Con “Mobili Credenze”, pubblicato il 19 febbraio 2026, Luca Cescotti firma un disco che è insieme raccolta di canzoni e presa di posizione artistica. Cantautore e polistrumentista di formazione classica, da tempo residente a Valencia, Cescotti costruisce un lavoro coerente e personale, lontano dalle logiche dell’immediatezza e della sovraesposizione.
Già dal titolo si intuisce il senso del progetto: oggetti quotidiani che cambiano posto, stanze interiori che si riorganizzano. Le sette tracce dell’album si muovono proprio così, come spazi emotivi attraversati con delicatezza ma anche con una precisa consapevolezza sonora. Chitarra acustica e voce restano centrali, ma attorno si intrecciano Rhodes, synth, chitarre elettriche e perfino strumenti legati alla tradizione antica come la viola da gamba, creando un equilibrio originale tra passato e presente.
Brani come “No Tu!” mostrano la capacità di Cescotti di raccontare la fine di una relazione senza retorica, con una scrittura che cresce lentamente fino a un’intensità quasi liberatoria. Altrove, il disco si fa più riflessivo, alternando momenti di intimità a passaggi più ritmici, senza mai perdere coerenza.
Una delle scelte più significative riguarda la distribuzione: l’album non è disponibile su Spotify, per volontà dell’autore, che preferisce sottrarsi alle dinamiche algoritmiche per privilegiare un ascolto più consapevole. È una decisione che rafforza il senso del progetto: “Mobili Credenze” non cerca la scorciatoia, ma un rapporto diretto con chi ascolta.
Ne risulta un disco compatto, maturo, che non punta alla hit ma alla costruzione di un universo sonoro riconoscibile. Luca Cescotti sceglie di stare ai margini del flusso principale, e proprio in questa posizione laterale trova la sua forza più autentica.


