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Con “Citra Scina”, Youssef De Luna prosegue il suo percorso artistico con un brano che intreccia pop rock, suggestioni latino-americane e una scrittura capace di trasformare un’intuizione quotidiana in un racconto musicale intenso. Nato quasi per caso, tra un ritmo improvvisato e un riff di chitarra, il singolo rappresenta un nuovo tassello di un progetto più ampio che nei prossimi mesi prenderà forma in un EP. Abbiamo parlato con lui della nascita del brano, delle scelte di produzione e di ciò che lo aspetta nel prossimo futuro.


Come è nato concretamente “Citra Scina”? Sei partito da una melodia, da un testo o da un’idea ritmica?

È nato mentre pranzavo: ho cominciato a tamburellare con le mani sulle gambe e a canticchiare «theloveyougivetome-theloveyougivetome-theloveyougivetome-ecc.». Ho preso la chitarra ed è venuto fuori quel riff dal sapore un po’ hard rock anni ‘80, ma con accenti che richiamano la clave, elemento ritmico della salsa, che stavo ascoltando parecchio in quel periodo. Questo è stato il nucleo da cui si è poi sviluppata tutta la canzone.

Quanto tempo hai lavorato al brano prima di considerarlo concluso? C’è stato un momento in cui hai pensato di cambiarne completamente la direzione?

Un mesetto, credo. Per me il brano è concluso quando finisco di registrarci la linea di basso: è lì che capisco se la canzone mi entusiasma. È sicuramente la parte che mi diverte di più. “Citra Scina” ha preso forma in maniera molto naturale, la vedevo crescere come una piantina e me ne prendevo cura, quindi no, non ho mai pensato di cambiarne la direzione.

Dal punto di vista della produzione, qual è stata la scelta che ha fatto davvero la differenza nel suono di “Citra Scina”?

La sezione ritmica, basso e batteria. Sentivo che attraverso un pop rock troppo dritto non riuscivo ad esprimere quello che sentivo, ovvero l’amore come forza cosmica che ci sconquassa l’esistenza da dentro, attraversa ogni fibra del nostro corpo e ci trascina… chissà dove, oltre noi stessi. Nella musica latino-americana ho trovato invece dei ritmi più sghembi che sentivo più conformi al dinamismo di quella forza.

Hai anticipato che i prossimi singoli confluiranno in un EP. Hai già definito il filo conduttore che unirà questi brani oppure sarà un progetto che prenderà forma passo dopo passo?

Il filo conduttore è proprio quella forza di cui ti parlavo prima, ma da prospettive e momenti della vita diversi.

Ora che “Citra Scina” è uscito, quali saranno i prossimi mesi per Youssef De Luna? Ci saranno concerti, nuove pubblicazioni o altri progetti a cui stai già lavorando?

Molto probabilmente uscirà un nuovo singolo e poi l’EP. Sicuramente ci saranno concerti, ma ancora non riesco a dare delle date precise. Scrivere e registrare canzoni mi dà tanto godimento, ma la dimensione naturale e vera di quello che faccio rimane il palco: è lì, di fronte alle persone, che la canzone riacquista il senso per cui è nata: condividere qualcosa che ti ha sorpreso e scosso e che è troppo grande e bella per tenerla solo per te.