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C’è una stagione che più di tutte invita all’introspezione, al silenzio e ai ricordi: l’autunno. È proprio da qui che nasce Foglie, il nuovo brano di Viola Thian, una canzone che si muove tra dolcezza e nostalgia, tra il bisogno di trattenere e quello – forse più urgente – di lasciare andare. In questa intervista, l’artista racconta il significato emotivo del brano, il suo processo di scrittura e il rifugio intimo che Foglie vorrebbe diventare per chi ascolta.


Intervista a Viola Thian

“Foglie” nasce come un brano esplicitamente autunnale: cosa rappresenta per te questa stagione a livello emotivo, e perché sentivi il bisogno di raccontarla proprio ora, in questo momento del tuo percorso?

L’autunno è la mia stagione preferita e volevo scrivere una canzone che lo ricordasse sia nei suoni che nell’atmosfera. Volevo raccontare dolcezza e nostalgia, in questo brano si fondono e sono il riassunto di più episodi della mia vita, sia a livello sentimentale che personale.


La canzone è attraversata da dolcezza e nostalgia, due sentimenti spesso intrecciati: scrivendo Foglie, hai avuto più la sensazione di trattenere qualcosa o di lasciarlo andare, come fanno le foglie quando cadono?

Domanda azzeccatissima. Foglie è stata in questo senso catartica, avevo proprio bisogno di lasciar andare certe cose, sentimenti e vissuto. Proprio come fanno le foglie, mi sono lasciata cadere grazie a questo brano.


Il brano prende forma quasi naturalmente, da una giornata in studio agli accordi, fino alle parole arrivate dopo: quanto spazio lasci all’istinto nella scrittura e quanto, invece, al tempo e al silenzio che sedimentano le emozioni?

Con Foglie il testo è arrivato in maniera organica, dopo i 2 giorni in studio in cui abbiamo creato la struttura, ho messo la canzone in loop e le parole sono arrivate. Avevo chiaramente un’idea di quello che volevo dire, le parole poi sono arrivate pian piano, ho lasciato appositamente spazio all’istinto anziché sforzarmi di trovare le espressioni migliori. In genere invece scrivo il testo come se lo stessi costruendo mano a mano su brano, è un metodo più lento.


“Foglie” sembra invitare a un ascolto intimo, lento, “al caldo”: che tipo di rifugio emotivo vorresti diventasse questa canzone per chi la ascolta, e cosa speri resti quando la musica finisce?

Mi piacerebbe molto se Foglie venisse collegata in qualche modo al concetto di nostalgia romantica, quella sensazione dolce amara per la quale sai che un qualcosa è perso ma sai anche che sarà sempre un ricordo nel quale rifugiarsi e crogiolarsi un po’.

Ascolta il brano qui 

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