaginario e capacità di accendere curiosità. Di recente hanno supportato i Fcukers nel tour EU/UK e aperto diverse serate per gli LCD Soundsystem a New York. E c’è un dettaglio che racconta meglio di qualsiasi hype il loro momento creativo, infatti, proprio in quelle date, hanno iniziato a far circolare delle preview del prossimo singolo 5words, prodotto da James Murphy in persona, la sua prima produzione per altri in oltre dieci anni. Un passaggio di testimone raro, e un indizio chiarissimo. Il loro sound sta nel territorio dell’art-pop contemporaneo e dell’elettronica, con una scrittura che sembra sempre sul punto di cambiare pelle – melodica ma irregolare, seducente ma spigolosa.
Da oltre trent’anni, David e Stephen Dewaele (anche 2manydjs – già ospiti di Ypsigrock 2022) sono tra i veri architetti della cultura elettronica europea. Musicisti, producer, remixatori e performer capaci di spostare in avanti l’idea stessa di club, live, suono. Soulwax è la loro forma band più iconica: un progetto che ha sempre funzionato come laboratorio ad alta tensione, dove rock e dancefloor si inseguono, si smontano e si ricompongono in un linguaggio unico.
Il loro impatto attraversa generazioni e scene, dalle produzioni e remix per artisti di fama mondiale fino a un’estetica live radicale e muscolare. Portare Soulwax a Ypsigrock significa invitare una forza che ha riscritto le regole della notte con precisione, energia, visione. Un nome che è un pezzo di storia che continua a mutare.
Approfondimenti act già annunciati precedentemente
Cantautrice statunitense dalla presenza magnetica, Annahstasia lavora sul confine tra soul, folk e songwriting cinematografico, con una voce profonda che sembra accendere le stanze dall’interno. Le sue canzoni hanno il passo lento delle confessioni necessarie e la forza di un racconto che non cerca scorciatoie: intimità, ferite, desiderio di rinascita. Dal vivo, la sua scrittura diventa corpo, essenziale, ipnotica, impossibile da ignorare.
The Antlers – progetto ad alto tasso emotivo guidato dal songwriter newyorkese Peter Silberman – sono da oltre quindici anni una delle voci più intense e introspettive dell’indie rock internazionale. Dall’impatto viscerale di Hospice (2009) fino alle recenti esplorazioni di Blight (2025), la band costruisce paesaggi sonori stratificati, in bilico tra folk, elettronica e post-rock, interrogando il rapporto tra fragilità umana e mondo naturale.
Collettivo londinese sperimentale tra i più influenti della nuova scena britannica, i Black Country, New Road sono diventati in pochi anni una delle band live più celebrate a livello globale. Dopo il fortunatissimo esordio For the First Time (2021) e l’uscita dalla band dell’allora frontman Isaac Wood, che ha anticipato la pubblicazione di Ants From Up There (2022), la rinascita è stata documentata in Live at Bush Hall (2023). Oggi tornano con il nuovo album Forever Howlong (2025, Ninja Tune): un lavoro ambizioso e corale che fonde folk, prog, pop barocco e alt-rock, confermando una capacità di reinvenzione senza eguali.
Un nome che è già mitologia pop contemporanea, i cani hanno riscritto una parte dell’immaginario dell’indie italiano con brani capaci di essere ironici, spietati e tenerissimi nello stesso istante. Canzoni che suonano come cartoline stropicciate di una generazione, quella dei millennial, tra disincanto e illuminazioni improvvise. Un ritorno che è memoria che brucia ancora.
Artista e produttrice gallese dalla visione inconfondibile, Cate Le Bon è una vera architetta del suono. Tra surrealismo, scultura sonora e songwriting obliquo, ha costruito una discografia coerente e radicale, affiancata da un’attività di produzione che l’ha portata a collaborare con artisti come Wilco, St. Vincent, Horsegirl e Dry Cleaning. Il nuovo album Michelangelo Dying (2025) segna un’ulteriore immersione in un universo intimo e vulnerabile.
