Tra sincerità emotiva e identità sonora, RAFFAELA torna con “Goodbye”, un brano che unisce radici partenopee, scrittura istintiva e respiro internazionale. In un equilibrio tra R&B contemporaneo e dialetto napoletano, la giovane artista classe 2005 racconta un percorso che parte da una ferita personale e arriva alla consapevolezza. Un addio che non distrugge, ma libera.
Questa intervista esplora le scelte musicali e narrative che hanno dato vita a “Goodbye”: l’uso della lingua napoletana come verità emozionale, il cambio di beat come rinascita, il rapporto tra dolore e identità e il ruolo della femminilità nella scena urban italiana.
1️⃣ Nel brano la lingua napoletana si intreccia con la musicalità R&B: quanto questa scelta è stata una forma di identità e quanto invece una dichiarazione emotiva verso la tua storia personale?
Raffaela:
La lingua napoletana per me non è una scelta stilistica, è proprio il modo più sincero che ho di dire quello che sento. Quando scrivo, le parole mi escono così, senza pensarci. L’R&B invece è la musica che mi porto dentro da sempre, quella che mi ha formato. In “Goodbye” queste due parti di me si sono incontrate naturalmente: il napoletano mi dà radici, l’R&B mi dà voce. È sia identità che dichiarazione emotiva, perché per raccontare la mia storia avevo bisogno di entrambe le cose insieme.
2️⃣ Il cambio di beat rappresenta la svolta da vulnerabilità a forza: se quella transizione fosse un’immagine o un gesto, quale sarebbe e perché?
Raffaela:
Se il cambio di beat fosse un’immagine, sarebbe una porta che prima si chiude piano e poi si spalanca di colpo verso la luce. Prima c’è la ferita, il fiato corto, la confusione. Poi arriva quel momento in cui capisci che non puoi rimanere dov’eri, e decidi di alzarti. Per me quel punto del brano rappresenta la presa di coscienza: smetti di subire e inizi a scegliere.
3️⃣ “Goodbye” nasce da una ferita o da una decisione? In altre parole: prima è arrivata la libertà o il coraggio di dire basta?
Raffaela:
“Goodbye” nasce prima dalla ferita, e poi dalla decisione. La libertà non arriva mai subito: arriva quando trovi il coraggio di dire basta, anche se fa male. Nel mio caso è stato così. Prima ho sentito tutto quello che mi stava facendo a pezzi, poi ho capito che quella sofferenza poteva diventare una scelta. È una chiusura, ma anche un inizio.
4️⃣ La scena urban italiana spesso ripete codici e cliché: qual è l’elemento di “Goodbye” che, secondo te, potrebbe aprire uno spazio nuovo per l’espressività femminile nel genere?
Raffaela:
Penso che “Goodbye” possa portare qualcosa di diverso perché non si appoggia né ai cliché dell’urban né alle etichette del femminile. Io non ho cercato di sembrare forte o fragile: ho lasciato tutto com’era, anche le contraddizioni. Nel brano convivono rabbia, dolcezza, vulnerabilità e carattere. Credo che questo possa aprire uno spazio nuovo per l’espressività femminile, un posto in cui una ragazza può raccontarsi senza dover interpretare un ruolo o seguire un mood già visto.
Mini Bio
RAFFAELA (classe 2005) è una cantautrice napoletana che fonde R&B internazionale e dialetto partenopeo in una scrittura intima e diretta. Dopo i primi brani, “Goodbye” segna una nuova fase artistica più matura e consapevole, in cui la fragilità diventa forza narrativa.
«In ‘Goodbye’ ho scritto tutto quello che mi rimaneva addosso.
Non è solo un addio: è il momento esatto in cui ho scelto me stessa.»


