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Sono “Teche di cristallo”, sono confini, sono zone di confort per il politicamente corretto. E sono queste le prime a dover infrangere per risvegliare una libertà e un potere critico importante. Torniamo a parlare della Elastico Records label bolognese ampiamente attenta alla diversità di genere e, dunque, alla sua espressione artistica. Un manifesto di indennità che passa anche per l’esordio di SANTAVIOLA & CALASINA, un duo elettrofunk dalle soluzioni davvero interessanti, psichedeliche, dal piglio anche retrò che non guasta mai. Sono esperimenti e sono esperienze… sono tutto quel che non ci aspettiamo, sono maschere portatrici di verità.

Al marchio Elastico Records dedichiamo sempre molta attenzione. La “battaglia” per la libertà di genere è un punto ancora centrale. La musica secondo voi che ruolo ha in questo?

La musica indipendente nasce libera e fluisce dalle artiste ai corpi di chi l’ascolta. Avere il potere di attraversare un corpo, dargli un ritmo e lasciare che si lasci ispirare direi che sono ruoli molto potenti e credo sia per questo che vengano strumentalizzati già da anni.

E che segnali raccogliete guardando a questo Ep ma in generale alla vostra esperienza artistica personale?

É importante precisarlo ancora in modo inequivocabile: perché la musica mantenga questa forza, che sia essa riprodotta o goduta dal vivo, noi crediamo che debba restare indipendente. Sia il nostro EP che i nostri show sono un’esperienza punk, e stiamo notando che il pubblico ha un chiaro bisogno di tornare verso il “Dentro”, verso Anima, Istinto e Desiderio. Questo è ciò che conserviamo sotto le nostre Teche di Cristallo.

Levatemi una curiosità: i brani “Bel Ami” e “Liminale” custodiscono in se due grandi citazioni? Da una parte Mina e dall’altra “La Pantera Rosa”?

Si giustissimo! C’è un omaggio iniziale al sax della “Pantera Rosa” in “Liminale”. In “Bel Ami” oltre a riprendere l’incipit di “E Se Domani” di Mina, potreste accorgervi anche di un velato richiamo al motivo di “Bella Ciao”.

Un omaggio alla figura di Moana: per voi cosa rappresenta? E non esiste un personaggio vivente capace di portarsi dietro un valore simile secondo voi?

Moana è stata e resta un simbolo di libertà e autodeterminazione femminile, per le scelte che ha intrapreso e ribadito apertamente fino alla fine, e non mi riferisco esclusivamente al mondo del porno. Moana ha messo in dubbio apertamente la sacralità del matrimonio e criticato la necessità sociale per una donna di diventare necessariamente madre e moglie perché venga riconosciuta come tale e la nevrosi che purtroppo ancora oggi ne consegue. Artiste così forti, indipendenti e innovative oggi in Italia? No, non me ne viene in mente nessuna.

Il suono di “LanStrega” ci piace particolarmente. Qui sembrate cercare trasgressioni quasi alla Duft Punk… non so cosa ne pensate di questo accostamento. Cosa cercavate e cosa avete raggiunto?

Quando si parla di elettrofunk ci sentiamo a casa, ci fa molto piacere portare Daft Punk e Rondò Veneziano come nostre influenze artistiche. Di solito facciamo attenzione a non inserire chitarre ma per La Strega era fondamentale aggiungere al funk un po’ di “pepe”.

Dal vivo: che strumenti e che tipo di set portate in scena?

La formazione oscilla in base alle esigenze tecniche. In duo la Santaviola alla voce e Calasina al Basso, Bass Synth, tastiere e voce. In trio raggiungiamo il massimo godimento con la batteria acustica e pad per le parti più techno/elettroniche.

Al tutto si aggiunge la parte visual trasmessa su TV a tubo catodico per dare un tocco retrò/futuristico alla scena.