Dalla Svezia arriva l’urgenza febbrile dei gemelli Deki Alem: un progetto che comprime energia punk, attitudine rap e nervo post-hardcore in un suono fisico, teso, in continua accelerazione. Ritmi che mordono, linee vocali taglienti, un senso di urgenza che dal vivo diventa una scarica collettiva. Musica come attrito, contro il corpo, contro il presente.
I DITTER disegnano una nuova traiettoria della scena electro pop francese, dove scrittura emotiva e tensione si incontrano senza mai addomesticarsi. Le loro canzoni vivono di contrasti: momenti di delicatezza e improvvise spigolosità, melodie che sembrano aprire varchi e poi richiuderli. Un immaginario contemporaneo, inquieto, lucidissimo, perfetto per chi ama quando la forma pop si incrina e lascia intravedere forme sbilenche.
I GANS portano addosso l’elettricità del circuito underground britannico, un suono diretto, asciutto, ruvido ma pulsante, costruito per far muovere e stringere i denti allo stesso tempo. Il loro è un rock nervoso e anti-retorico, che trasforma l’attrito in ritmo e l’ansia in propulsione. Live come rito compatto, sudato, liberatorio, sono una promessa di catarsi collettiva.
Da Chicago, le Horsegirl intrecciano chitarre oblique, melodie diagonali e un’attitudine art-rock che sa essere istintiva e rigorosa insieme. È musica che sembra semplice solo in superficie: sotto, vibra di dettagli, incastri, spigoli emotivi. Una band che sa stare in bilico tra rumore e grazia, con quella naturalezza rara di chi ha già costruito un mondo proprio e lo fa crescere disco dopo disco.
Cantautrice e chitarrista di base a Manchester, jasmine.4.t è una delle voci più luminose e necessarie della nuova scena indie folk internazionale. Prima artista britannica a firmare per l’etichetta Saddest Factory di Phoebe Bridgers, ha pubblicato nel 2025 l’acclamato debutto You Are The Morning, prodotto da Julien Baker, Phoebe Bridgers e Lucy Dacus: un album che celebra l’amicizia queer, la resilienza e la possibilità di nuovi inizi.
Julie Rains, produttrice e autrice belga, lavora su una elettronica d’ombra e di pelle, dove il suono è spazio e la voce diventa luce filtrata. Pop sintetico, tensione emotiva, atmosfere notturne: ogni brano è un ambiente, un clima, una stanza mentale in cui entrare lentamente. Un progetto che non spinge per impressionare, al contrario seduce per precisione, dettagli e immaginario.
Guidati dalla songwriter Karly Hartzman, insieme a Xandy Chelmis, Alan Miller, Ethan Baechtold e Jake “M.J.” Lenderman, i Wednesday sono una delle rock band più riconoscibili della loro generazione. Con il nuovo album Bleeds (2025), il gruppo della North Carolina firma un autoritratto frammentato e potente, dove southern rock, noise, country storto e scrittura letteraria si fondono in un racconto crudo, empatico e profondamente umano.
Ypsigrock Festival, una Sicilia Inaspettata
Ypsigrock Festival è il primo boutique festival d’Italia che, dal 1997 edizione dopo edizione, attraverso alcune significative scelte artistiche e di immagine, ha segnato un percorso irripetibile nel panorama musicale europeo e continua a confermarsi come un appuntamento irrinunciabile per chi cerca un’esperienza autentica, lontana dalle convenzioni, in un’atmosfera accogliente che celebra l’arte, la musica e la cultura, in una delle isole più affascinanti del Mediterraneo: la Sicilia.
Organizzato dall’Associazione Culturale Glenn Gould, Ypsigrock tornerà dal 6 al 9 agosto 2026 nelle sue storiche venue dell’incantevole borgo di Castelbuono, nel cuore del Parco delle Madonie, in provincia di Palermo. Anche per questa edizione, il festival si propone di unire ricerca artistica, territorio e comunità in un vero e proprio rito collettivo che rivive tra presenza e memoria.
L’estate è ancora lontana, ma il racconto è già iniziato.
Il futuro è già nostalgia.


