L’unione tra la pietra e la luce, tra ciò che resta immobile e il movimento: questa è l’immagine dell’amore che, come un meteorite, ha segnato questa nuova musica. Qualcosa di misterioso e vitale, che scalda e che accende. Pietra di sole è un album nato sulla soglia: tra l’interiorità della pietra e l’alterità del sole.
È stato un processo naturale, una fotosintesi, un gioco. Insieme al producer Giulio Rosatelli ci siamo lasciati ispirare dalle nostre passioni comuni. Siamo andati in Gallura, nel suo studio, e una take dopo l’altra ci siamo lasciati andare al maestrale, trovando lentamente un equilibrio tra terra e mare, tra corde e pelli, tra Mediterraneo e America Latina.
Tempo perso è nata come un ritrovarsi tra amici in una samba sospesa, come in una fiaba latina. Dopo aver iniziato a scrivere il brano, ho sentito che mancava un tocco di gioco e di complicità. In quel periodo collaboravo con Natalia per un altro progetto e ho pensato subito a lei. L’amicizia che la lega a Giulio, il producer, ha reso tutto ancora più naturale, amplificando l’alchimia tra di noi. A completare il mosaico, Nino e Daniele hanno portato quella sinuosità ritmica che fa oscillare il pezzo tra Roma e Montevideo.
Registrato tra Roma e la Gallura: come hanno influito i luoghi di registrazione sull’umore del disco?
I paesaggi che hanno visto crescere questo album sono stati fondamentali per me e Giulio. Roma è stata il luogo dell’incontro e della costruzione, il laboratorio. La Gallura, invece, ha dato respiro e spazio: lì abbiamo registrato voci e chitarre con il mare all’orizzonte, e credo che in qualche maniera quella luce si riesca a sentire. È un disco che vibra tra la dimensione urbana e quella naturale, tra il ritmo della città e quello delle onde.
Il live è il cuore pulsante di Pietra di sole. Sono molto emozionato all’idea di portare per la prima volta questo album dal vivo al Wishlist Club di Roma il 16 novembre. Sarò insieme ad una band fantastica: ci saranno Rosario Ceraudo alle percussioni e alla batteria, Simone Colasante alle tastiere, Nino Nardelli al basso e Giulio Rosatelli, il producer del disco, che sarà sul palco alla chitarra elettrica. Inoltre ci sarà anche Natalia Meyer, che aprirà il concerto in chitarra e voce e poi salirà sul palco con noi, insieme ad altri ospiti a sorpresa. Sarà un ritorno a Roma in full band per condividere tutto il calore di questo album. Dopo il debutto seguiranno anche concerti più intimi, in solo, per restituire alle canzoni la loro forma essenziale.


