Con “Cucina Italiana”, TheRhyme parte da un immaginario semplice e universale per costruire qualcosa che va oltre il cibo. Il brano diventa un racconto di identità, tradizione e appartenenza, trasformando piatti, sapori e momenti condivisi in musica.
In questa intervista ci racconta come nasce il singolo e cosa c’è davvero dietro questo viaggio tra gusto e suono.
“Cucina Italiana” parte dal cibo ma racconta molto di più: cosa volevi dire davvero attraverso questo immaginario?
In realtà ho pensato alla cucina italiana come patrimonio vero che abbiamo qua in Italia. Per tanti aspetti siamo indietro, ma sul cibo per me siamo i numeri uno. È proprio su quello che abbiamo di buono che cerchiamo di esaltarci nel migliore dei modi.
Nel brano trasformi piatti e tradizioni in suono: quanto c’è di personale e di vissuto dentro queste immagini?
Ci sono tante esperienze, soprattutto tante cene (ahahah) e l’assaggio di vari piatti che mi hanno lasciato il sapore nel cuore.
Hai scelto un tema così identitario come la cucina: è più un omaggio o anche un modo per raccontare l’Italia di oggi?
Entrambi, ma soprattutto un omaggio, perché ad oggi è anche patrimonio dell’Unesco.
Tra musica e cucina c’è un filo comune fatto di condivisione: per te questo brano è più qualcosa da ascoltare o da vivere insieme?
Sia da ascoltare e ballare, ma va vissuto per ricordarci della nostra terra e soprattutto delle nostre tradizioni.




