Riccardo Inge torna sulle scene con Distruggere Tutto, il nuovo singolo che segna l’inizio di un percorso artistico più maturo e introspettivo. Cantautore dal timbro “agrodolce”, capace di unire melodie pop immediate a una scrittura emotiva e vulnerabile, Inge racconta ancora una volta la complessità delle relazioni e il modo in cui le cadute possono trasformarsi in ripartenze.
Dopo un percorso che lo ha visto esibirsi in contesti molto diversi – dai teatri milanesi ai club e ai contest nazionali – e la pubblicazione del suo primo album Bathala, il cantautore apre un nuovo capitolo della propria ricerca musicale. Distruggere Tutto è una resa dei conti personale, un brano che parla di perdita, ricostruzione e consapevolezza, anticipando l’arrivo di un nuovo progetto discografico previsto per il 2026.
Un singolo che segna un cambio di passo: più diretto, più crudo, più vero. Ed è proprio da qui che parte la nostra intervista.
“1. “Distruggere Tutto” arriva dopo un periodo di sperimentazioni nel tuo sound: quali tappe del tuo percorso ti hanno portato a scrivere questo singolo così diretto e potente?
“Questo brano nasce da un percorso lungo, fatto di molte canzoni e di una collaborazione costante con Simone Sproccati (heysimo). Non abbiamo mai cercato il cambiamento fine a sé stesso: ogni progetto è stato il risultato naturale dell’evoluzione che vivevamo entrambi, io come autore e lui nel suo lavoro quotidiano con artisti diversi. Questa crescita parallela ha creato un terreno fertile in cui poteva nascere un pezzo così diretto. L’arrivo di altri autori e produttori nel mio percorso ha fatto il resto: mi ha liberato da abitudini diventate gabbie, costringendomi a pensare in modo meno controllato, più libero. ‘Distruggere Tutto’ è figlio proprio di questa apertura.”
2. Il brano sembra segnare una fase di maggiore consapevolezza artistica: quali scelte o esperienze dei tuoi lavori precedenti hanno influenzato il modo in cui l’hai scritto e prodotto?
“Ogni mio lavoro precedente ha costruito il terreno su cui sto camminando adesso. Dopo ‘Bathala’ pensavo di aver messo un punto, invece mi sono accorto che avevo ancora molto da raccontare, forse ancora di più. Negli ultimi anni la mia vita è stata ribaltata, nel bene e nel male, e volevo che la produzione rispecchiasse quello stato emotivo: una sensazione di instabilità, ma anche di lucidità nuova. A quasi quarant’anni guardo il mondo con un occhio diverso, e le mie canzoni parlano proprio delle persone della mia generazione, di chi sta cercando un modo per restare in piedi mentre tutto cambia continuamente.”
3. Alcuni dettagli del testo e della produzione mostrano un’evoluzione rispetto ai tuoi primi pezzi: c’è un elemento o una tecnica che consideri una “firma” di questo momento del tuo percorso?
“La mia voce è cambiata, e tanto. È maturata, si è sporcata, ha preso peso. Questo, insieme a una scrittura che oggi considero più consapevole, rende i pezzi diversi da quelli di dieci anni fa. Non so se esista una ‘firma’ vera e propria, ma c’è sicuramente una ricerca più profonda nell’incastro tra melodia e parola, e un’attenzione ai temi che non avrei potuto affrontare in passato con questa intensità.”
4. Il singolo riesce a coniugare energia e introspezione: come hai fatto a integrare ciò che hai imparato finora nella tua carriera per ottenere questo equilibrio?
“Per anni ho provato a separare le mie due anime, quella razionale e quella artistica, quasi per darmi una struttura. Arrivavo a indossare letteralmente un vestito ‘doppio’. Poi ho capito che quel confine non esiste, e soprattutto che non serve. L’equilibrio arriva quando lasci che le contraddizioni lavorino insieme. In studio porto questa complessità e il team di produzione ha un ruolo enorme: spesso parto da poche righe, da una melodia accennata, e da lì costruiamo qualcosa che tenga dentro tutta l’inquietudine e la forza del momento in cui sto scrivendo. La musica mi permette di dire cose che a voce non riesco nemmeno a sfiorare.”
5. Guardando a “Distruggere Tutto” nel contesto della tua crescita artistica, quale aspetto del tuo percorso musicale senti che questo brano rappresenti meglio?
“In questo brano convivono tutte le mie sfumature: il parlato fitto di immagini, il ritornello che si apre di colpo, la grinta, la rabbia, il senso di frustrazione e poi, quasi improvvisamente, la speranza. ‘Oggi scelgo di sorridere’ è più di una frase: è un’intenzione, quasi un impegno quotidiano. È la mia nuova partenza, consapevole degli errori, delle cadute e di ciò che voglio lasciarmi alle spalle. ‘Distruggere Tutto’, paradossalmente, è un pezzo che parla proprio di ricostruzione: di come si fa pace con sé stessi e di come si rimette insieme quello che rimane.”


