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Uscito nel pieno del clamore mediatico del Festival di Sanremo, Respirare la polvere di Roberto Montisano si colloca volutamente altrove. Mentre l’industria rincorre tormentoni, classifiche e algoritmi, Montisano sceglie una traiettoria più appartata e radicale, offrendo un lavoro che punta tutto sulla sostanza e sulla coerenza artistica.

Il fatto che l’EP non sia presente su Spotify non è un dettaglio marginale, ma quasi una dichiarazione d’intenti: sottrarsi alle dinamiche dello streaming come unico parametro di legittimazione, rivendicando un’idea di musica che vive prima di tutto nell’ascolto consapevole, non nella performance numerica. È una scelta controcorrente, che rafforza l’identità del progetto.

Dal punto di vista sonoro, Respirare la polvere si muove in un perimetro cantautorale asciutto ed essenziale. Le canzoni non cercano l’effetto immediato, ma costruiscono atmosfere intime, fatte di arrangiamenti misurati e di una scrittura che mette al centro le parole. Montisano lavora per sottrazione: niente sovrastrutture inutili, niente concessioni facili. Solo storie, fragilità, consapevolezze.

In un periodo in cui tutto sembra dover essere gridato per esistere, questo EP sceglie il tono basso, la profondità invece della superficie. È un’alternativa sana, lontana dalle logiche mainstream, che dimostra come si possa ancora fare musica con un’urgenza autentica, senza piegarsi ai meccanismi del mercato. E proprio per questo, Respirare la polvere respira davvero.

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https://www.instagram.com/roberto_montisano